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San Prisco, i Carabinieri della Forestale sequestrano grossa quantità di legname da ardere non a norma

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 Militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di San Gregorio Matese (CE), nell’ambito dei servizi interforze di prevenzione e contrasto dei roghi di rifiuti e delle condotte illecite coordinati dalla Cabina di Regia costituita presso la Prefettura di Napoli, presieduta dal Vice Prefetto Gerlando Iorio “Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania”, coadiuvati da militari dell’Esercito Italiano del contingente “Operazione Strade Sicure” e da personale tecnico dell’ARPAC Dipartimento Provinciale di Caserta, hanno sottoposto a sequestro giudiziario una rivendita all’ingrosso di legname e di legna da ardere, sita in comune di San Prisco (CE), non rispettosa della normativa ambientale.

Infatti, nel corso dell’accertamento sono state infatti rilevate le seguenti violazioni connesse alla illecita gestione di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi:

  • su una prima area, dell’estensione di circa 1800 mq, destinata a lavorazione, taglio della legna e deposito pellets, è stato rinvenuto uno stoccaggio non autorizzato di diverse tipologie di materiali costituenti rifiuti speciali;
  • su una seconda area, dell’estensione di circa 1000 mq, retrostante la prima, anch’essa utilizzata per lo stoccaggio non autorizzato di diverse tipologie di materiali costituenti rifiuti speciali in stato di abbandono, posti alla rinfusa e miscelati tra loro, tra cui: tre motocarri ape, autocarri, mezzi agricoli, motori, cassette, telai, componenti meccaniche, ferro, pneumatici fuori uso, taniche, filato di ferro, traverse in cemento, due biciclette, un motorino.

Infine, nel corso della verifica, inoltre, non è risultato presente un sistema di raccolta e trattamento dei reflui delle acque di piazzale e che, pertanto, venivano scaricate direttamente su suolo nudo, integrando la fattispecie di reato di scarico di acque reflue industriali non autorizzato.

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Stop cibo falso, un kg di kiwi gratis per sostenere la petizione. Domani la Coldiretti in piazza Dante al mercato di “Campagna amica”

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Eccellenze agroalimentari, biodiversità e percorsi di educazione alimentare per i bambini, ma anche impegno per la trasparenza del cibo che finisce sulle nostre tavole. È la sintesi dell’iniziativa di Coldiretti che si terrà domani domenica 10 marzo a Napoli in piazza Dante, in occasione dell’inaugurazione del mercato bisettimanale di Campagna Amica. Un chilo di kiwi sarà offerto in omaggio a cittadini e turisti per sostenere la petizione Stop Cibo Falso #EatOriginal, che chiede di estendere all’Unione Europea l’obbligo di origine in etichetta. Sotto i gazebo gialli, nel cuore storico della città, ci saranno i giovani agricoltori. All’ombra del padre della lingua italiana ci saranno con i prodotti a km zero di tutta la regione, tra cui i “Sigilli di Campagna Amica”, simbolo della biodiversità contadina.

Il kiwi, frutto di stagione e antiossidante naturale, proprio nel territorio napoletano raggiunge un altissimo livello di qualità. I kiwi partenopei hanno straordinarie qualità zuccherine, che li rendono molto ricercati in tutta Italia, in particolare al Nord. Tra le migliori aree per la coltivazione del kiwi c’è proprio l’areale vesuviano e flegreo. I frutti verdi di Scampia ne sono un esempio e un’eccellenza in terreni dove l’agricoltura è stata costretta ad arretrare dall’invasione del cemento, ma non è scomparsa. A pochi metri dalle famigerate “Vele” gli agricoltori di Campagna Amica coltivano kiwi con certificazione biologica. In Campania negli ultimi cinque anni si registra un incremento costante delle superfici coltivate con il “Kiwi Actnidia”, per cui sicuramente la scelta migliore è quella di comprare kiwi a km zero dagli agricoltori. Oltre all’omaggio del kiwi ci sarà uno spazio dedicato ai bambini, che potranno apprendere i segreti della stagionalità e assistere allo spettacolo “Pulcinella custode dei sapori”, a cura del maestro burattinaio Giò Ferraiolo. Ci sarà anche Mister K, che guiderà i più piccoli alla scoperta delle proprietà straordinarie del kiwi e della stagionalità di frutta e verdura. Ci sarà anche l’english food lab, per imparare i nomi  della frutta di stagione anche in inglese, e il gioco “i legumi della biodiversità”.

