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Maddaloni.MINORENNE COMMETTE RAPINA: COLLOCATO IN COMUNITÀ

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Nel pomeriggio odierno, in Maddaloni (CE), a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli e delegate alla Polizia di Stato del Commissariato di P.S. di Maddaloni, è stato sottoposto alla misura cautelare del Collocamento in Comunità D.V.D., minorenne del luogo, in quanto indagato per i reati di rapina e tentata estorsione.
Nel dettaglio, il predetto si è reso responsabile di una rapina in Maddaloni, ai danni di due giovani ai quali è riuscito a sottrarre, con violenza e minacce, un telefono cellulare. Successivamente alla commissione del reato, il giovane ha perseverato nella condotta criminosa, in quanto, dopo essere stato rintracciato dalle vittime poco prima rapinate, alla richiesta di restituzione dell’apparecchio telefonico, entrambe sono state minacciate e colpite con pugni e calci. Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Per i Minorenni di Napoli e svolte dal Commissariato di P.S. di Maddaloni, che fra l’altro hanno consentito il ritrovamento del telefono cellulare e la denuncia di tre persone resesi responsabili di ricettazione, hanno permesso di accertare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico del giovane, tanto da giustificare l’adozione del provvedimento.
In esecuzione della misura cautelare, D.V.D., dopo gli adempimenti di rito, è stato collocato presso una comunità.

 

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RAIL ACTION DAY INTENSIFICATE LE MISURE DI VIGILANZA NELLE STAZIONI FERROVIARIE E SUI TRENI CONTROLLI AI DEPOSITI BAGAGLI TASK FORCE ANTIABUSIVISMO AD AVERSA

