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Raffaele Diglio: “Decreto Dignità un’arma contro i precari”

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Il decreto dignità, nato per scoraggiare la precarietà lavorativa, ma si sta in qualche caso rivelando un’arma proprio contro i lavoratori precari. Soprattutto in quei settori in cui l’instabilità è molto presente.
Avere in mano un contratto di soli 12 mesi, dopo il quale non è previsto nessun rinnovo.
Ci sono lavoratori, che hanno un’esperienza decennale con i contratti a tempo determinato, questo “benservito” di massa, con il decreto dignità.
I datori di lavoro di fronte al decreto che fissa il limite di durata del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o in somministrazione a dodici mesi, preferiscono sostituire continuamente i propri dipendenti, piuttosto che dovere assumere quelli già esistenti a tempo indeterminato.
In realtà, il decreto prevede anche un’altra possibilità e cioè che un contratto possa essere prorogato fino ad un massimo di 24 mesi, ma solo se ricorre una delle condizioni particolari previste dalla legge e se si indica la causale sul contratto. Ossia, il motivo per cui l’azienda ha deciso di assumere una persona a tempo determinato e non a tempo indeterminato.
Il problema è che nessun datore di lavoro vuole rischiare di sbagliare e finire in un contenzioso legale, così la maggior parte di loro opta, per contratti di una durata non superiore agli 12 mesi. Dopo i quali non servono motivazioni per lasciare a casa qualcuno.
In questo modo i precari, già ampiamente sfruttati, sono entrati in un turn-over peggiore.
Fino a prima del decreto dignità i lavoratori riuscivano a lavorare ininterrottamente almeno per trentasei mesi, adesso neanche per un anno e solo in rari casi per ventiquattro mesi.
Questo vuol dire,  che si lavora in situazioni di precariato sempre peggiori con un alto livello di stress.
Dopo la Job Acts la riforma del lavoro, abolizione art.18, e stata una riforma per licenziare non per assumere, e la sostituzione del lavoro a tempo indeterminato con il lavoro precario a vita, i lavoratori cosi non raggiungeranno mai i contributi per la pensione, e a una certa età verranno cacciati via come bestiame da lavoro, hanno creato un mercato del lavoro come una fiera del bestiame.
con Il DECRETO DIGNITÀ il contratto di lavoro a tempo determinato è stato messo nuovamente sotto i piedi….
Penso che il decreto dignità abbia una finalità giusta, ma credo che vada rivisto qualcosa, come per esempio imporre alle aziende un numero massimo di ricambi tra i lavoratori.
Raffaele Diglio
Ex assessore del comune di  Arienzo
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ASD Suessola Runners, emozioni, solidarietà e sorrisi mettono le ali ai piedi dei podisti che gareggiano

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“Con l’8 Edizione della” CorriAmo Insieme…. Per gli Angeli della Strada “abbiamo raggiunto un livello qualitativo significativo. Inoltre la presenza di amici in carrozzina l’ha resa ancora più solidale e ha dato un senso un più alla nostra maratona”. Parole di gioia del presidente della Suessola Runners Luigi De Lucia, organizzatore della suddetta maratona che si è svolta a Santa Maria a Vico. Durante la gara un momento di grande emozione vissuta e regalata da alcuni podisti, ce lo racconta il responsabile del Team Lorenzo: “Sintesi di una splendida giornata, eravamo a far baldoria come sempre lungo il percorso di  gara quando abbiamo incrociato  fuori ad un portone una signora su una carrozzina, al nostro passaggio ho udito  il suo incitamento, mi blocco girandomi verso di lei che mi accoglie con uno splendido sorriso.
Un urlo ferma la carovana che torna indietro facendo tante feste alla splendida nonnina.
I familiari piangono a dirotto commossi da un evento per niente banale, l’incontro tra persone sconosciute che condividono la stessa sofferenza giornaliera cercando in ogni modo di viverla con dignità.
Ci riuniamo tutti intorno scattiamo una foto le chiediamo di raggiungerci al traguardo e la signora contenta lo farà vestendosi a festa e sfoggiando uno splendido sorriso.
A chi mi chiede dove trovo la forza di sbattermi nel quotidiano basta vedermi con loro la domenica in una semplice giornata di festa”.

