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“MI UCCIDO APPENA”: DUE CHIACCHERE IN VERSI INSIEME AL POETA ALESSANDRO OLIVIERO

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di Rosa Meola

 

Non c’è niente di cui non si possa parlare davanti ad un buon caffè, soprattutto d’amore e di poesia.
È questa la cornice della mia chiacchierata con Alessandro Oliviero, giovane poeta originario di Santa Maria Capua Vetere ma che usa il mondo come patria che lo accoglie, lo ospita e lo ispira nel suo percorso di vita e scrittura.
Alessandro si racconta come poeta e come persona, quella che vive, sente e soffre le pene d’amore espresse nei suoi versi.
Dice di scrivere per divertimento, per se stesso, per curiosità. Quella di vedere cosa succede una volta messi su carta pensieri, emozioni e sensazioni. Quella che lo porta ad osservare, rintanato in un angolino del foglio in cui si susseguono i versi, l’effetto che le sue parole hanno sul pubblico.
Una specie di voyerismo metaforico che lo spinge a scrivere e ad aspettare gli effetti della poesia su di sé e sugli altri.
Sono questi i motivi principali che hanno spinto Alessandro a pubblicare la sua prima raccolta di poesie dal titolo: “Mi uccido appena.”
La raccolta all’inizio si chiamava: “Mi ucciderò appena finito di scrivere questo libro.” Un titolo che sapeva di richiamo all’attenzione più che di promessa vera e propria, anche se – lo stesso Alessandro- ammette che i più ottimisti hanno forse creduto e sperato davvero nel gesto estremo.
È stato poi l’editore, “Kammer Edizioni” di Bologna, a proporre il titolo al presente indicativo, tagliandone una parte e proponendo il più enigmatico “Mi uccido appena”.
Le poesie risalgono a periodi diversi della vita del poeta, per lo più alla fase adolescenziale – quella dei primi amori, struggenti, totalizzanti e malinconici – nonché all’adolescenza della poesia, quella fatta di esplorazione di rime, figure retoriche e giochi verbali.
Le poesie in origine erano solo le prime 15 del libro, scritte tutte tra il 2009 e il 2010; solo poi è sorto il desiderio di produrre un libro vero e proprio, selezionando dalle poesie vecchie scritte tra il 2005 e il 2008, alcune più vecchie del 2003.
“Il mio output poetico deriva da input di eventi tragici, malinconie, tristezze varie. Perciò quello che scrivo lo considero poesia solo da un punto di vista tecnico, nel senso che è in versi. Non faccio ricerche sulle figure retoriche, sui versi o sulle parole giuste da usare. Scrivo come esce. Se esce bene… lo tengo. Altrimenti lo butto. Quindi non sono mai veramente giunto alla poesia, è una produzione artistica involontaria, un po’ come andare al bagno”: così descrive Alessandro la sua produzione in versi.
Una raccolta il cui nodo cruciale è l’assenza di un vero filo logico, di un legame prestabilito tra i pensieri, che è poi lo stesso lettore a creare, così da sentire anche parte di sé dentro quelle righe.
“Cosa ti ha spinto a rendere pubblica una parte di te così intima e privata?” – gli chiedo.
“Non avevo mai provato a pubblicare una raccolta, ma a un certo punto della mia vita ho deciso che prima di morire avrei dovuto pubblicare tutto ciò che ho scritto – e che sia degno di essere dato alle stampe – e così ho cominciato a proporre i miei scritti alle case editrici”.
Sembrerebbe tutto così facile e spontaneo, eppure entrare nelle grazie degli editori non è una facile impresa e Alessandro lo sa bene. Racconta di quanto sia stato difficile trovare un editore, specialmente uno che faccia filtro e che preservi dal rischio di “farti trovare nella stessa collana con un libro di poesie dedicate alla primavera e agli uccellini che cinguettano”. Immagini abbastanza lontane da quelle della sua raccolta.

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Il tema del libro è, a prima vista, l’amore tragico, a volte anche un po’ cinico. Eppure c’è qualcosa tra le righe, un anelito di speranza, un moto di dolcezza, che si insinua anche nei versi più crudi e spietati. Una tenerezza verso l’autore, verso l’amore e verso se stessi, qualunque cosa accada.
Non ci sono particolari differenze tra le poesie private, scritte anni or sono nella stanza dell’adolescente, e quelle pubblicate nella raccolta. Ma come vive, dunque, il poeta di oggi l’amore di ieri? Come riesce ad integrare queste due sue immagini di sé?
Alessandro dice di essere sempre lo stesso, e diverso allo stesso tempo. Vivere l’amore in quel modo non gli è più possibile, c’è un’età per ogni cosa e un tempo che non può tornare, ma che è sempre dolce ricordare.
Eppure, a quanto pare, il giovane poeta ha avuto il tempo di scrivere, ancora.
Sull’onda del successo di questa prima raccolta, c’è in programma anche la pubblicazione di un nuovo lavoro, sul quale però non si pronuncia ancora.
Che sia un prosieguo di una storia già narrata, un nuovo amore, un nuovo stile o un nuovo poeta, cresciuto e cambiato, non ci è dato sapere.
Ci auguriamo, però, che l’attesa duri poco e che Alessandro sopravviva ancora una volta al suo stesso genio creativo, senza “ucciderlo appena”.