“I giovani agricoltori – spiega Veronica Barbati, delegata nazionale e regionale di Coldiretti Giovani Impresa – guardano al presente e al futuro, perché attraverso la raccolta firme a favore di questa petizione oltre ad arginare la diffusione sulle nostre tavole di alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come hanno dimostrato gli scandali alimentari globali dell’ultimo decennio, possiamo garantire lavoro ai giovani e un’agricoltura sostenibile che ha nella biodiversità il suo punto di forza. L’etichetta di origine obbligatoria permette di contrastare le agromafie e le grandi multinazionali del cibo che hanno interesse a occultare l’origine delle materie prime. Il nostro Paese ha fatto dell’eccellenza del proprio patrimonio agroalimentare un punto di forza in Europa e nel mondo. L’indicazione obbligatoria di origine permette di riconoscere il vero made in Italy e tutelare il lavoro e i prodotti di qualità dei nostri agricoltori”.

 

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Operazione Squadra Mobile – Arresto di 7 persone etnia rom per reati predatori

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http://www.poliziadistato.tv/c_USkQL2WBX0

 

Nella mattinata odierna, personale della Polizia di Stato di Caserta, ha dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali, emessa dall’ Ufficio GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura della Repubblica, a carico di sette soggetti di etnia rom, ritenuti
responsabili di una serie di atti predatori, commessi in Caserta e provincia negli ultimi mesi. L’indagine ha avuto origine da n. 17 furti (consumati e tentati), posti in essere dallo scorso mese dì settembre 2018, in danno di banche, di gioiellerie e di negozi di telefonia, ubicati sia nel pieno
centro di Caserta che in provincia. L’attività d’indagine diretta da questa Procura si concentravano, sin dal primo momento, su una serie
di soggetti, provenienti dal campo nomadi di Giugliano in Campania (Na), a carico dei quali venivano avviate attività tecniche. Nella specie, i primi elementi indiziari acquisiti dimostravano il coinvolgimento dei
predetti in una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine in danno di gioiellerie, istituti di credito e negozi di telefonia mediante la tecnica della “spaccata”. L’indagine, diretta da questa Procura della Repubblica e delegata alla locale Squadra Mobile, consentiva di accertare che gli indagati, dopo aver individuato gli esercizi commerciali da depredare, attraverso ripetuti sopralluoghi, effettuati in pieno giorno ed in orari non sospetti, li raggiungevano, poi, di notte, con autovetture di grossa cilindrata, sulle quali venivano apposte targhe, rubate poco prima.
I malviventi riuscivano ad accedere all’interno dei locali sfondando le vetrine mediante un ariete in ferro ed altri strumenti atti allo scasso e, una volta all’interno, razziavano oggetti preziosi nelle gioiellerie,
cellulari/tablet nei negozi di telefonia e casseforti negli istituti di credito.
Le autovetture utilizzate erano dotate di motore ‘truccato’, al fine di riuscire a sfuggire ad inseguimenti delle Forze dell’Ordine. Mediante le dirimenti emergenze investigative, conseguite attraverso l’utilizzo di attività di natura
tecnica ed arricchite da numerosissimi servizi di appostamento e pedinamento, la Squadra Mobile, nello scorso mese di novembre, interveniva in flagranza di reato, riuscendo a bloccare ed a trarre in arresto alcuni
membri del gruppo, nella specie SEJDOVIC Geson e HADZOVIC Doris, che avevano appena depredato un negozio di telefonia di Caserta.
Nella stessa notte, si accertava che gli stessi avevano effettuato anche un furto all’interno di una Banca sita in Succivo. Le successive perquisizioni consentivano di rinvenire, nelle baracche del campo rom di Giugliano, in
uso agli indagati, televisori, telefoni cellulari, articoli di abbigliamento e scarpe, risultati provento di furto. Inoltre, venivano sequestrati diversi oggetti preziosi di dubbia provenienza, su cui sono tuttora in corso ulteriori accertamenti e, nei pressi delle citate baracche, un grosso oggetto contundente in acciaio, impiegato per gli “assalti”. Fondamentali per le indagini sono state le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza degli esercizi commerciali, che hanno garantito l’individuazione delle caratteristiche fisiche dei soggetti, seppur travisati, e di dettagli dell’abbigliamento indossato dagli stessi, rinvenuto nella loro disponibilità e sottoposto a sequestro. AI termine delle operazioni, gli indagati venivano ristretti presso le carceri di Santa Maria Capua Vetere, Poggioreale e presso le loro abitazioni.