 

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Caserta fa memoria del martirio di don Diana

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La Biblioteca Diocesana di Caserta in collaborazione con le Piazze del Sapere, il Forum Terzo Settore e Agrorinasce, in occasione del 25.mo anniversario del martirio di Don Giuseppe Diana (1994 – 19 marzo – 2019), organizza i seguenti eventi:

Domenica 24 Marzo 2019 “Sui passi di Don Diana”

Ore 15.00. Partenza da Caserta-Casolla per Casal di Principe. Visita alla parrocchia S. Nicola, al Cimitero, a “Casa don Diana”, al bene confiscato NCO. Incontri con il parroco don Franco Picone, Marisa Diana,  Augusto Di Meo e Peppe Pagano.

Da Lunedì 25 a Venerdì 29 Marzo

Visita Mostra “Don Peppe Diana” a cura del consorzio Agrorinasce nella Cappella del Seminario di Caserta – P.za Duomo – Caserta. La mostra può essere visitata su prenotazione dalle scuole di ogni ordine e grado.

Lunedì 25 Marzo 2019 “Don Peppe Diana e la caduta di Gomorra”

Ore 17.30. Presentazione del libro“Don Peppe Diana e la caduta di Gomorra” di Luigi Ferraiuolo nella Biblioteca Diocesana – P.za Duomo – Caserta. Con lautore interverranno: i vescovi G. D’Alise e R. Nogaro, il prefetto R. Ruberto, il procuratore aggiunto di S. Maria A. D’Amato, il prof. S. Tanzarella, G. Allucci, d. N. Lombardi, P. Iorio.

Omaggio musicale della giovane artista Jen Blossom.

Mercoledì 27 Marzo 2019

Ore 17.00. Incontro sulla finanza etica e microcredito per la lotta all’usura e all’azzardo, con il Forum Terzo Settore e Forum Giovani di Caserta in memoria di Don Peppe Diana presso la Cappella del Seminario Vescovile in P.za Duomo – Caserta. Sono invitati esperti di Banca Popolare Etica e dell’associazione Finetica Onlus.

 

 

 

 

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Al Monaldi la “Prima” del docufilm da “Maria a Chiara” realizzato e prodotto da Pina Pascarella e Giuseppe Campagnuolo  

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Sabato, 16 marzo, in occasione dell’inaugurazione delle Unità Operative complesse di Chirurgia Toracica e di Otorinolaringoiatria, e delle Unità operative semplici di Assistenza meccanica al circolo e dei trapianti nei pazienti adolescenti, alle ore 10.15, presso l’Ospedale Monaldi, nell’aula magna del presidio sarà presentato e proiettato la prima del docufilm “Da Maria a Chiara”, la storia vera di trapianto di cuore che ha visto come paziente una ragazzina di San Felice a Cancello. L’Associazione “Donare è…amore” di Pina Pascarella e Giuseppe Campagnuolo, padre della piccola trapiantata, per evidenziare e promuovere l’importanza della donazione degli organi, hanno prodotto e realizzato questa importante opera cinematografica che ha visto come interpreti, oltre ad attori professionisti anche attori amatoriali della valle suessolana come la stessa Pina Pascarella, Marisa De Rosa, Rosaria Romano, Emanuela Belcuore, impegnate in parti importanti del film. Giuseppe Campagnuolo, produttore dell’opera, è molto emozionato e felice dell’evento. “In questo momento, ci dice, il mio pensiero e la mia gratitudine va a MARIA … la vera eroina di questa storia. Grazie al grande gesto d’Amore di Maria, sei persone sono ritornate a vivere. Per me donare gli organi è il gesto più bello e più nobile che una persona possa fare e MARIA l’ha fatto”. Anche Pina Pascarella che con la sua Associazione “Donare è … Amore” ha organizzato la realizzazione dell’opera è emozionatissima. “Credo, dice Pina, che da parte di tutti ci sia bisogno di prendere maggiore coscienza sul compiere un simile gesto e la mia speranza oltre che un invito, è quella di lavorare perché la crescita della donazione degli organi continui perché la vita è una cosa importante e meravigliosa e deve continuare. Voglio ringraziare in modo particolare il Direttore dell’Azienda dei Colli, Antonio Giordano e tutti coloro che, a titolo gratuito, hanno contribuito alla realizzazione di questo docufilm”.Interverranno il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, l’arcivescovo metropolita di Napoli, Cardinale Crescenzio Sepe e tante altre personalità del mondo della cultura, delo spettacolo e della sanità.

