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Breve stupidario dei Ri-Costituenti

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Lista provvisoria degli insulti rivolti a chi dice di opporsi alla “Riforma Costituzionale”:
1)”Difendete il codice di Hammurabi”(il che suggerisce che questi signori non solo non hanno letto la Carta del ’48 ma nemmeno il codice di Hammurabi del quale uno dei punti cardini era “occhio per occhio dente per dente”,e non si vede dunque quale attinenza c’è fra il difendere la Costituzione e il codice di Hammurabi).
2)”Chi vota no vota no come Casapound” (giusto,dunque chi difende la separazione dei poteri minacciata da questa schiforma costituzionale è meritevole di essere accostato ai neofascisti,da annotare).
3)”Siete l’italia che dice sempre no” (se proponete cazzate antidemocratiche è sacrosanto dire no,quando farete l’interesse generale e non attuerete i “suggerimenti” di Jp Morgan e altri consessi che tutto hanno in mente tranne la democrazia ne riparleremo).
4)” Voterete contro questa riforma che riduce il numero dei politici” (dunque togliere l’elettività al Senato e metterci dentro la peggior classe dirigente che abbiamo in Italia,i consiglieri regionali,significa “ridurre il numero dei politici”.
Se aveste voluto ridurre il numero dei politici avreste dimezzato il numero dei componenti di Camera e Senato:andatela a raccontare a qualcun’altro questa balla).
5)”Voterete nello stesso modo di Berlusconi” (a parte che questa schifezza Berlusconi ha contribuito a scriverla e vogliamo ancora vederlo votare no votando contro gli interessi delle sue aziende,se per la prima volta facesse qualcosa di giusto,saremmo lieti di votare allo stesso modo).
Tralasciamo per carità di patria gli improperi rivolti ai migliori costituzionalisti italiani schierati quasi tutti per il No,anche perché loro sanno difendersi molto bene da soli senza bisogno da questi attacchi piduisti 4.0.

Elenco incompleto perché fino ad ottobre ne vedremo ancora tante.

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TERREMOTO DE L’AQUILA E SENTENZA DELLA CASSAZIONE SU COMMISSIONE GRANDI RISCHI

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La Quarta sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza 12478 depositata il 24 /03/2016,si è  pronunciata in merito alla responsabilità dei componenti della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi per i decessi e le lesioni conseguite al terremoto verificatosi in L’Aquila il 6 aprile 2009.

Gli ermellini hanno confermato la sentenza di appello che prevedeva l’assoluzione dei componenti del suddetto comitato ad eccezione del De Bernardinis, reo di essersi reso protagonista di interviste televisive, prima e dopo la riunione della Commissione, durante le quali richiamava, al fine di tranquillizzare la popolazione aquilana, la tesi del c.d. ” scarico di energia sismica” .  Secondo tale tesi la presenza di scosse di minore entità, dissipando energia, avrebbero reso sempre meno probabile la realizzazione di un fenomeno sismico di più grave entità e proporzione.

Queste dichiarazioni rimarcavano la normalità della situazione e sottolineavano come al momento non ci si attendesse alcun fenomeno sismico di intensità maggiore rispetto a quelli in atto.

Tali considerazioni, però, afferma la Cassazione, hanno avuto carattere ” inopportunamente e scorrettamente tranquillizzante, tale da indurre alcuni destinatari all’abbandono di consuetudini di comportamento autoprotettivo rivelatosi fatale per le relative sorti, avendo cioè gli stessi deciso, proprio sulla scorta di informazioni rassicuranti di non seguire la tradizionale scelta di allontanarsi da casa….così rimanendo travolti dal crollo di dette abitazioni”

Nella specie la Corte ha riconosciuto un nesso di derivazione causale tra le informazioni, imprecise e contraddittorie, sulla pericolosità e sui futuri sviluppi dell’attività sismica, fornite da uno degli imputati alla cittadinanza e la decisione di alcune delle vittime di rimanere in casa nonostante il protrarsi delle scosse sismiche. Si tratta della c.d. “causalità psichica”, da ricostruirsi sulla base di consolidate e riscontrabili massime di esperienza, cui deve necessariamente far seguito il rigoroso e puntuale riscontro critico fornito dalle evidenze probatorie e dalle contingenze del caso concreto.

La Cassazione ha affermato che nell’analisi del nesso di causalità nell’ambito dei reati colposi, il protrarsi delle scosse sismiche e la possibilità del verificarsi di un terremoto di grave entità rappresentano eventi non imprevedibili ed eccezionali ma, di converso, eventi prevedibili ed evitabili sulla base di indagini concrete e affidabili, anche tenendo conto dei territori già qualificati ad alto rischio sismico.

Pertanto deve ritenersi esistente un nesso di causalità psichica tra le dichiarazioni imprudenti di un componente della protezione civile nazionale e la decisione di alcuni cittadini di non lasciare le proprie abitazioni, ciò in conseguenza della riduzione della loro soglia di attenzione rispetto ai pericoli connessi ai rischi del terremoto.

 In conclusione il componente, di cui sopra, della Commissione Grandi Rischi deve ritenersi responsabile dei delitti di omicidio e lesioni colpose poichè con la sua condotta, violativa dei doveri di diligenza e prudenza a cui è tenuto l’agente modello – professionista del servizio della protezione civile nazionale -, ha indotto le vittime ad assumere condotte, rivelatisi fatali, sulla base di informazioni tranquillizzanti rispetto agli eventi sismici.

Informazione che, nel caso di specie, non potevano avere tale tenore, anche tenendo in considerazione le caratteristiche sismiche del territorio scenario di tale tragedia e la probabilità, non eccezionalità del verificarsi di tali eventi. ” In particolare si tratta di eventi con i quali i professionisti competenti sono chiamati a confrontarsi senza poterne fondatamente addurre la relativa scientifica imprevedibilità”

http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/12478_04_2016.pdf

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