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Clan Ligato, arrestate 18 persone. Tutti i nomi

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Nella mattinata odierna, nelle province di Napoli e Caserta, a conclusione di un’articolata attività d’indagine, i militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Caserta, unitamente a quelli della Compagnia Carabinieri di Capua e in collaborazione con la Squadra Mobile di Caserta hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale D.D.A., nei confronti degli esponenti di vertice del Clan “LIGATO” di Pignataro Maggiore (CE), traendo in arresto 18 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati diassociazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, danneggiamento seguito da incendio, lesioni personali aggravate, detenzione armi, munizioni e materie esplodenti, porto abusivo d’arma,violenza privata e minacce aggravate, nonché detenzione illegale di bomba a mano, aggravati dall’aver agevolato un sodalizio mafioso (art. 416 bis 1 del c.p.).

Il provvedimento restrittivo costituisce il risultato di una prolungata attività d’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli eavviata nell’anno 2017 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Caserta e dalla Compagnia Carabinieri di Capua nella quale sono confluiti anche gli esiti delle indagini svolte dalla Squadra mobile in ordine all’esplosione, il 28 febbraio 2018, di alcuni colpi di pistola ai danni della saracinesca dell’agenzia funebre VAGLIVIELLO, ubicata in Sparanise.

La prolungata attività investigativa ha permesso di trovare importanti elementi di riscontro a gravissimi episodi di violenza avvenuti negli ultimi anni, con particolare riferimento al 2016, 2017 e 2018, nei Comuni di Sparanise, Capua, Pignataro Maggiore, Vitulazio e aree limitrofe. Le indagini che rappresentano il prosieguo di quelle che nel maggio 2018 avevano già assestato un duro colpo al citato sodalizio criminale (con l’arresto di 6 persone, tuttora detenute) tendono a confermare la presenza attiva e pericolosa del clan Ligato, associazione di tipo mafioso operante in Pignataro Maggiore, Vitulazio, Pastorano, Camigliano, Sparanise e Capua (CE), erede del già Clan “LUBRANO – LIGATO”.

Le investigazioni hanno posto in evidenza come, attraverso l’emersione di nuovi soggetti, già partecipi o contigui al clan e legati a noti affiliati attualmente detenuti, le attività criminali abbiano ripreso vigore per far fronte alla costante necessità di assistere economicamente gli affiliati, anche detenuti. Emerge una compagine criminale capace di giungere a gravi atti intimidatori come danneggiamenti e lesioni personali al fine di far piegare le vittime e affermare la propria egemonia sul territorio nel traffico di stupefacenti. L’indagine ha messo in luce come, nonostante la decapitazione del gruppo guidato dal capo LIGATO Raffaele, altri soggetti – in particolare i figli di questi – abbiano preso in mano le redini della camorra dell’area calena, costituendo una stabile struttura organizzativa, con suddivisione dei ruoli, allo scopo di monopolizzare il mercato delle sostanze stupefacenti in Pignataro Maggiore, Calvi Risorta, Sparanise, Vitulazio e comuni limitrofi. La struttura, dal carattere piramidale, era costituita da vere e proprie “piazze di spaccio” di sostanze stupefacenti gestite attraverso l’emersione di soggetti sinora mai investigati. In particolare a seguito della sua scarcerazione (avvenuta in data  02/12/2015), Raffaele Antonio LIGATO, destinatario del provvedimento cautelare in argomento e figlio dell’ergastolano detenuto in regime 41 bis O.P. “Tonino” LIGATO, ha dovuto “legittimare” il proprio nuovo gruppo nel contesto ambientale ricorrendo alla violenza e ponendo in essere atti intimidatori perché fosse chiaro il messaggio diretto a tutta la popolazione: il nuovo gruppo camorristico operante nel territorio di Pignataro ed il ruolo di “comando” erano appannaggio della famiglia LIGATO.