 

Per info sull’autore visitare il sito:
http://www.kammeredizioni.net/presentazioni/miuccidoappenaoliviero.html

Per info sulla raccolta di poesie “Mi uccido appena” visitare il sito:
https://www.amazon.it/Mi-uccido-appena-Alessandro-Oliviero/dp/8899733007

 

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ArtePoliticaSanta Maria a Vico

Le farloccate IGP dell’amministrazione Pirozzi

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Anche la ridente comunità sanmaritana ha ottenuto i suoi cinque minuti di ribalta televisiva grazie all’arrivo del TG3 Regione. Sabato 27 agosto 2016 l’inviato Rino Genovese in collegamento da Piazza Aragona, trasformata in parcheggio dopo i recenti lavori, ha presentato al pubblico televisivo le bellezze e le bontà nostrane pubblicizzate dal sindaco e da colti membri della giunta comunale. Il presidente del consiglio comunale, “uomo di lettere e di scienze”, ha descritto la storia della Basilica Maria SS. Assunta; l’assessora alla viabilità dopo “accuratissime ricerche storiche” ha presentato gli originali passi di danza della corte aragonese. Il sindaco, infine, ha annunciato “Urbi et Orbi” le future trasformazioni urbanistiche delle contrade Priori-Maielli, Rosciano e S. Marco Trotti, i cui lavori sicuramente richiederanno gli stessi tempi di realizzazione delle piramidi di Giza. Stupenda la presentazione di farlocchi prodotti tipici quali le “patate tricolori”, le cui coltivazioni caratterizzano il paesaggio agreste sanmaritano, la zuppa di patate e il “tarallo ruscianese” DOP e IGP, piatti forti degli agriturismi nostrani. Dulcis in fundo la “torta incoronata” la cui realizzazione spiega gli assidui incontri dell’amministrazione e dei pasticcieri sul muretto della Chiesa nella settimana antecedente. Per chi conosce la realtà della nostra cittadina, il tutto sembrava una triste messinscena con il solito protagonismo dell’attuale amministrazione alla continua ricerca di momenti di autocelebrazione. Di norma in tali occasioni spetterebbe alla PRO LOCO pubblicizzare le attrattive locali evitando che amministratori si presentino come storici dell’arte e gastronomi del sabato pomeriggio.

Autore: Basilio il Macedone

 

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ArteCulturaMusicaOpinioniVideo

Due chiacchere con Maxò: “l’Indifferente” si racconta.

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di Rosa Meola

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Direttamente dai microfoni di Radio Prima Rete Massimiliano Del Vecchio – in arte Maxò – si racconta attraverso parole e musica.
Racconta delle sue esperienze passate, di quelle che lo hanno lanciato nel mondo della musica, nonché dei progetti presenti e futuri, con i quali sogna di spingersi un po’ più in là.
Racconta le sue emozioni e il suo vissuto, che impregnano anche tutti i suoi pezzi.

Ma scopriamo innanzitutto chi è Maxò Del Vecchio: cantautore e chitarrista casertano, è cresciuto a pane, musica e chitarra.
Muove i suoi primi passi nel mondo della musica sin dall’infanzia grazie ad un’improvvisata chitarra, recuperata dando nuova forma e vita ad una racchetta da tennis di suo fratello. Per evitare, dunque, che il piccolo Massimiliamo distrugga mezza casa, finalmente arriva una vera chitarra, con la quale comincia a suonare e cantare da autodidatta le canzoni dei suoi miti di sempre.
Inizialmente Maxò si limita a suonare e cantare cover insieme alla sua band, ma sin da adolescente è forte in lui l’esigenza di scrivere, cantare ed esprimere se stesso. Scrive i primi pezzi già a 15 anni, brani acerbi, mai prodotti che, ad oggi, rievoca con affetto.
Ai 20 anni che risalgono, invece, i primi pezzi di un certo spessore musicale. E infatti, dopo anni di esibizioni nei locali della provincia, decide di registrare i primi tre brani inediti da lui composti “Storie di eroi”, “Sono qui” ed in versione live Studio “Tira fuori tutto”.
Nel 1998 inizia un avventura lavorativa come cantante chitarrista, senza mettere mai da parte il sogno di produrre qualcosa di nuovo, personale e originale. Un sogno che diventa realtà nel 2015, con la pubblicazione del primo album auto prodotto dal titolo “Uno Sbaglio non è Sempre un Errore”.