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Il Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania ha aderito all’iniziativa Rail Action Day – Active Shield, organizzata dall’Associazione di Polizie Ferroviarie e dei Trasporti Europee Railpol e rivolta alla prevenzione ed al contrasto dei fenomeni criminosi in ambito ferroviario, mediante controlli ai viaggiatori e relativi bagagli, nonché ai depositi bagagli.
L’azione comune ha rappresentato un’ulteriore occasione per intensificare i dispositivi di sicurezza realizzati mediante il restringimento, con nastri tendiflex, delle vie di accesso dei principali scali della Campania, in corrispondenza di varchi presidiati dalle pattuglie della Polizia Ferroviaria munite di palmari per i controlli nelle banche dati polizia. Sono stati altresì predisposti controlli straordinari ai bagagli presso i desk, a bordo dei treni e nei depositi mediante i metal detector in dotazione alla Polfer. Nella Stazione di Napoli Centrale, inoltre, in ragione delle specifiche finalità dei servizi, l’accertamento presso il deposito bagagli, diretto alla verifica delle metodologie di controllo utilizzate all’atto dell’accettazione, è stato esteso ai locali ove vendono stivati i trolley ed i borsoni con unità cinofile antidroga ed antiesplosivo della locale Questura.
Stazione di Caserta: arrestato per evasione Nelle fitte maglie dei controlli è incappato M.B., italiano classe 1993, della provincia di Caserta, il quale, detenuto presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale ed autorizzato ad uscire dall’istituto in giorni ed orari prestabiliti, per recarsi al lavoro presso una ditta con sede in Napoli, è stato sorpreso e sottoposto a controllo nell’atrio biglietteria dello scalo ferroviario di Caserta in violazione della prescrizione di raggiungere il luogo dell’attività lavorativa per la via più breve, senza soste intermedie e senza potersene allontanare. Agli agenti, che lo hanno arrestato per evasione, l’uomo ha riferito che la giornata lavorativa era stata annullata, ma non ha saputo spiegare come mai si trovasse in una città diversa anziché rientrare in carcere come avrebbe dovuto.
Stazione di Salerno: cittadino albanese clandestino esibisce ai poliziotti il documento del fratello: arrestato D.A., ventiquattrenne albanese è stato arrestato per l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato italiano pur essendo destinatario di un provvedimento di espulsione. L’uomo per sfuggire ai controlli aveva esibito ai poliziotti della ferroviaria un documento d’identità intestato al fratello e gli è stato
di conseguenza contestato anche il reato di false generalità sull’identità personale.
Stazione di Aversa – Task Force antiabusivi: 7 venditori denunciati Nell’ambito dell’attività antiabusivismo è stata realizzata una Task Force diretta ad arginare il fenomeno, in particolare nella stazione di Aversa. I poliziotti della Polfer hanno sottoposto a controllo identificativo numerose persone, riscontrando la presenza di 13 venditori abusivi che sono stati segnalati amministrativamente. Per quattro di questi è scattata la denuncia penale perché sono stati sorpresi a vendere generi alimentari deteriorabili, in violazione delle norme sulla produzione, sul commercio e sulla somministrazione, privi di etichette e mal conservati, riposti in carrellini studiati appositamente per sfilare nei corridoi dei vagoni dei treni, tra le poltrone. Altri tre venditori sono stati deferiti per interruzione di pubblico servizio e violenza o minaccia a pubblico ufficiale perché durante i controlli dei titoli di viaggio, da parte di personale ferroviario, pretendevano di viaggiare senza pagare il biglietto e le loro resistenze hanno causato ritardo nella partenza del treno. Ingente la quantità di merce varia, accendini, calzini, ciondoli, penne, fazzoletti, alimenti e bevande, offerta in vendita abusivamente, sottoposta a sequestro, oltre a diversi borsoni e carrelli utilizzati per il trasporto e la vendita.
I controlli citati hanno permesso di conseguire i seguenti risultati:
• Nr. 2 persone arrestate;
• Nr. 9 persone deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria (per l’inosservanza del divieto di ritorno nel Comune di Napoli; per violenza a dipendente di Trenitalia; per la vendita di generi alimentari deperibili al pubblico senza licenza; per interruzione di pubblico servizio e violenza o minaccia a P.U.)
• Nr. 2.756 persone identificate;
• Nr. 975 bagagli a seguito di viaggiatori e 25 bagagli depositati controllati;
• Nr. 39 sanzioni amministrative;
• Nr. 13 sequestri amministrativi;
• Nr. 3 sequestri penali;
• Nr. 4 Ordini di Allontanamento (Daspo Urbano)

 

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Gang di albanesi sgominata. Arrestati per tentato omicidio e furto aggravato

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Nelle prime ore della mattinata del 13 gennaio u.s., in Trentola Ducenta (CE), Favara (AG), Torino e
Bari, i Carabinieri della Stazione di Grazzanise (CE), hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato
di delitto, emesso da questa Procura, nei confronti di 8 indagati di nazionalità albanese gravemente indiziati, a
vario titolo, di furto aggravato in concorso (arti. 110, 624, 625 c.p.), ricettazione in concorso (arti. 110, 648
c.p), nonché indagati di tentato omicidio in concorso (artt. 56,110, 575 c.p.).
Il provvedimento pre-cautelare costituisce l’esito di un’articolata e complessa attività investigativa,
diretta da questa Procura e condotta dalla Stazione Carabinieri di Grazzanise, dal mese di agosto 2017 ad
oggi, essendo stato riscontrato un allarmante fenomeno di furti ai danni di bar/tabacchi ed abitazioni nel
territorio casertano, con incursioni anche nelle vicine province di Benevento, Latina, Salerno e Prosinone.
L’indagine, attuata mediante intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati telefonici e sistema di
geolocalizzazione (GPS), acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei luoghi oggetto
degli eventi delittuosi, ha permesso di acquisire un grave compendio indiziario in ordine alla commissione di
complessivi 8 furti, di cui 6 in abitazione (di cui uno tentato), 2 ai danni di Bar (di cui uno tentato), avvenuti
nei Comuni di Amorosi (BN), Sora (FR), Sicignano Alburni (SA), Formia (LT), Minturno (LT) e
Pietravairano (CE).
Contestualmente è stato accertato che gli indagati, al fine di commettere i reati in esame, in più
occasioni, hanno utilizzato furgoni e targhe di autoveicoli accertati essere oggetto di furto.
I fermi del Pubblico Ministero venivano disposti per il concreto ed attuale pericolo di fuga degli
indagati e specificatamente di due dei destinatari del provvedimento i quali, nella serata del 12 gennaio
scorso, sottoposti a controllo di polizia nei pressi della stazione ferroviaria di Torino, venivano trovati in
possesso di biglietto ferroviario per la città di Modane (Francia).
Inoltre, nei confronti di uno degli indagati, in data 4 gennaio, era stato emesso distinto decreto di
fermo in quanto controllato, in Bari, prima dell’imbarco per l’Albania.

