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Pirozzi, da uomo di destra a cavallino verdiniano

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Crisci e Pirozzi

Andrea Pirozzi, sindaco di Santa Maria a vico con la lista “città domani”, era uno dei pochi punti fermi della cosiddetta destra politica locale, appunto era, visto che attualmente viene dato nelle fila verdiniane. Esponente storico del centrodestra con una carriera coerente fino ad oggi. E’ stato con Mimmo Nuzzo,Pasquale Nuzzo ed è stato fedelissimo Puotiano; nel tempo ha resuscitato, con Forza Italia, Vincenzo D’Anna, lo stesso che lo ha portato alla sua svolta storica: diventare la stampella del PD.

Nessuno a Santa Maria a Vico lo considerava tanto succube delle scelte del senatore infatti anche nella campagna elettorale, che lo ha visto poi primo cittadino, s’è beccato il sostegno degli esponenti della vecchia AN. Gente come Bruno Nart è stata sponsor della sua lista ed esponenti come Maurizio Masiello han trottato per lui ed han dato, mai come questa volta, un contributo decisivo alla sua elezione. Di esponenti appiattiti alla volontà del senatore ne aveva fin troppi, e troppo ambiziosi; Primo fra tutti l’ambiziosissimo Pasquale Crisci, sempre fedele e sostenitore della linea di Enzo D’Anna e perennemente alla ricerca della sindacatura. La scelta di Pirozzi spiazza tutti e lo indebolisce politicamente in maniera paurosa. Ora che era all’apice della sua carriera politica si vede secondo ad una scelta poco conciliabile con il suo curriculum. Circondato da squali ambiziosi che gli sono avanti sia a destra sia a manca, dovrà gestire tutte queste forze che da sempre scalciano per avere il suo posto.

Basilio il Macedone

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Decreto Colosseo, D’Anna (ALA): “Votiamo sì al provvedimento, mai più accessi siti storici sbarrati ai turisti, ma basta sprechi di denaro pubblico”

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COMUNICATO STAMPA

Roma 5 novembre 2015

Decreto Colosseo, D’Anna (ALA): “Votiamo sì al provvedimento, mai più accessi siti storici sbarrati ai turisti, ma basta sprechi di denaro pubblico”

ROMA. “”Ben venga questo provvedimento, ma ancora una volta siamo qui a deliberare d’urgenza sotto la spinta di fatti contingenti e riprovevoli quando sarebbe bastato adottare alla lettera la norma sui Beni Culturali approvata nel 2004”. Lo ha detto in Aula, annunciando voto favorevole alla conversione del decreto legge 146/2015 (denominato “Colosseo“), il senatore Vincenzo D’Anna, portavoce del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie. Il decreto, ha spiegato il parlamentare “introduce un principio importante e che cioè la fruizione del patrimonio storico e artistico nazionale viene equiparata ai servizi pubblici essenziali (Sanità, Trasporti, Istruzione)”. Per D’Anna bisogna “fare in modo che non accada più che, senza preavviso, i turisti si trovino innanzi al Colosseo a Pompei o in altri siti storici o artistici di interesse nazionale con gli accessi sbarrati”. Tra l’altro, ha proseguito il portavoce di Ala “la conversione in legge non va a ledere il diritto allo sciopero dei lavoratori. I dipendenti dei siti culturali potranno, infatti, continuare a riunirsi in assemblee, potranno scioperare, ma semplicemente dovranno farlo nelle stesse condizioni in cui sono sottoposti molti altri lavoratori che prestano la loro attività lavorativa nella gestione dei servizi pubblici essenziali. Essi potranno così scioperare alle condizioni e nel rispetto delle regole sancite dalla legge che prevede che le forme di assemblea e di sciopero  siano discusse dalle commissioni di garanzia assieme alle parti sociali e con largo preavviso”.
“Noi – ha sottolineato ancora D’Anna – riteniamo che questo decreto offra un compromesso accettabile tra il diritto fondamentale di poter usufruire dei beni culturali e l’altro diritto fondamentale che è quello dello sciopero. Al tempo stesso, però, ci chiediamo come mai in alcuni siti culturali, anche di ridotte dimensioni, come accade in Calabria ed in Campania, siano impiegati decine e decine di custodi e di addetti alle pulizie e quegli stessi siti versino poi in condizioni pietose”. “Al ministro Franceschini – ha concluso il portavoce di Ala – chiedo di uscire dal guado e di virare in direzione della competenza e del merito. Basta spreco di denaro pubblico. Fino a quando si concepirà un servizio inteso come monopolio statale, fino a quando eviteremo di affidarci ai criteri del merito e della competenza, alleveremo clienti che dalla sera alla mattina non fanno niente. Scegliamo l’efficienza e la produttività. E ricordiamo: ogni qualvolta eroghiamo soldi in nome dello Stato senza raggiungere poi  obiettivi prefissi lo facciamo a discapito dei cittadini e degli stessi operatori che paghiamo”.

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