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“ E’ la vita, è tutto appeso a un filo, a sottili coincidenze, che non puoi manovrare devi lasciarti trasportare.. E’ la vita… E’ tutta appesa a un filo, ad un solito destino, che non puoi cambiare… segui i tuoi sogni e lascialo fare…”
Così canta Maxò, eseguendo dal vivo per gli ascoltatori di Radio Prima Rete “Solito Destino”, pezzo tratto proprio dall’album “Uno Sbaglio non è Sempre un Errore”.

Parole che raccontano perfettamente il progetto musicale del cantautore, giunto ad importante traguardo professionale e personale.
Un traguardo che rappresenta solo il punto di partenza per nuovi importanti progetti: è da poco uscito, infatti, “L’indifferente”, ultimo singolo scritto dal cantautore casertano, che vede la collaborazione del chitarrista Paolo Vozza e del quale é stato da poco pubblicato anche il videoclip.
Un pezzo che rappresenta l’evoluzione e la nuova maturità dell’artista, capace di mescolare abilmente pop e rock, musica e parole, emozioni personali e universali, nelle quali ognuno può riconoscersi.
E’ questa, infatti, la vera forza di Maxò: la capacità di parlare in maniera diretta e raccontare in musica storie ed emozioni private, che alla fine diventano quelle di tutti.
Come ne “L’indifferente”, in cui si canta la dolceamara verità secondo cui, nonostante tutto, nessun essere umano potrà mai restare indifferente alla vita e alla sua straordinaria semplicità.
O ancora in “Amore perché” -brano tratto dall’album “Uno sbaglio non è sempre un errore” – in cui i tremori, le paure, i battiti del cuore del cantautore diventano quelli di tutti coloro che amano e vivono intensamente l’amore, giovane o maturo che sia.

Pezzi che Maxò scrive di getto, di pancia, secondo l’emozione del momento, che arrivano al cantautore quasi come piccoli miracoli che poi regala al pubblico, locale e non. Numerosi sono infatti i fans che lo hanno conosciuto e continuano a scoprirlo attraverso le sue numerose esibizioni live, in Italia ma non solo.
Concerti in cui, oltre alla sua voce e alla sua chitarra, ad accompagnarlo ci sono anche Paolo Nastro alle tastiere, Michele Roggiero al basso, Carmine Silvestri alla batteria, Massimo Nastro alla chitarra e Antonello Petriccione alle percussioni (presenti anche nel videoclip de “L’indifferente”).
Al momento qualcosa bolle già in pentola e diverse sono le novità che aspettano l’artista: un nuovo pezzo – “Passeranno i giorni” – è stato già scritto ed è pronto per il successivo lavoro di arrangiamento e revisione.
Se volete saperne di più, venerdì 13, alle ore 18.00 circa, presso la Libreria Spartaco di Santa Maria Capua Vetere(CE) avrete la possibilità di ascoltare Maxò Del Vecchio dal vivo e di conoscere la sua storia nonchè quella che si cela dietro le sue canzoni.
In questo caso, scoprire questo artista non sarà né uno sbaglio né un errore, fidatevi.

 

Per saperne di più:
https://www.facebook.com/Max%C3%B2-Del-Vecchio-37509846887/?fref=ts

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ArteCronacaCulturaOpinioni

Oscar 2016: tutto quello che (non)dovete sapere

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di Rosa Meola

Svelati finalmente i nomi di tutti i vincitori della statuetta dorata più agognata del mondo del cinema, possiamo passare ad altri tipi di nominations.
Perché, si sa, una cerimonia come quella degli Oscar non può essere esente da pettegolezzi, rumours e gossip, che aggiungono sapore e interesse mediatico all’evento.
In un’epoca in cui tutto è 2.0, anche certe secolari tradizioni sono finite nel calderone social: hashtag, tweet, post relativi a curiosità e piccole chicce hollywoodiane sono impazzati sul web prima e durante la premiazione.
Ci sembra quindi doveroso dare un piccolo spazio anche a tutto questo simpatico contorno, che ha reso gli Oscar decisamente più interessanti ed appetibili ad una fascia di spettatori molto ampia e variegata.