 

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Maddaloni. Colto in flagranza di reato per spaccio di stupefacenti, arrestato un uomo

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In Maddaloni (Ce), in via Antonio de Curtis, personale dell’aliquota radiomobile del locale Comando Compagnia, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio  finalizzato alla recrudescenza  dei reati in materia di stupefacenti, hanno tratto in arresto, in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente,IACOBELLI Vincenzo, cl. 69, del luogo.

In particolare, i militari dell’Arma, durante un posto di controllo, hanno notato l’uomo che, allo loro vista, ha lanciato dal finestrino dell’autovettura alfa 156, sulla quale viaggiava, un involucro in cellophane poi accertato contenere gr. 35,8 di cocaina. A seguito di successiva perquisizione domiciliare è stato rinvenuto materiale per il confezionamento dello stupefacente. L’arrestato è stato associato presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

 

 

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Sgominata banda specializzata in furto nelle abitazioni

Droga: blitz e decine arresti tra Napoli e Caserta

 

In data odierna, i. Carabinieri della Compagnia di Caserta hanno dato
esecuzione ad un’ordinanza dispositiva di 12 misure cautelari (6 custodie cautelari
in carcere e 6 agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico), emessa dal GIP
del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura.
E’ stata raccolto un grave compendio indiziario a carico dei dodici indagati
in ordine ad un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un
numero indeterminato di delitti contro il patrimonio (art. 416 c.p.), segnatamente
furti in appartamento e rapine; nonché in ordine a 17 furti in abitazione, consumati o
tentati, e rapine, nelle città di Caserta, Napoli e Salerno, tra il 13 luglio ed il 06
novembre 2018.
L’attività investigativa veniva avviata il 13 luglio 2018, a seguito di un
tentativo di furto in appartamento in Caserta, dove un grappo di 6 persone aveva
tentato di forzare la porta d’ingresso di un appartamento in via Lincoln. L’azione
delittuosa, però, venne interrotta per effetto dei rientro improvviso dei proprietari
dell’abitazione, che determinò la desistenza dei malviventi, datisi alla fuga a bordo
di 3 vetture. Nella circostanza, il sopraggiungere dei Carabinieri del Nucleo
Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta innescava un inseguimento, al
termine del quale IORIO Pasquale venne arrestato in flagranza per il delitto di
resistenza a pubblico ufficiale, mentre gli altri, dopo aver abbandonato le auto
utilizzate per la fuga, fecero perdere le proprie tracce allontanandosi a piedi per le
vie cittadine. L’attenzione investigativa si concentrò sui vari grimaldelli ed arnesi atti allo
scasso sequestrati all’interno delle autovetture abbandonate dai malviventi, da cui
emergeva l’esistenza e l’operatività di uno stabile grappo di persone dedite, in modo
professionale ed organizzato, alla commissione di furti in appartamento. Nella
circostanza, per l’utile prosecuzione delle indagini, emergeva un dato fondamentale,
allorquando, per una delle autovetture abbandonate dai ladri, risultava che la
proprietaria, una parente di ARTUSO Anna (stabilmente inserita nell’associazione
criminale), aveva sporto denuncia di furto poco dopo il rinvenimento ed il sequestro
del medesimo veicolo a Caserta da parte dei Carabinieri.
L’autovettura venne, quindi, restituita alla proprietaria venne appurato che al
ritiro della medesima aveva provveduto REALE Pasquale (anch’egli stabilmente
inserito nella organizzazione criminale in argomento), marito di ARTUSO ANNA,
effettivo utilizzatore del veicolo.
Il coinvolgimento di REALE Pasquale veniva ulteriormente riscontrato dai
successivi accertamenti su altri veicoli sequestrati, poiché utilizzati per mettere a
segno i furti, uno dei quali risultava essere stato noleggiato proprio dallo stesso
REALE presso un autonoleggio di Napoli.
Nel corso delle approfondite attività investigative, condotte senza soluzione
di continuità dai Carabinieri di Caserta, coordinati da questa Procura, si aveva modo
altresì di appurare la particolare tenacia del grappo criminale che non si fermava
nemmeno davanti a provvedimenti di sequestro degli autoveicoli impiegati per i
furti.
Infatti, nella notte del 26 luglio 2018, il REALE unitamente con altri due
compiici si introduceva nel deposito giudiziario dove erano stati custoditi i veicoli
sequestrati, all’evidente scopo di recuperare gli arnesi atti allo scasso ed un
sacchetto di cellophane occultato sotto il sedile posteriore di un’auto loro
sequestrata e contenente alcuni monili in oro, provento di furto. Il piano criminoso
di recupero della refurtiva non andava a buon fine, in quanto i veicoli sequestrati
erano stati precedentemente spostati dai Carabinieri in altro deposito giudiziario,
proprio al fine di evitare che venisse portata a compimento l’azione criminosa.

