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“MI UCCIDO APPENA”: DUE CHIACCHERE IN VERSI INSIEME AL POETA ALESSANDRO OLIVIERO

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di Rosa Meola

 

Non c’è niente di cui non si possa parlare davanti ad un buon caffè, soprattutto d’amore e di poesia.
È questa la cornice della mia chiacchierata con Alessandro Oliviero, giovane poeta originario di Santa Maria Capua Vetere ma che usa il mondo come patria che lo accoglie, lo ospita e lo ispira nel suo percorso di vita e scrittura.
Alessandro si racconta come poeta e come persona, quella che vive, sente e soffre le pene d’amore espresse nei suoi versi.
Dice di scrivere per divertimento, per se stesso, per curiosità. Quella di vedere cosa succede una volta messi su carta pensieri, emozioni e sensazioni. Quella che lo porta ad osservare, rintanato in un angolino del foglio in cui si susseguono i versi, l’effetto che le sue parole hanno sul pubblico.
Una specie di voyerismo metaforico che lo spinge a scrivere e ad aspettare gli effetti della poesia su di sé e sugli altri.
Sono questi i motivi principali che hanno spinto Alessandro a pubblicare la sua prima raccolta di poesie dal titolo: “Mi uccido appena.”
La raccolta all’inizio si chiamava: “Mi ucciderò appena finito di scrivere questo libro.” Un titolo che sapeva di richiamo all’attenzione più che di promessa vera e propria, anche se – lo stesso Alessandro- ammette che i più ottimisti hanno forse creduto e sperato davvero nel gesto estremo.
È stato poi l’editore, “Kammer Edizioni” di Bologna, a proporre il titolo al presente indicativo, tagliandone una parte e proponendo il più enigmatico “Mi uccido appena”.
Le poesie risalgono a periodi diversi della vita del poeta, per lo più alla fase adolescenziale – quella dei primi amori, struggenti, totalizzanti e malinconici – nonché all’adolescenza della poesia, quella fatta di esplorazione di rime, figure retoriche e giochi verbali.
Le poesie in origine erano solo le prime 15 del libro, scritte tutte tra il 2009 e il 2010; solo poi è sorto il desiderio di produrre un libro vero e proprio, selezionando dalle poesie vecchie scritte tra il 2005 e il 2008, alcune più vecchie del 2003.
“Il mio output poetico deriva da input di eventi tragici, malinconie, tristezze varie. Perciò quello che scrivo lo considero poesia solo da un punto di vista tecnico, nel senso che è in versi. Non faccio ricerche sulle figure retoriche, sui versi o sulle parole giuste da usare. Scrivo come esce. Se esce bene… lo tengo. Altrimenti lo butto. Quindi non sono mai veramente giunto alla poesia, è una produzione artistica involontaria, un po’ come andare al bagno”: così descrive Alessandro la sua produzione in versi.
Una raccolta il cui nodo cruciale è l’assenza di un vero filo logico, di un legame prestabilito tra i pensieri, che è poi lo stesso lettore a creare, così da sentire anche parte di sé dentro quelle righe.
“Cosa ti ha spinto a rendere pubblica una parte di te così intima e privata?” – gli chiedo.
“Non avevo mai provato a pubblicare una raccolta, ma a un certo punto della mia vita ho deciso che prima di morire avrei dovuto pubblicare tutto ciò che ho scritto – e che sia degno di essere dato alle stampe – e così ho cominciato a proporre i miei scritti alle case editrici”.
Sembrerebbe tutto così facile e spontaneo, eppure entrare nelle grazie degli editori non è una facile impresa e Alessandro lo sa bene. Racconta di quanto sia stato difficile trovare un editore, specialmente uno che faccia filtro e che preservi dal rischio di “farti trovare nella stessa collana con un libro di poesie dedicate alla primavera e agli uccellini che cinguettano”. Immagini abbastanza lontane da quelle della sua raccolta.

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Il tema del libro è, a prima vista, l’amore tragico, a volte anche un po’ cinico. Eppure c’è qualcosa tra le righe, un anelito di speranza, un moto di dolcezza, che si insinua anche nei versi più crudi e spietati. Una tenerezza verso l’autore, verso l’amore e verso se stessi, qualunque cosa accada.
Non ci sono particolari differenze tra le poesie private, scritte anni or sono nella stanza dell’adolescente, e quelle pubblicate nella raccolta. Ma come vive, dunque, il poeta di oggi l’amore di ieri? Come riesce ad integrare queste due sue immagini di sé?
Alessandro dice di essere sempre lo stesso, e diverso allo stesso tempo. Vivere l’amore in quel modo non gli è più possibile, c’è un’età per ogni cosa e un tempo che non può tornare, ma che è sempre dolce ricordare.
Eppure, a quanto pare, il giovane poeta ha avuto il tempo di scrivere, ancora.
Sull’onda del successo di questa prima raccolta, c’è in programma anche la pubblicazione di un nuovo lavoro, sul quale però non si pronuncia ancora.
Che sia un prosieguo di una storia già narrata, un nuovo amore, un nuovo stile o un nuovo poeta, cresciuto e cambiato, non ci è dato sapere.
Ci auguriamo, però, che l’attesa duri poco e che Alessandro sopravviva ancora una volta al suo stesso genio creativo, senza “ucciderlo appena”.

