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Street art

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Direttamente da Firenze arriva lo street artist che ha rivoluzionato il modo di interpretare e guardare l’arte: Blub è il suo nome e caratteristica dei suoi lavori è una maschera da sub. Che si parli di personaggi storici o di mera fantasia, elemento in comune è uno, la maschera e boccaglio per viaggiare sott’acqua. L’idea nasce dalla voglia di comunicare un fastidioso stato interiore dato dalle difficoltà della società, metafora che si tramuta nella visione di chi non riesce “a stare a galla e sprofonda negli abissi”, un po’ come i lavori di Blub, originali e caratteristici. Il movimento artistico da anni ha come punto d’origine Firenze dove le stampe delle opere sono sparse in diversi angoli della città, creando una sorta di divertente “caccia all’opera” per i turisti e non solo. Dallo scorso aprile “L’arte sa nuotare” arriva a Napoli tappezzando l’intero centro storico di stampe che ritraggono Totò, Amy Winehouse e molti altri e, proprio a Blub è dedicata la mostra inaugurata il 29 maggio 2019 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in mostra nella sala del Plastico di Pompei fino al prossimo 31 agosto. L’esposizione “L’arte sa nuotare” rientra nel percorso “Verso Thalassa”, anticipazione dei temi che caratterizzano la grande mostra su mare, storia, archeologia, mito in calendario al MANN da dicembre 2019. Blub dice: «Quando sei sott’acqua non c’è peso, il tempo si ferma, i pensieri se ne vanno e fluttui in simbiosi con questo elemento. In questa dimensione sospesa ripropongo personaggi che, con il loro esempio, hanno lasciato un segno di grandezza che sopravvive ancora oggi, senza tempo» Non resta che andare a caccia di opere visitando la mostra al Mann. Sara Di Mattia

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Antonio De Matteo presenta al Duel Village ‘Malerba’ – opera prima di Simone Corallini

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L’attore Antonio De Matteo torna al Duel Village di Caserta per la presentazione di ‘Malerba’, promettente opera prima di Simone Corallini. L’appuntamento è per mercoledì 27 febbraio alle ore 21,15 nell’ambito della rassegna cinematografica ‘Independent Duel’ diretta da Christian Coduto. Malerba è un film asciutto ed efficace incentrato sul rapporto malato tra due fratelli nel quale si inserisce una donna che porterà alla luce verità scomode e pericolose. Nel cast al fianco di Antonio anche Luca Guastini e Manuela Parodi. Noto al grande pubblico per i ruoli ricoperti in film di successo come ‘Ocean’s Twelve’, ‘La bella addormentata’ e ‘Buongiorno, notte’ di Marco Bellocchio, ‘Assolo’, ‘Ossidiana’, ‘The Pyramid’ e nella serie tv ‘Don Matteo’, Antonio De Matteo, originario di Caserta, vi conquisterà con questo film intenso e coraggioso. Malerba è infatti un dramma dalle tinte thriller, un film sulle malattie invisibili e sull’approccio alla diversità, metafora di ogni discriminazione sociale. Vincitore al WAG festival dove è stato selezionato da una giuria di giovani under 30, selezionato alla 34°Alexandria Mediterranean Countries Film Festival in Egitto, è stato anche vincitore al Not Film Fest come miglior film per il maggior potenziale di distribuzione all’estero, assegnato da Alessandro Masi, distributore internazionale della Flexymovies di Los Angeles. Simone Corallini aveva già diretto alcuni cortometraggi tra cui Nkiruka – il meglio deve ancora venire, vincitore del Premio MigrArti 2017 – MiBACT,  proiettato nella sezione “MigrArti” alla 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica  di Venezia.

 

 

 

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Calvi Risorta, torna “Music for 80mq”

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CALVI RISORTA – Anche quest’anno torna “Music for 80mq”, uno spazio intimo per condividere musica e sostenere le attività della Piccola Libreria 80mq.

Quest’anno, tra i cuscini e le luci soffuse di 80mq, echeggerà la musica degli CHANNEL SELECT, una band tutta calena, con sonorità che spaziano tra diversi generi con arrangiamenti che vanno dal pop italiano al pop rock inglese/americano.

La serata sarà occasione per sottoscrivere la tessera 2019 di 80mq, con la quale sostenere le attività culturali e sociali  del laboratorio.

L’ingresso è come sempre gratuito e aperto a tutti!

Appuntamento alla Piccola Libreria 80mq, in via Garibaldi 46 a Calvi Risorta (CE), domenica 17 febbraio alle ore 20:30.

 

 

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Caiazzo, il paese che vive all’ombra del Castello fantasma

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di Sandra Mastroianni

CAIAZZO – Il Castello di Caiazzo, proprio come un fantasma, c’è ma non si vede. O meglio non si visita, e difatti al turista o al semplice passante che volesse visitarlo il destino che lo attende, è quello di ridiscendere le erte stradine che a esso conducono dopo aver visto null’altro che un cancello chiuso.

Naturalmente non è sempre così perché una o due volte l’anno si organizzano visite guidate all’interno del Castello: un lusso per pochi eletti cui giunge la notizia ma resta pur sempre poco rispettoso di un bene che potrebbe essere uno dei principali traini dell’economia legata al settore turistico- alberghiero.