Le successive indagini, partendo da REALE Pasquale, consentivano di
ricostruire l’organigramma dell’organizzazione ed i ruoli ricoperti da ciascuno degli
associati:
SALVATI Salvatore, capo ed organizzatore dell’associazione, in
considerazione del ruolo di coordinamento svolto dal medesimo e della
posizione di preminenza che gli atri associati gli riconoscono. E’ infatti il
Salvati a gestire i proventi illeciti dell’associazione ed a e suddividerli fra gli
affiliati, così come è emerso che, anche in occasione dei furti, egli impartiva le
direttive ai sodali sui ruoli ed i compiti che ognuno doveva svolgere (autista,
palo, materiale esecutore), gli attrezzi da utilizzare e via di seguito;
REALE Pasquale, con il ruolo di organizzatore, stretto collaboratore di
SALVATI, occupandosi di coordinare le attività degli altri sodali per assicurare
l’efficienza dell’apparato organizzativo dell’associazione. E’ infatti lui ad
occuparsi del reperimento dei telefoni (con utenze fittiziamente intestate), degli
arnesi atti allo scasso, nonché di noleggiare o acquisire la disponibilità delle
autovetture utilizzate per la commissione dei furti. Partecipa inoltre, come il
SALVATI, all’esecuzione dei furti e gestisce direttamente i rapporti con il
ricettatore cui vendere i gioielli provento dei reati;
– ESPOSITO Salvatore, GAROFALO Salvatore, ATTANASIO Pasquale e
PENGUE Cristian, partecipano all’associazione con compiti essenzialmente
limitati alla materiale esecuzione dei furti, alternando il ruolo di materiale
esecutore a quello di “palo”.
ARTUSO Anna, moglie di Reale Pasquale e DI BIASI Tiziana, moglie di
Esposito Salvatore, partecipano all’associazione, dimostrando di conoscere le
dinamiche del gruppo ed evidenziando, in più circostanze, la disponibilità a
sostenerne l’attività criminosa, anche esponendosi al rischio di essere scoperte.
In particolare, entrambe le donne si sono recate in diverse circostanze a
recuperare i sodali in occasione di furti non “riusciti”, come quelli del 13 luglio
e del 6 novembre 2018 a Caserta ovvero hanno partecipato alla commissione di
furti con il compito di “palo” per segnalare l’eventuale arrivo delle forze
dell’Ordine.