Protagonista indiscusso di questa edizione – ma di tutte le ultime premiazioni, a dire il vero – è stato sicuramente il caro Leonardo DiCaprio: dato il numero esorbitante di meme e parodie di ogni genere su questo Oscar birichino e (non più)sfuggente, si aggiudica il premio come Miglior attore protagonista di sfottò.
Nonché il premio fedeltà perché, come succede ai clienti più affezionati, su ogni tot di film c’è una statuina in omaggio.

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Ex aequo per la più grande botta di…fortuna, che va alle due attrici Brie Larson -protagonista di “Room”- e Alicia Vikander – al fianco di Eddie Redmayne in “The Danish girl”: per entrambe, la prima candidatura ha coinciso con la prima statuetta.
Non lo dite al povero Leo, ve ne siamo grati.

Proprio a Leonardo DiCaprio e alla sua compagna di avventure Kate Winslet va il premio “best Carramba moment”: i due attori si sono fatti vedere insieme davanti ai fotografi, per la gioia di tutti i ragazzi degli anni Novanta.
Momenti di impagabile nostalgia.

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Il premio per il migliore cerchio social dell’amicizia va ai bellissimi protagonisti del film premio Oscar “Il caso Spotlight”, che si sono sdraiati a terra in cerchio per un originale selfie.

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Con il suo polipo di diamanti e perle che le faceva da bracciale e da anello, Whoopi Goldberg si aggiudica la statuetta per la bigiotteria più animalier di tutto il red carpet.

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L’attore Jared Leto si è distinto per eccentricità: portava un fiore, una sorta di garofano rosso al posto della cravatta, e ciabattine cool ai piedi.
A lui va una menzione speciale per il coraggio. Oltre al dono di una luce nell’armadio, che lo possa aiutare a scegliere con più cura i suoi futuri outfit.

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Un piccolo applauso va ai doppiatori di Sky, i quali hanno provato ad imitare la pessima parlata finto inglese alla Sorrentino, ma –ahimè- non hanno eguagliato il gran maestro.
Comunque, il loro sporco e abbastanza ridicolo lavoro lo hanno fatto. Apprezziamo lo sforzo.

Un premio speciale, infine, va alla moglie di Morricone: il compositore non solo le ha dedicato l’Oscar, ma le ha poi strappato un dolcissimo bacio a fior di labbra.
Gesti di poesia e amore senza tempo che vanno al di là di qualsiasi premio.

La nostra cerimonia di premiazione alternativa si conclude qui, vi diamo appuntamento all’anno prossimo: a noi, va sicuramente il premio come recensione più inutile di tutto l’evento.
Ma, almeno, vi abbiamo risparmiato le ore piccole questa sera.

 

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ArteCampaniaCasertaCulturaMusica

Due chiacchiere con…gli Effe16 – Musica, parole e progetti della band casertana.

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Di Rosa Meola

 

Nonostante le facce assonnate e gli occhiali da sole a coprire le occhiaie, gli Effe16 ci sono. O meglio, c’è una piccola parte di tutta la band, i due più coraggiosi che hanno sfidato l’ora e la sonnolenza domenicale in nome della musica.

Ma chi sono questi baldi giovani dal nome così curioso? Gli Effe16 sono una giovane band dal genere pop rock che, in breve tempo, si è meritata un posto d’onore nel panorama musicale emergente casertano e non solo.

La Band nasce nel maggio del 2008 da un’idea del tastierista e autore Andrea Grauso; dopo alcuni cambi e passaggi di testimone, Andrea insieme a Lorenzo Fusco, Vincenzo Ianniello, Angelo Senneca e Carmine Cervone hanno dato la forma definitiva al magico quintetto.
Gli ospiti d’onore di questa chiacchierata sono il cantante/autore e chitarrista Lorenzo Fusco e la chitarra solista, ovvero Vincenzo Ianniello che, in rappresentanza di tutto il gruppo, si sono prestati a raccontarci la loro storia passata e presente, nonché i progetti futuri.

Gli Effe16 si sono fatti strada nel mondo musicale e hanno conquistato il pubblico nostrano partecipando a diverse manifestazioni musicali come “Sanremo Rock”, “ Earth hour 2013”, “ Pub Festival 2013”,”Village Festival” (in collaborazione con i ragazzi di Amici), ma soprattutto attraverso le molteplici esibizioni live che tuttora li vedono impegnati in piazze e locali della Campania e non.
Nel 2011 arrivano a suonare anche a “Sanremo Off” e nel 2013 la città dei fiori diventa la meravigliosa location del video del loro primo singolo “I Sintomi del mio innamoramento”.
Il 5 Agosto 2013 esce il loro primo lavoro discografico composto da dieci brani inediti, che si intitola “L’impronta del Rock”. Il 16 Luglio 2014 pubblicano l’intero disco.