Il Castello Longobardo, dalla sua fondazione, ha accompagnato la cittadina di Caiazzo durante lo scorrere dei secoli e assieme ad essa si è trasformato.

Sorto nella seconda metà del IX sec. per opera dei Longobardi sui resti dell’Arx romana, nel susseguirsi dei secoli fu dimora di Normanni, Svevi, Angioini e più tardi di famiglie nobiliari locali. Proprio questo avvicendarsi di proprietari ha consentito al complesso monumentale di preservarsi dal decadimento com’è invece avvenuto per tanti manieri medioevali.

Ha visto passare tra le sue stanze tanti personaggi illustri: leggenda vuole che vi abbia soggiornato anche Federico II in occasione del suo intervento per liberare Caiazzo dall’assedio delle truppe pontificie nel 1229; o ancora, Garibaldi, prima dello storico incontro Teano com’è leggibile nell’iscrizione rinvenuta nella torre quadrata e riportante la data del 20 ottobre 1860.

Dalle sue mura fortificate si udirono le grida disperate per le atrocità commesse delle truppe naziste acquartierate proprio a Caiazzo sul finire del secondo conflitto mondiale; così come si udirono le grida, questa volta di giubilo, all’arrivo della colonna blindata degli alleati americani nell’ottobre del ’43.

Questi ultimi avvenimenti si svolsero quando ormai il castello era da tempo di proprietà privata e a causa dei continui rimaneggiamenti avvenuti nel corso del XIX sec, e conservava ben poche vestigia dell’antico passato, mentre restavano inalterate le torri fortificate, sia le due a forma cilindrica sia quella quadrata, nonché gli ambienti che ospitavano le cucine e la servitù.

Di passato da raccontare ce ne sarebbe ancora tanto, se non fosse che a preoccupare siano le sorti del complesso monumentale. Infatti, la mancanza di una serie d’interventi di consolidamento e di conservazione non solo priva turisti e cittadini della possibilità di visitare un bene storico patrimonio di tutta l’umanità ma rischia di vederlo irrimediabilmente compromesso.

Già nell’anno 2010, l’Amministrazione comunale del tempo lanciava un piano di riqualificazione, in cui si annunciavano come imminenti una serie di interventi di risanamento, da realizzarsi mediante finanziamenti privati e atti a rivalutare uno dei punti più caratteristici del centro storico. Preservazione del bene e rilancio del turismo: queste le ragioni portanti del progetto che a distanza di quasi dieci anni rimane soltanto un proclama sulla carta. Lo scorrere del tempo e la continua mancanza di manutenzione hanno determinato un notevole avanzamento dello stato di precarietà di alcune parti del complesso.

Un’occasione da non perdere potrebbero essere i contributi previsti dalla Legge di Bilancio 2018 (comma 314 art.1) ed erogati ai proprietari privati di beni storici per finanziare gli interventi di restauro così come stabilito dall’art. 35 del Codice dei Beni Culturali.

Per la concessione del contributo pubblico quale controprestazione è previsto l’onere da parte del privato di apertura al pubblico del bene restaurato.

Per ritornare allo incipit della narrazione, il Castello è un simbolo di Caiazzo e non si può pensare all’uno senza l’altra data la simbiosi in cui vivono nell’immaginario collettivo da secoli. Ma, senza un serio intervento conservativo il Castello sarà solo un accessorio da cartolina all’abitato; sarà solo un cancello chiuso e invalicabile; sarà un luogo inaccessibile dove il passato senza condivisione non potrà avere memoria.

Sarà insomma soltanto un “fantasma” che c’è ma non si vede.

 

 

 

 

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Il tuo sorriso

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Una poesia di Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amore mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchina
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

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Copywriter e ghostwriter: due piaghe del giornalismo moderno

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Il giornalismo e i giornalisti oggigiorno stanno subendo delle modifiche, per non dire delle rivoluzioni, nell’ambito della propria percezione e della percezione da parte del pubblico, molto pesanti. Questa modificazione nasce essenzialmente da vari fenomeni, il cardine reale dei quali è la modifica dei mezzi di informazione. L’informazione moderna e l’approvvigionamento  infatti passa al giorno d’oggi più tramite i social media rispetto alle testate giornalistiche e quindi il modello del giornalista che usufruisce dell’informazione e funge da tramite al pubblico ormai non esiste più. Come può essere quindi che qualcuno si qualifichi o squalifichi come giornalista al giorno d’oggi? La figura del giornalista dovrà rintanarsi nella nicchia del commentatore o vi è ancora spazio per il reporter?
Queste domande importanti non hanno una risposta semplice e non hanno una risposta univoca. In quanto internet ha determinato la nascita di nuove figure particolari, come accennato nel titolo: il copywriter è colui che prende le informazioni da una fonte, spesso un competitor e le piazza nel proprio portale, fungendo da vera e propria “iena”; il ghostwriter invece è colui che scrive per conto di terzi, quando questi terzi sono impossibilitati a farlo. Un mondo dove mani determinano dietro schermi il filtro della verità rischia di portare poi la verità a un livello infimo e l’accattonaggio dimostrato è vergognoso.
Si spera in un futuro migliore dove i giornalisti smettano di essere giornalai a caccia di like e interazioni per la propria casacca e ritornino a tracciare le proprie storie basandosi sulle esperienze personali.

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