Tutti gli altri destinatari dei provvedimenti cautelari, ossia SALVATI
Patrizio, IORIO Pasquale, SCAMARDI Marco e TOMASELLI Rocco, pur essendo
estranei al contesto associativo, hanno partecipato alla materiale commissione di
diversi furti in abitazione, evidenziando elevata professionalità, spregiudicatezza e
propensione a delinquere.
L’attività investigativa si è svolta con i tradizionali metodi di osservazione,
pedinamento e con intercettazioni, consentendo, in tal modo di acquisire solidi
elementi indiziari in ordine anche al modus operandi della associazione criminale,
che ha operato senza conoscere confini territoriali (partendo dal Rione Traiano di
Napoli, per andare a commettere furti oltre che a Napoli, nel Casertano ed in
provincia di Salerno):
– gli obbiettivi venivano selezionati, mediante accurati sopralluoghi, tra i
condomini con appartamenti dotati di portoncini con serrature a cilindro di tipo
“europeo”;
– localizzato l’obbiettivo, venivano parcheggiate le autovetture già pronte per la
fuga e venivano posizionati i “pali”, dotati di radio ricetrasmittenti per le
comunicazioni;
– gli altri componenti, invece, si recavano presso le abitazioni, dopo aver
accuratamente accertato che i proprietari non vi fossero; dato di cui si
accertavano citofonando ripetutamente e ad intervalli di tempo brevi;
– sicuri dell’assenza dei proprietari, i componenti della banda criminale entravano
negli appartamenti, servendosi delle caditoie dell’acqua ed introducendosi dai
balconi ovvero forzando le serrature mediante asportazione della protezione delle
stesse; quest’ultima operazione avveniva con l’utilizzo di chiavistelli, cacciaviti,
chiavi inglesi da meccanico modificate, chiavi bulgare, tanto da riuscire a
rimuovere ogni forma di protezione. Gli attrezzi, che fino a quel momento erano
custoditi nelle vetture parcheggiate nelle vicinanze, venivano, all’occorrenza e su
richiesta telefonica o radio, portati materialmente a coloro che si trovavano
davanti alla porta da scassinare;
– una volta razziato l’appartamento, i malviventi si dileguavano a bordo di almeno
due autovetture, rigorosamente prese a noleggio, per poter eludere il successivo

controllo delle forze di Polizia, potendo contare su strutture dell’associazione
stabilmente dedite al recupero degli esecutori materiali dei furti;
– la refurtiva asportava variava a seconda dell’obbiettivo avuto di mira: i gioielli ed
i monili in oro erano il target preferito dai malviventi, in quanto facilmente
monetizzabili attraverso i ricettatori, tuttavia gli stessi non disdegnavano
elettrodomestici come aspirapolveri o robot da casa.
L’attività investigativa che, sovente, è riuscita ad impedire che i furti
venissero portati a compimento, ha anche consentito di apprendere, dalle
conversazioni intercettate degli indagati, come in soli tre mesi avessero guadagnato
ca. 280.000 euro, “lavorando notte e giorno”).
La progressione criminosa dell’associazione, tuttavia, veniva interrotta dai
Carabinieri di Casetta subito dopo un furto in appartamento, consumato nel
capoluogo di Provincia il 06 novembre 2018; si ricorda che in quella circostanza,
nel corso dell’inseguimento dei malviventi trovò la morte il carabiniere Emanuele
REALI del Nucleo Operativo dei CC di Caserta.
In particolare, nella circostanza., attraverso il consolidato modus operandi
dell’associazione per delinquere, mentre uno degli affiliati, PENGUE, attendeva in
auto, con funzioni di “palo” e di recupero per la fuga, SALVATI, REALE e
ATTANASIO si introducevano, dopo aver forzato la porta d’ingresso, in un
appartamento di Caserta in via Alfieri, dal quale asportavano degli elettrodomestici.
REALE e PENGUE furono fermati dai Carabinieri dopo un breve inseguimento,
mentre gli altri due riuscivano a fuggire ed a nascondersi.
Dopo incessanti ricerche, SALVATI ed ATTANASIO furono localizzati,
mentre attendevano che ARTUSO Anna arrivasse a recuperali. Ne scaturì un nuovo
inseguimento, durante il quale i Carabinieri riuscirono a bloccare solo SALVATI,
mentre ATTANASIO riusciva nuovamente a dileguarsi, inseguito dal V. Brig. dei
Carabinieri Emanuele REALI, che perse la vita investito da un treno durante le
ricerche del fuggitivo.