In tale contesto si inquadrano gli eventi occorsi nell’area interessata a partire dal 1° dicembre 2015, periodo legato alla scarcerazione  di LIGATO Antonio Raffaele, attuale reggente, unitamente alla sorella Felicia, del clan “LIGATO” di Pignataro Maggiore (incendio di macchine, aggressione di persone, esplosione di colpi di armi da fuoco contro edifici ed attività commerciali, ecc.). Di particolare significato, per le modalità criminali con cui  è stato attuato, è l’episodio avvenuto l’11 dicembre 2016, in Capua, allorquando il LIGATO Antonio Raffaele, unitamente allo IANUARIO Davide hanno fatto deflagrare un potente ordigno e esploso alcuni colpi di fucile all’indirizzo dell’abitazione di un presunto concorrente nell’attività di spaccio.

 

 

 

Destinatari della misura cautelare in carcere:

–     LIGATO Antonio Raffaele cl. ’84;

–     LIGATO Felicia cl. ‘81;

–     IANUARIO Davide cl. ‘86;

–     SCHETTINI Daniele cl. ‘95;

–     DE FUSCO Anna cl. ’68;

–     DE GENNARO Fabio cl. ’80;

–     DI BERNARDO Claudio cl. ‘77;

–     FUSCO Terence cl. ’95;

–     GRIECO Giuseppe cl. ’94;

–     IOSSA Valerio cl. ’91;

–     PAGANO Davide cl. ’92;

–     PALMIERI Raffaele cl. ’80;

–     RUSSO Francesco cl. ’83;

–     VALENTE Giuseppe cl. ’90;

–     MANDESI Luigi cl. ’90.

 

Destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari:

–       MAURO Gilberto cl. ’94;

–       MAIELLO Agostino cl. ’91;

–       D’AMATO Alessandro cl. ’92.

 

 

 

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Non gli pagano lo stipendio, minaccia il sindaco con la pistola.Arrestato un giovane di Valle di Maddaloni

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In Valle di Maddaloni (CE), i Carabinieri del locale Comando Stazione, unitamente a personale dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Maddaloni, hanno tratto in arresto, per minaccia aggravata a P.U.,  MARAVITA Michele, cl. 98, del luogo. L’uomo, dipendente di una ditta che gestisce il servizio di raccolta rifiuti per il Comune di Valle di Maddaloni, nella tarda mattinata odierna si è recato presso quell’Ente locale chiedendo ed ottenendo di parlare con il Sindaco. Ricevuto dal primo cittadino, il MARAVITA ha prima lamentato il mancato pagamento dello stipendio del mese di febbraio e successivamente ha minacciato il primo cittadino con una pistola modello FS  9×21 che poi si è scoperto essere a salve e priva di tappo rosso. Allontanatosi da quell’edificio è stato immediatamente rintracciato ed arrestato dai Carabinieri nel frangente allertati dal Sindaco. L’arma, rinvenuta nei pressi del Comune, è stata sottoposta a sequestro. L’arrestato verrà giudicato con rito direttissimo.

 

 

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Contrabbando di tabacchi, arrestato un uomo

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In Santa Maria Capua Vetere, i carabinieri del locale Comando Stazione hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, DELLA VALLE Antonio, cl. 70, di Capua. L’uomo, alla guida dell’autovettura Alfa 147, a seguito di un controllo e perquisizione eseguiti in San Tammaro lungo la SS 7 Bis è stato trovato in possesso di n. 140stecche di sigarette prive del marchio del monopolio di stato, delle quali 100 marca “Chesterfield”, n. 30“Marlboro”, n. 10 “Regina”, per un peso complessivo di kg. 35 lordi.

L’arrestato, in attesa della celebrazione del rito direttissimo, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

 

 

 

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Fabbricavano banconote false, arrestati un uomo e una donna

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Marcianise (CE), unitamente a quelli del Nucleo Carabinieri Antifalsificazione Monetaria, in Orta di Atella (CE), nel corso di un servizio volto a contrastare la diffusione di banconote false, hanno localizzato, un centro di produzione attivo nella periferia di quel centro abitato.