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Napoli e Caserta: visita del Generale di Corpo d’Armata Angelo Agovino 

14.03.2019 – visita Gen. C.A. Agovino

 

 

 

 

Questa mattina il Comandante delle Unità Forestali Ambientali ed Agroalimentari, Generale di Corpo d’Armata Angelo Agovino, ha fatto visita al Comando Legione Carabinieri Forestali “Campania”.

Ad accoglierlo il Generale di Brigata Ciro Lungo, Comandante della Legione, insieme ad una folta rappresentanza di Carabinieri dei Gruppi, dei Nuclei C.I.T.E.S. e dei N.I.P.A.A.F., del Gruppo Tutela Ambiente, dei Reparti Parco e Biodiversità della Campania nonché delegati degli Organi di rappresentanza militare e membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali.

Nell’occasione il Generale Agovino ha richiamato le attività condotte dai Reparti intervenuti e gli ottimi risultati conseguiti e sottolineato gli sforzi profusi quotidianamente al servizio della collettività. Nel suo discorso ha poi rimarcato il valore prioritario dell’essere al servizio al cittadino e l’importanza di interpretare le istanze che provengono dal territorio.

Il Comandante della Legione ha ringraziato il Generale Agovino per la visita ed espresso profonda riconoscenza per la saggia guida ed il riferimento sicuro offerto ai militari.

Dopo la visita al Comando Legione il Generale C.A. Agovino ha incontrato il Presidente della Regione Campania e il Prefetto di Napoli; successivamente si è recato alla Riserva Naturale Statale “Vesuvio-Alto Tirone” per poi proseguire a Caserta in visita al Gruppo Carabinieri Forestali ed al Reparto Biodiversità.

 

 

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Raffaele Diglio: ” Assenza dello stato sociale”

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Gli slogan lasciano il tempo che trovano sull’immigrazione. In molti paesi europei hanno varato programmi di sostegno alle  famiglie, col chiaro intento di impostare una politica di ampio respiro sulla natalità. In Italia tutto tace.  Affrontare i problemi non è la nostra specialità.  Tutti i governi hanno di solito vita breve e dunque i partiti campano principalmente di propaganda. Da noi sostenere le famiglie suona male, ci ricorda il fascismo e dunque lasciamo perdere. Peccato sia un colossale autogol. Certi però che l’Italia esistesse nonostante la divisione politica. Cosa siamo dunque: una lingua, una variante mediterranea della democrazia anglosassone, gli eredi lontanissimi di un impero, il Paese che ospita il Vaticano, una repubblica fondata sull’antifascismo ma non sull’anticomunismo,  una terra tuttora divisa e segretamente nostalgica delle antiche autonomie. La discussione è aperta ma un risposta, magari molto articolata, sarà meglio trovarla al più presto. Salvare lo stato sociale significa contribuire a sostenere l’Italia con risorse da valorizzare, senza lasciare che naufraghino gli italiani.
Nel nostro Paese, purtroppo, negli ultimi anni, il welfare è stato eroso da progressivi quanto sanguinosi tagli.  Creare le condizioni per sviluppare queste risorse è diventato il compito di una responsabilità pubblica, collettiva, ancorata alla tutela dei diritti di tutti i cittadini. La stessa globalizzazione dei mercati non ha saputo, e soprattutto non ha voluto, esportare la cultura del diritto e delle tutele sociali, così come si erano affermate nella vecchia Europa nel corso del ventesimo secolo. Ci si trova, insomma, dinanzi ad un liberismo globalizzato che assolutizza il mercato, negando l’idea stessa di Stato costruito sulla tutela degli interessi generali.
Lo stato sociale è quello che crea le pari opportunità per tutti, mettendo tutti i cittadini in condizione di competere in modo paritario a prescindere dalla condizione sociale, dalla razza, dal sesso, dal censo e dai convincimenti politici e religiosi.
Raffaele Diglio
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Festa della Tammorra 2019 – Il 19 marzo  la prima tappa a Casal di Principe per ricordare don Giuseppe Diana.