Perchè proprio “L’impronta del rock”? Chiede Vincenzo a Lorenzo. Eh si, perché gli Effe16 si fanno le domande e si danno pure delle belle risposte. Alla faccia di Marzullo.
Scopriamo che “L’impronta del rock” è il loro biglietto da visita, una fotografia che rappresenta il gruppo in un momento preciso della loro storia, la passione per un genere musicale che ha lasciato un’impronta dentro di loro e che desiderano trasmettere al pubblico.

E dal 18 luglio 2015 un pubblico ancora più vasto può scatenarsi al ritmo del rock: proprio “L’impronta del rock” insieme al singolo “Resti qui” fanno parte della compilation HIT MANIA ESTATE, uscita su distribuzione nazionale il 18 luglio 2015. Un traguardo di cui frontman e chitarra parlano con non poca soddisfazione.

Sull’onda dei recenti successi, gli Effe16 hanno cavalcato un’altra onda di tutto rispetto: il 29 Dicembre 2015 è uscita la cover ufficiale del brano “Onda Araba” dei Litfiba, rivisitata dalla band casertana e inserita nella compilation prodotta direttamente da Ghigo Renzulli dal titolo “Desaparecido 30°”, che celebra i 30 anni del gruppo.

Da bravi marzulliani collaudati, Lorenzo e Vincenzo continuano ad interrogarsi a vicenda:
Da dove nasce “Onda araba”?
Gli Effe16 danno una loro particolare interpretazione della canzone, nata dopo un passaggio dei Litfiba a Istanbul e ispirata a sonorità orientali. Accanto a queste sonorità, nella cover è possibile individuare l’impronta della nostra giovane band, che si destreggia tra rock, assoli di batteria ed effetti di tastiera.

Siamo alla battute finali dell’interrogatorio e un’ultima domanda – da brava fan- la faccio io ad entrambi: Cosa si prova in quella eterna frazione di secondo che precede la prima esibizione di ogni vostra serata?
Lorenzo bisbiglia la parola “brillo” ma, da artista serio e professionale qual è, preferisce definire tecnicamente questo stato d’animo come ansia da prestazione che scarica dando il massimo sul palco.
Per Vincenzo il rituale di inizio di ogni concerto è sbagliare la prima canzone: se non sbaglia non si sente tranquillo. Tanto, alla fine, errare è umano ma suonare resta sempre divino.

La nostra chiacchierata finisce qui, ma gli Effe16 non si fermano: nuovi live, nuovi progetti e nuove emozioni li aspettano.
Qualche indizio per il futuro? Tenete sott’occhio il loro disco che andrà presto in stampa e sotto orecchie “E io ci sto”, rivisitazione di una famosissima canzone di Rino Gaetano: probabilmente potrete ascoltarla dal vivo proprio in occasione dell’anniversario della morte del cantautore.

La curiosità che, invece, resterà in sospeso è una sola: ma da dove salta fuori il nome Effe16? Non provate a chiederlo mai, perché non riceverete risposta alcuna, se non che porta fortuna.
E, data la strada percorsa fin ora, pare sia proprio vero.

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ArteCampaniaCasertaCulturaMusica

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Di Rosa Meola

 

Nonostante le facce assonnate e gli occhiali da sole a coprire le occhiaie, gli Effe16 ci sono. O meglio, c’è una piccola parte di tutta la band, i due più coraggiosi che hanno sfidato l’ora e la sonnolenza domenicale in nome della musica.

Ma chi sono questi baldi giovani dal nome così curioso? Gli Effe16 sono una giovane band pop rock che, in breve tempo, si è meritata un posto d’onore nel panorama musicale emergente casertano e non solo.

La Band nasce nel maggio del 2008 da un’idea del tastierista e autore Andrea Grauso; dopo alcuni cambi e passaggi di testimone, Andrea insieme a Lorenzo Fusco, Vincenzo Ianniello, Angelo Senneca e Carmine Cervone hanno dato la forma definitiva al magico quintetto.
Gli ospiti d’onore di questa chiacchierata sono il cantante/autore e chitarrista Lorenzo Fusco e la chitarra solista, ovvero Vincenzo Ianniello che, in rappresentanza di tutto il gruppo, si sono prestati a raccontarci la loro storia passata e presente, nonché i progetti futuri.