L’irreperibilità di ATTANASIO durò meno di 48 ore, in quanto, le pressanti
ricerche dei Carabinieri, lo costrinsero a presentarsi al Comando Provinciale di
Caserta per costituirsi, in esecuzione di un decreto di fermo emesso dal Pubblico
Ministero di questa Procura.
L’odierna operazione si inserisce in un più ampio contesto che vede questa
Procura della Repubblica impegnata nell’azione di contrasto dei reati predatori, con
particolare riferimento ai furti ed alle rapine in abitazione, reato particolarmente
odioso, perché colpisce le vittime nella loro intimità, generando un forte allarme
sociale.

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SEQUESTRO DI RETI E LIBERAZIONE DI UCCELLI PROTETTI CATTURATI IN NATURA PER AVVIARLI AL COMMERCIO CLANDESTINO

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Durante un servizio di controllo del territorio, a cura dei Carabinieri Forestali appartenenti alla Stazione di Castel Volturno, veniva udito a distanza un “classico” suono proveniente da un richiamo elettroacustico riproducente il canto di fringillidi.
I militari raggiungevano il punto d’insorgenza della fonte sonora, risultata allocata in un fondo agricolo nei pressi della Via Amalfi in comune di Castel Volturno, rinvenendo un richiamo acustico elettromagnetico in funzione, posizionato a terra vicino ad una rete di nylon con azionamento a scatto, quest’ultima collegata ad una corda della lunghezza di circa 30mt. che era utilizzata dall’uccellatore per azionare a distanza il citato meccanismo di scatto della rete nel frangente in cui l’esemplare di fringillide si fosse avvicinato alla fonte sonora in zona utile alla sua cattura.
Corda di azionamento della rete il cui estremo terminava in un nascondiglio/appostamento realizzato con teli ombreggianti in adiacenza ad una struttura in lamiera.
Sul posto veniva sorpreso A.R. da Napoli dell’età di anni 66 mentre stava svolgendo l’anzidetta azione illegale di cattura della fauna selvatica. La verifica permetteva di accertare che erano nella sua disponibilità già nr. 5 esemplari vivi della specie fringillidae e di ulteriori n. 5 richiami elettroacustici non in funzione con relative schede micro SD.
Pertanto, i predetti militari procedevano all’immediato sequestro della rete per la cattura di uccelli in nylon, della corda, del meccanismo a scatto, dei n. 5 esemplari vivi della specie fringillidae, di n. 1 richiamo elettroacustico bluetooth rinvenuto in funzione con diffusore incorporato e scheda micro SD da 4gb e di n. 5 ulteriori richiami elettroacustici non rinvenuti in funzione con schede micro SD, deferendo A.R. in stato di libertà, per esercizio di attività di uccellagione e di cattura di fauna selvatica protetta mediante l’impiego di reti e di richiami elettroacustici illegali.
I 5 esemplari vivi di fringillidi posti in sequestro, essendo specie autoctona, non presentando segni di maltrattamento ed in buone condizioni di salute, venivano immediatamente reintrodotti in natura mediante liberazione sul posto.
Quello del commercio illegale dei fringillidi è un mercato molto florido in quanto gli esemplari migliori, ovvero quelli più canterini, hanno un elevato valore di mercato.