 

Per info sull’autore visitare il sito:
http://www.kammeredizioni.net/presentazioni/miuccidoappenaoliviero.html

Per info sulla raccolta di poesie “Mi uccido appena” visitare il sito:
https://www.amazon.it/Mi-uccido-appena-Alessandro-Oliviero/dp/8899733007

 

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Istituto “E. Majorana-V. Bachelet” di Santa Maria a Vico, richieste per i libri di testo entro e non oltre il 30 giugno 2015

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libri-scolasticiSANTA MARIA A VICO – L’Istituto Statale Istruzione Secondaria Superiore “E. Majorana-V. Bachelet” Santa Maria a Vico ha ricordato alle famiglie e agli studenti i contenuti delbando per ricevere i libri di testo in comodato d’uso per l’anno scolastico 2015/2016. Ecco il testo integrale. “Si comunica che a partire dal 15 gennaio 2015 sono disponibili i moduli per la richiesta dei libri di testo in comodato d’uso (MOD. A1). Le richieste vanno inoltrate entro e non oltre il 30 giugno 2015. Possono presentare domanda i genitori degli alunni del biennio e del triennio con un attestato ISEE massimo di € 5.000. La richiesta deve essere corredata da: certificato ISEE 2014; copia documento di riconoscimento valido; Elenco dei libri richiesti. Successivamente sarà stilata una graduatoria degli aventi diritto in base al reddito dichiarato. A parità di requisiti i libri saranno assegnati, prioritariamente agli alunni delle classi prime e fino ad esaurimento del budget a disposizione della scuola.

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CasertaLibri

“Chiedi la Luna”, il libro di Giovanna Paolino all’Associazione Culturale Progetto Caserta Città da Vivere

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Chiedi la lunaCASERTA – Venerdì 26 giugno ore 18. Presentazione del libro “Chiedi la luna” di Giovanna Paolino. Associazione Culturale Progetto Caserta Città da Vivere, via Acquaviva 124 Caserta. I soci di Progetto Caserta Città da Vivere incontrano Giovanna Paolino, corrispondente della Nuova Gazzetta di Caserta, autrice del volume Chiedi la Luna, edito da Giuseppe Vozza Casolla. Promozione a cura di Paolo Russo di Informazione Cultura e Spettacolo. Fotografia a cura di Francesco Laratta. “Il libro -spiega Massimo Posillipo- offre numerosi spunti di riflessione sugli aspetti politici, sociali, culturali di una città del Sud Italia”. Relatore dell’incontro il giornalista Marco Lugni. A Massimo Posillipo, il compito di moderare gli interventi. Al termine della presentazione del libro i soci partecipanti potranno visitare la Galleria d’ Arte allestita all’interno della sede di via Acquaviva 124 nella quale è allestita la collezione privata del Sig. Giovanni De Lorenzo e le opere dei Maestri Nicola Pascarella e Anna Ottaviano. Il volume Chiedi la Luna di Giovanna Paolino è stato già presentato lo scorso 12 giugno presso l’Associazione Progetto Caserta Città da Vivere riscuotendo consensi da parte dei presenti. Tra i presenti alla prima presentazione , oltre Massimo Posillipo e l’Editore Giuseppe Vozza, ricordiamo Nunzia Marino Coordinatrice di Progetto Caserta Città da Vivere, Domenico Migliorini, Socio Sostenitore, Pasquale Caiazza, Roberta Ventrella, Ettore Ventrella, Avv.Ubaldo De Vincentis, Maria Giardino, Delia Carraturo, Ferdinando De Gennaro, Carlo Imperio, Alessandro Vaccari, Prof. Cesare Comito, Prof Marco Lugni, Giovanni Raimondo, Gaetano Barbato, Raffaele Pagliarulo- Carmine Iodice- Antonio De Falco-Patrizia Monteforte- Sergio Pasquariello- Luigi Vanore- Eros Ursomando, Avv.Anna Maria Miranda, Bruno Libardi.