Gli Effe16 si sono fatti strada nel mondo musicale e hanno conquistato il pubblico nostrano partecipando a diverse manifestazioni musicali come “Sanremo Rock”, “ Earth hour 2013”, “ Pub Festival 2013”,”Village Festival” (in collaborazione con i ragazzi di Amici), ma soprattutto attraverso le molteplici esibizioni live che tuttora li vedono impegnati in piazze e locali della Campania e non.
Nel 2011 arrivano a suonare anche a “Sanremo Off” e nel 2013 la città dei fiori diventa la meravigliosa location del video del loro primo singolo “I Sintomi del mio innamoramento”.
Il 5 Agosto 2013 esce il loro primo lavoro discografico composto da dieci brani inediti, che si intitola “L’impronta del Rock”. Il 16 Luglio 2014 pubblicano l’intero disco.
Perchè proprio “L’impronta del rock”? Chiede Vincenzo a Lorenzo. Eh si, perché gli Effe16 si fanno le domande e si danno pure delle belle risposte. Alla faccia di Marzullo.
Scopriamo che “L’impronta del rock” è il loro biglietto da visita, una fotografia che rappresenta il gruppo in un momento preciso della loro storia, la passione per un genere musicale che ha lasciato un’impronta dentro di loro e che desiderano trasmettere al pubblico.

E dal 18 luglio 2015 un pubblico ancora più vasto può scatenarsi al ritmo del rock: proprio “L’impronta del rock” insieme al singolo “Resti qui” fanno parte della compilation HIT MANIA ESTATE, uscita su distribuzione nazionale il 18 luglio 2015. Un traguardo di cui frontman e chitarra parlano con non poca soddisfazione.

Sull’onda dei recenti successi, gli Effe16 hanno cavalcato un’altra onda di tutto rispetto: il 29 Dicembre 2015 è uscita la cover ufficiale del brano “Onda Araba” dei Litfiba, rivisitata dalla band casertana e inserita nella compilation prodotta direttamente da Ghigo Renzulli dal titolo “Desaparecido 30°”, che celebra i 30 anni del gruppo.

Da bravi marzulliani collaudati, Lorenzo e Vincenzo continuano ad interrogarsi a vicenda:
Da dove nasce “Onda araba”?
Gli Effe16 danno una loro particolare interpretazione della canzone, nata dopo un passaggio dei Litfiba a Istanbul e ispirata a sonorità orientali. Accanto a queste sonorità, nella cover è possibile individuare l’impronta della nostra giovane band, che si destreggia tra rock, assoli di batteria ed effetti di tastiera.

Siamo alla battute finali dell’interrogatorio e un’ultima domanda – da brava fan- la faccio io ad entrambi: Cosa si prova in quella eterna frazione di secondo che precede la prima esibizione di ogni vostra serata?
Lorenzo bisbiglia la parola “brillo” ma, da artista serio e professionale qual è, preferisce definire tecnicamente questo stato d’animo come ansia da prestazione che scarica dando il massimo sul palco.
Per Vincenzo il rituale di inizio di ogni concerto è sbagliare la prima canzone: se non sbaglia non si sente tranquillo. Tanto, alla fine, errare è umano ma suonare resta sempre divino.

La nostra chiacchierata finisce qui, ma gli Effe16 non si fermano: nuovi live, nuovi progetti e nuove emozioni li aspettano.

Qualche indizio per il futuro? Tenete sott’occhio il loro disco che andrà presto in stampa e sotto orecchie “E io ci sto”, rivisitazione di una famosissima canzone di Rino Gaetano: probabilmente potrete ascoltarla dal vivo proprio in occasione dell’anniversario della morte del cantautore.

La curiosità che, invece, resterà in sospeso è una sola: ma da dove salta fuori il nome Effe16? Non provate a chiederlo mai, perché non riceverete risposta alcuna, se non che porta fortuna.
E, data la strada percorsa fin ora, pare sia proprio vero.

 

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ArteCulturaSan Felice a Cancello

“Fatti per Volare” porta tra le piazze, le strade, le chiese e i portoni della Valle di Suessola il Festival delle Corti