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Spaccio di droga: arrestate due donne

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I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Marcianise (CE), in Afragola (NA), nel corso di un servizio di prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti, hanno proceduto all’arresto, in flagranza di reato, di Coppeta Pasqualina, cl. 1996, residente ad Afragola, e  Capparelli Patrizia, cl. 1997, residente ad Afragola.

I militari dell’Arma hanno proceduto al controllo dell’autovettura sulla quale viaggiavano le due donne, accertando che le stesse avevano fatto salire a bordo un uomo, risultato poi essere un occasionale acquirente di sostanze stupefacenti. Le stesse, infatti, avevano ceduto all’avventore una dose dicocaina, ricevendo in cambio la somma di €20,00.

A seguito di perquisizione personale e veicolare i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato complessivi gr. 3,00di stupefacente, nonché la somma in contanti di €150,00, ritenuta provento dell’attività illecita.

Le arrestate sono state accompagnate agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicate con rito direttissimo.

 

 

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Vasta operazione anticrimine: sgominata banda di criminali

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Dalle prime ore di oggi, In Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Caserta stanno dando esecuzione a numerose misure cautelari emesse dal GIP del tribunale di SMCV nei confronti di una banda criminale deditaai furti in abitazione.
L’operazione scaturisce, tra l’altro, anche dall’arresto in flagranza avvenuto in data 6 novembre u.s. di 3 degli odierni indagati, nel corso della quale perse la vita il Vice Brigadiere Emanuele Reali

Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa indetta presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, alle ore 10.30 odierne.

 

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AGGREDISCE CAPOTRENO: ARRESTATO

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Si comunica che nella mattinata odierna, personale del Polizia di Stato di Maddaloni (CE) ha tratto in arresto, in flagranza del reato di violenza a incaricato di Pubblico Servizio, N. L. nato a Boudy – Senegal, classe ’96.
In particolare, gli operatori di Volante del Commissariato di P.S. di Maddaloni (CE) sono intervenuti presso la Stazione Ferroviaria di Cancello Scalo (CE), per segnalazione al 113 di avvenuta aggressione fisica da parte di un cittadino straniero nei confronti del capotreno, del treno facente tratta Piedimonte Matese (CE) – Napoli.
In particolare, il giovane cittadino senegalese aveva aggredito il capotreno, mentre quest’ultimo lo stava invitando ad uscire dal mezzo pubblico, in quanto sprovvisto del titolo di viaggio. Il cittadino straniero, nella circostanza, ha reagito con violenza nei confronti del capotreno, colpendolo con pugni al volto.
Nell’immediatezza, sono intervenuti un appartenente alla Guardia di Finanza e due uomini dell’Arma dei Carabinieri, i quali erano a bordo del convoglio fuori dal servizio. Sul posto è giunta una volante del Commissariato di P.S. di Maddaloni, i cui operatori hanno fermato l’aggressore e condotto presso gli uffici del Commissariato di P.S.. L’uomo, con precedenti per estorsione, risultava essere titolare di permesso di soggiorno scaduto.
Il capotreno aggredito, il quale ha sporto denuncia per l’aggressione presso gli Uffici del Compartimento di Polizia Ferroviaria di Napoli, ha riportato lesioni giudicate guaribili in 5 giorni.
Alla luce di quanto emerso dall’attività di indagine, grazie al raccordo con gli Uffici del Compartimento Polfer di Napoli e all’intervento dei due Carabinieri e del Finanziere che hanno fermato l’uomo, per la gravità del fatto commesso, il cittadino senegalese è stato tratto in arresto per il reato di violenza a Pubblico Ufficiale, dal personale del Commissariato di P.S. di Maddaloni.

 

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