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Ritorna la festa della Tammorra. La sedicesima edizione di musica popolare e della tradizione, comincia con la tappa di Casal di principe, il 19 marzo, alle ore 20, in piazza Mercato, per ricordare don Giuseppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994.

Si comincia, dunque, con una data simbolica e con una tappa che si inserisce all’interno delle manifestazioni per i 25 anni dall’uccisione di don Diana. Una serie di eventi che coinvolgeranno migliaia di persone con la marcia prevista la mattina e l’appuntamento serale della Tappa della Festa della Tammorra.

“Sul palco, in questa prima tappa del 2019 – spiega il presidente di Carinaro Attiva, Bruno Lamberti, che da sempre promuove la kermesse di musica popolare – saliranno “I Vico – Piccola Orchestra Festa della Tammorra” e  il maestro Ambrogio Sparagna con il suo gruppo di musica popolare. Un appuntamento importante dove aspettiamo il popolo della tammorra che ci segue ormai da anni. Si comincia alle 20”.

Le prossime tappe già fissate della Festa della Tammorra sono: il 24 aprile a Parete, il 28 aprile al Santuario della Madonna di Briano (Villa di Briano), il  primo maggio a a Succivo nel Casale di Teverolaccio. Si chiude a Carinaro  con una tre giorni il 7, 8 e 9 giugno.

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Alla Parocchia del Buon Pastore di Caserta il primo “Meeting Giovani”

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Nella giornata di domani, mercoledì 13 marzo 2019, si terrà a partire dalle ore 19:00, presso la Parrocchia del Buon Pastore di Caserta, di cui è sacerdote Don Antonello Giannotti, il primo “Meeting Giovani” della Comunità del Buon Pastore.
Si tratta di un evento importantissimo che vuole essere un momento di aggregazione organizzato dai giovani, per cercare di realizzare un’azione concreta a servizio del territorio casertano. “Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni”, questo lo slogan attraverso il quale i giovani della Parrocchia del Buon Pastore hanno voluto lanciare l’evento, al quale sarà impossibile mancare.
Si partirà dall’episodio dei discepoli di Emmaus, per iniziare a camminare tutti insieme. Per tutti, quella di domani, sarà un’occasione di confronto e ascolto reciproco, sulle sfide del nostro tempo, anche alla luce dell’ultimo convegno diocesano #Cecambiamento.

 

 

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Oggi Giornata internazionale della Donna è un uomo a chiedere pari opportunità.