A seguito del controllo e della successiva perquisizione, effettuata all’interno di un appartamento di via Masseria del Barone, i militari dell’Arma hanno sorpreso due persone, intente nella produzione e stampa di banconote, rinvenendo, nella circostanza,  un computer portatile, una stampante laser, una taglierina termica, una plastificatrice termica, numerosi oleogrammi di fabbricazione cinese e 177 fogli formato A4 utilizzati come prove di stampa per banconote del taglio di 5, 20, 50 e 500 euro, oltre a 274 banconote contraffatte del medesimo taglio per una somma nominale complessiva di euro 90.000,00 circa.

Gli arrestai, un uomo ed una donna del luogo, conviventi e residenti ad Orta di Atella, sono stati sottoposti ai domiciliari, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Le banconote contraffatte e tutto il materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro.

 

 

 

 

 

 

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Smaltimenti illeciti, sequestrate aree adibite a sversamento di liquami zootecnici

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Carabinieri Forestali appartenenti alla Stazione di Pietramelara (CE), nel corso di un controllo presso un allevamento zootecnico bovino, con stalla sita in comune di Roccaromana (CE), alla località “Contrada Casillo”, hanno accertato violazioni penalmente rilevanti in materia ambientale che hanno determinato procedersi al sequestro preventivo di due estese aree interessate da illeciti smaltimenti di effluenti zootecnici prodotti dalla stessa azienda:
– una prima area, sita in comune di Roccaromana (CE), alla località “Contrada Casillo”, allocata in un terreno adiacente alla stalla aziendale, avente una superficie totale superiore ai 3 ettari;
– una seconda area, sita sempre in comune di Roccaromana (CE), alla località “Ortenzio”, sempre in gestione all’allevamento controllato, avente una superficie di circa 1,50 ettari.
Dette estese aree sono state sottoposte a sequestro preventivo in quanto su di esse erano stati sversati e smaltiti illecitamente liquami zootecnici in quantità di gran lunga superiori a quelli consentiti per le ordinarie pratiche agronomiche. Infatti, su detti fondi agricoli gli abbancamenti di effluenti zootecnici si innalzavano, in alcune zone, rispetto al piano di campagna, per un’altezza superiore ad un metro.
Per i reati accertati si è proceduto a deferire in stato di libertà il titolare dell’allevamento per il reato di gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi.

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Foto e video dell’arresto dell’algerino terrorista

Foto SADAOUI

 

 

Al link il video dell’operazione.

http://www.poliziadistato.tv/c_m0ssK5l5BK

                                                                                                                                                                         

 L´algerino tratto in arresto dalla Polizia di Stato di Caserta, residente in passato in Campania e titolare di permesso di soggiorno dal 2003 al 2012, era noto al Servizio per il Contrasto del Terrorismo Esterno della DCPP poiché segnalato nel 2016 dall´AISI e da Interpol in una lista di combattenti partiti per unirsi ai gruppi jihadisti operanti nel teatro siro-iracheno.
Mentre proseguono indagini per individuare eventuali reti di sostegno che possano aver favorito la latitanza dell´algerino, si rileva come quello odierno costituisca il primo arresto di returnee operato in Italia all´indomani della dissoluzione sul terreno dello Stato Islamico.
L´importante operazione portata a termine dalla Digos di Caserta si inserisce nel più ampio quadro delle iniziative messe a punto dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione in sede di Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, per la diaspora dei combattenti in fuga dal conflitto siro-iracheno.

                                                                                                                                                                           www.poliziadistato.it

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Arrestato un terrorista ad Acerra

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La Polizia di Stato di Caserta, in seguito a un’articolata attività info-investigativa, ha arrestato un cittadino algerino di 45 anni, ricercato in campo internazionale poiché colpito da mandato di cattura emesso dal Tribunale di Constantine (Algeria) per partecipazione a organizzazione terroristica. Lo straniero aveva lasciato l’Algeria nel 2014 per raggiungere la Siria e unirsi alle milizie dello Stato Islamico.

Le attività svolte dai poliziotti della Digos, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, sono risultate particolarmente complesse ed hanno consentito di individuare il ricercato all’interno di un casale abbandonato situato nel Comune di Acerra.

 

I dettagli dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà alle ore 17.00 presso la Questura di Caserta.

 

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