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fatti per volareSAN FELICE A CANCELLO – Associazione Fatti per Volare Onlus. Anche quest’anno l’associazione Fatti per Volare porterà tra le piazze, le strade, le chiese e i portoni della Valle di Suessola il Festival delle Corti, giunto ormai alla 4^ edizione. Una kermesse unica nel suo genere, nata per valorizzare il patrimonio artistico, naturalistico e storico di un territorio, noto sin dai tempi degli antichi romani per la sua posizione strategica e le sue bellezze naturalistiche. Numerosi gli appuntamenti previsti in calendario, dalle rievocazioni storiche per ripercorrere le vicende che hanno avuto per protagonista la valle suessolana, ai concerti, dalle visite guidate alla scoperta del territorio, a spettacoli teatrali inediti. Il festival si concluderà con un flashmob nella Giornata Internazionale per lo Sradicamento delle Povertà, “una povertà non solo economica ma anche culturale”, come afferma Enzo Gagliardi, presidente di Fatti per Volare. Tra le numerose novità di quest’anno vi sono i workshop dedicati ai bambini, che si svolgeranno in concomitanza con le rievocazioni storiche. I più piccoli saranno chiamati a cimentarsi nella realizzazione di libri pop-up, per descrivere in forma grafica le importanti vicende succedutesi nei secoli sul territorio. Ad ogni evento sarà possibile gustare cibi e bevande della storia, che aiuteranno a sostenere il festival, la cui partecipazione è gratuita. Ciceroni in questo viaggio tra passato e presente saranno storici, archeologi e architetti, in grado di trasmettere, non solo il sapere di una terra, ma anche tutto l’amore per essa. Il Festival prenderà ufficialmente il via sabato 20 giugno con la visita guidata alla Villa Romana di Boscorotto, rinvenuta nel territorio di Maddaloni nel 1987. I resti appartengono a una delle ville extra-urbane che popolavano il territorio dell’antica città di Suessula ed è datata I secolo a.c. Ad oggi è possibile ammirare i suoi colonnati, le mura perimetrali e mosaici di importante valore storico e artistico.

Di seguito il programma completo:

20 giugno, ore 16.00: visita guidata alla Villa Romana di Boscorotto, Località Calabricito, Maddaloni
28 giugno, ore 11.00-20.00: rievocazione storica dell’accampamento del Console Marcello – Parco Archeologico di Suessula, Acerra
4 luglio, ore 16.00: visita guidata al Tempio di Diana Tifatina e il Monte di Core – Cervino-Montedecoro
12 luglio, ore 11.00-20.00: rievocazione storica de Le chiavi di Napoli al re svevo – castello di Cancello
5 settembre, ore 20.00: Premio della Speranza – Palazzo Iadaresta, San Felice
6 settembre, ore 21.00: mostra fotografica e performance Volti e RisVolti – Palazzo Iadaresta, San Felice
13 settembre, ore 20.00: concerto di Annalisa Martinisi – Ex Palazzo Colletta, Arienzo
19 settembre, ore 20.00: spettacolo teatrale Re Ferdinando e Carolina – Complesso monumentale S. agostino, Arienzo
26 settembre, ore 18.00: presentazione del libro ‘La via Appia, strada di imperatori, soldati e pellegrini’- Cappella Lauretana, Santa Maria a Vico
27 settembre, ore 9.00: visita guidata al castello dei suessolani
3 ottobre, ore 19.00: ricostruzione storica de La Grande Guerra, 100 anni dopo – Convento Padri Barnabiti, San Felice
10 ottobre, ore 14.30: visita guidata al Pozzo sacro dei Sanniti e Michele l’Arcangelo – S. Angelo a Palombara, San Felice
16 ottobre, ore 10.00-12.00: flash mob e performance nella Giornata internazionale per lo Sradicamento delle Povertà – lungo le strade dei quattro comuni della Valle

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ArteCasertaCronaca

Denunciato parcheggiatore abusivo davanti alla Reggia di Caserta, lotta serrata della Forze dell’ordine contro l’abusivismo

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reggia-di-casertaCASERTA – Si susseguono i controlli anti abusivi delle Forze dell’ordine di Caserta per prevenire e contrastare la presenza di ambulanti davanti alla Reggia vanvitelliana ma anche all’interno del monumento e nell’esteso parco. Gli agenti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Municipale sono stati impiegati nell’ambito dei reiterati servizi interforze. Ad esito dell’ attività sono state controllate ed identificate 10 (dieci) persone che sono solite stazionare in prossimità della Reggia accompagnandosi ai venditori ambulanti ed ai parcheggiatori abusivi che orbitano nell’area immediatamente a ridosso dell’ingresso del monumento vanvitelliano. C.C., 61 enne da Casoria ( Na) è stato denunciato , in stato di libertà, per inottemperanza al divieto nel Comune di Caserta, emesso dal Questore della Città. Gli agenti hanno sorpreso l’uomo mentre era intento ad esercitare l’ illecita attività di parcheggiatore abusivo nei pressi della Stazione Ferroviaria e pertanto è stato contravvenzionato ai sensi del Codice della Strada. Mentre ad un 44enne casertano, sorpreso davanti alla Reggia in compagnia di abituali frequentatori delle aree antistanti il Palazzo Reale, è stato notificato il provvedimento dell’Avviso Orale emesso dal Questore di Caserta. Tre persone sono state segnalate alla Divisione Anticrimine per l’adozione di idonei provvedimenti di allontanamento dalla Città perché sorpresi reiteratamente in compagnia di venditori ambulanti abusivi e parcheggiatori non autorizzati. Nel corso dei controlli sono state elevante anche numerose sanzioni per violazione al codice della strada.