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Una storia particolare in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna: il rovescio della medaglia, burocratico e non, di Remigio De Matteis, papà separato.
Portavoce del gruppo Pa-dri Separati, Remigio racconta l’ennesimo disservizio che ha dovuto fronteggiare: portando la figlia in PS, dopo febbre che durava ormai da giorni, si è visto diagnosticare problematiche che richiedono ulteriori accertamenti e cure. Avendo informato l’ex coniuge, che lo ha raggiunto in PS, ha assistito, impotente, alle dimissioni della minore, di cui avevano consigliato il ricovero, con la sola firma della mamma, mentre da sentenza ne sarebbe stato il tutore per quel giorno. Che si fa in questi casi? Remigio è ritornato stamattina presso l’ospedale e, dopo aver raccontato l’episodio al Direttore Sanitario, ha riportato nero su bianco l’accaduto, da cui partiranno accertamenti interni.
Ironia della sorte: in attesa di essere ricevuto, ha visto sfilare una serie di camici bianchi… donne: perché questo dettaglio? Perché Remigio racconta la diffidenza con cui è guardato dal personale femminile medico, scolastico e giudiziario. Remigio non è un sessista maschilista, non è un talebano filoterrorista, lui non auspica la condizione femminile sotto il peggiore integralismo islamico, no: lui vuole che gli siano riconosciuti i suoi diritti di GENITORE. La sua lotta parte dalla scuola, dove spesso e volentieri si scontra con docenti donne che lo guardano con sospetto… solo perché uomo; in realtà ha portato anche nella scuola le problematiche relative ai padri separati.
Nel corso degli anni è riuscito a far istituire vari registri alla bigenitorialità sul territorio nazionale, ma la strada è ancora lunga. Remigio, che di suo è testardo e volitivo, non è solo: a parte i tanti papà del gruppo, con il Monsignor Di Donna, Vescovo di Acerra, è riuscito a coinvolgere la Chiesa e organizzare una manifestazione. Il prossimo passo è l’organizzazione di un convegno sull’argomento, visti convegni precedenti che hanno comunque sortito effetto, mobilitando l’opinione pubblica e non solo. Oggi, 8 marzo, in realtà si è creato un precedente: in casi come quello citato, l’ospedale ha il dovere di consultare l’altro genitore per un parere e per la firma.
Perché raccontare questa storia proprio oggi? Perché esiste comunque un sottobosco di diritti violati anche per gli uomini. E se fa sorridere, proprio oggi, il caso del 65enne miliardario morto per intervento per rinforzare la sua virilità (si potrebbe sogghignare pensando “se l’è cercata”), tendenzialmente solo in Italia, in caso di separazione, vengono maggiormente tutelate le donne.
Seguiranno aggiornamenti.
Anna Rita Canone

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Lavoratori del CIRA in stato di agitazione.Zinzi: “La giunta regionale lanci un segnale e spieghi qual è il suo peso nel CDA

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Il consigliere regionale Gianpiero Zinzi ha presentato un’interrogazione scritta alla Giunta regionale avente ad oggetto “Stato di agitazione proclamato dai lavoratori del CIRA (Capua)”.

L’interrogazione muove dalle forti preoccupazioni manifestate dai dipendenti del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali che in un documento hanno denunciato “l’assoluta mancanza di garanzie sulla sostenibilità economica già nel breve periodo e l’assenza di una chiara e credibile visione strategica di medio-lungo periodo, che coniughi obiettivi sfidanti e sostenibilità economico-finanziaria”.

“Il Cira – ha spiegato Zinzi – è un centro di eccellenza campano riconosciuto a livello mondiale, merito anche e soprattutto delle indiscusse professionalità che vi lavorano e che vanno tutelate. La Giunta dia un segnale contribuendo ad invertire la tendenza attualmente negativa che, se confermata, potrebbe portare alla crisi del Centro ed avere ripercussioni notevoli sull’intero territorio”.

Nel testo il consigliere interroga la Giunta regionale per sapere “quali siano i suoi intendimenti visti i gravi rischi di default finanziario palesati dalla Corte e paventati dai rappresentanti dei lavoratori del CIRA, e quale azione abbia posto in essere la Regione attraverso il proprio rappresentante in Consiglio di Amministrazione”.

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