http://questure.poliziadistato.it

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ArteCaserta

Mostra personale di pittura del maestro Raffaele Pisano al “Museo d’arte contemporanea città di Caserta”

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maestro pisanoCASERTA – Da giovedì 11 giugno al “Museo d’arte contemporanea città di Caserta”, la grande mostra personale di pittura del maestro Raffaele Pisano. L’evento per rendere omaggio ad uno dei più prolifici artisti di Terra di Lavoro, con la sua attività pluridecennale, i numerosi riconoscimenti ricevuti, le personali realizzate e le pubblicazioni a lui dedicate. L’esposizione ad ingresso gratuito, è aperta fino al 28 giugno, da ammirare una selezione di oltre 40 opere, le più rappresentative dell’intera produzione pittorica di Raffaele Pisano, dagli esordi agli esiti più recenti.

Si parte dalle Opere prime, passando attraverso il suo Periodo blu, poi Scansioni prospettiche, continuando seguendo il proprio , personale Filo del discorso per “terminare” con le sue ultime opere.

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ArteCaserta

Al Circolo Nazionale di Caserta mostra da non perdere dell’artista “Cavaliere della Repubblica” Athos Faccincani

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60 X 60 LUCE SULLA REGGIA DI CASERTACASERTA – Athos Faccincani. Mostra Personale dal 13 al 21 giugno 2015, Salone degli Specchi, Circolo Nazionale Caserta, Piazza Dante – Caserta. Inaugurazione sabato 13 giugno ore 18 alla presenza dell’artista. La vicenda artistica di Athos Faccincani (nato a Peschiera del Garda, nel 1951) è piena di luci e di ombre. Inizia dalla contrarietà della famiglia alla sua passione per l’arte per giungere alla nomina di “Cavaliere della Repubblica”, in seguito alla visita del presidente Sandro Pertini, colpito dalla forza dei sentimenti umani espressi nella mostra sulla Resistenza. Seguirà, poi, un periodo di crisi interiore, nel quale l’artista abbandona per più di un anno la pittura. Per ritrovare, infine, la gioia di vivere con una pittura festosa, lontana dai toni cupi e polverosi di un passato troppo amaro.

Nascono così, dipinti vivacissimi, nei quali l’artista dà spazio esclusivamente al colore, che diviene veicolo di sensazione istintiva, immediatezza e piacere dello sguardo. Questa pittura trattiene sia l’attimo furtivo, che coglie l’essenzialità delle forme, sia la trasfigurazione del reale, in quanto l’artista non bada al rapporto tra colore reale del paesaggio e colore impiegato per la rappresentazione pittorica.
Il colore, dato con pennellate sicure e sferzanti, irrompe nella tela con molteplici tonalità, ma ogni tinta ha la precisa funzione di modellare le masse e creare le ombre, al pari di un sistema timbrico, armonico e compositivo.
Le opere realizzate da Athos Faccincani, in mostra al Salone degli Specchi, Circolo Nazionale di Caserta dal 13 al 21 Giugno 2015, incantano per armonia e vivacità cromatica e quale migliore ambientazione per una grande mostra del Circolo Nazionale di Caserta, considerato il luogo privilegiato dei cittadini casertani per attività culturali, sociali, artistiche e ricreative.
Faccincani, che sarà presente all’inaugurazione sabato 13 giugno 2015 alle ore 18, sorvola con lo sguardo lussureggianti colline e pittoresche piazzette italiane, come quelle di Capri e di Sirmione, tra oleandri e ibischi; insegue, tra la fontana immersa nei fiori di Portofino, l’avvicinarsi delle bianchissime barche a vela, realizzate come specchianti ali spiegate di gabbiano, per inquadrare, poi, i campi coperti da un manto di vibranti papaveri in Provenza e fiordalisi lucenti, che coprono il “presepe di case” appeso al monte a Positano.
Ogni opera è un omaggio alla bellezza della natura e all’arte, disseminata nel paesaggio e nelle città italiane. Il tratto distintivo dell’artista verte, ancora una volta, sulla smaterializzazione e sulla ricomposizione delle forme attraverso un colore cangiante.
Il colore di Faccincani è tale da accendere l’opera di luce intensissima, ingentilita dalla presenza in primo piano di una balconata festosa di fiori, quasi a voler, così, onorare e rendere più poetica la bellezza dei suoi paesaggi. Tra realtà, fantasia e sogno. A cura di: STUDIO ATHOS FACCINCANI. Orari apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21.30. INGRESSO LIBERO.

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