“Il volume Chiedi la Luna -ha spiegato Massimo Posillipo- è stato molto apprezzato dai nostri soci per l’attualità delle problematiche in esso contenute, molte delle quali ricordano la periferia di Caserta, al punto da fissare, dopo quello del 12 giugno, e quello del 19 anche l’appuntamento per il 26 giugno prossimo per accontentare le richieste di tutti i nostri soci”. “Riteniamo -ha concluso il Presidente- che da questi incontri possa nascere lo sprone a guardare e a vivere la città di Caserta in maniera consapevole e partecipata, una luna splendente accessibile a tutti”.
L’Associazione Culturale Progetto Caserta Città da Vivere, sita in via Acquaviva 124, prosegue nella sua campagna di promozione e di valorizzazione della cultura del nostro territorio. “Ci stiamo attivando -precisa il Presidente Massimo Posillipo- in un’attività finalizzata a diffondere la storia e l’arte della provincia di Caserta in una prospettiva plurilaterale nella quale convergano differenti manifestazioni culturali espressioni della nostra città”.
Un atto d’amore verso la città di Caserta: questa è l’Associazione Progetto Caserta Città da Vivere, un atto d’amore ancora piu’ intenso se si pensa che Massimo Posillipo ha fortemente voluto questa associazione in un antico palazzo ubicato in via Acquaviva, quella parte di periferia di Caserta a metà tra il passaggio a livello di via De Martino e Lo Uttaro.

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CasertaLibriScuola

Uil Caserta. “Storie inaspettate” della FITeL, per i maggiorenni senza limiti di cittadinanza entro il 30 settembre 2015

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logo-uil-casertaCASERTA – La Uil Caserta informa in merito al concorso di narrativa “Storie inaspettate” vuole raccogliere e premiare la “passione letteraria” degli appassionati della prosa e precisamente del racconto breve. Al premio di narrativa “Storie inaspettate” della FITeL possono partecipare tutti i maggiorenni senza limiti di cittadinanza, che vogliono cimentarsi con tutti i generi della prosa (amore, avventura, fantasy, noir ecc.) inviando un racconto (lunghezza max 12 cartelle) all’indirizzo e-mail: premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it entro il 30 settembre 2015. Saranno premiate due categorie: i giovani talenti (da diciotto a trentacinque anni) e i senior con tre premi assoluti per ciascuna categoria e una targa di partecipazione per il quarto e quinto classificato delle categorie. Un premio speciale CGIL-CISL-UIL verrà assegnato ad un racconto sul tema specifico del “lavoro”. Un ulteriore premio verrà attribuito al Cral o Associazione che avrà inviato più di tre partecipanti. La Fitel vuole coinvolgere anche il pubblico dei lettori che esprimerà il proprio giudizio sul sito www.fitel.it.
Premio Nazionale di narrativa F.I.Te.L “Storie inaspettate” “ Intendo di raccontare cento novelle o favole o parabole o istorie che dire le vogliamo ……” Boccaccio Prologo al Decamerone.

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CronacaCulturaLibri

“Notti della legalità”. Tre giorni di cultura, arte, spettacolo a Casapesenna. De Rosa annuncia padre Ladiana, Pino Aprile e il magistrato Mario Conte

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marcello_de_rosaCASAPESENNA – E’ ai nastri di partenza la rassegna, “Notti della legalità”, una tre giorni di cultura, arte, spettacolo, che animerà il parco della Legalità di Casapesenna. “ Sono davvero entusiasta- ha dichiarato il sindaco De Rosa- di inaugurare il nostro Parco della Legalità con un evento di grandissima valenza culturale. Da mercoledì  fino a venerdì sera ospiteremo tre importanti testimonial di legalità: padre Ladiana, Pino Aprile, il magistrato Mario Conte, autori di tre importanti ed interessanti libri . La cultura – sottolinea il sindaco- è già di per sé una testimonianza di legalità, la partecipazione ed il dibattito fanno il resto. Ogni serata- spiega De Rosa- vedrà oltre la presentazione dei libri, un’esibizione artistica, musica, teatro, ballo faranno da cornice alle notti della legalità. La prima sera- prosegue- dopo la presentazione del libro di padre Ladiana, “ Anche se tutti,io no”, ci sarà un momento musicale con due giovani talenti locali: Armando Napoletano e Pasquale Pontillo, con un assolo al piano di Mario Conte. Giovedì sera sarà la volta della presentazione dell’ormai famosissimo libro di Pino Aprile, “ Terroni”, a cui farà seguito una performance teatrale: “ Da Borboni a Terroni”, presentata dal gruppo Interferenze Teatrali. Per la chiusura di venerdì ci sarà la presentazione del libro “ I dieci passi” scritto dal magistrato Conte. A fare da sfondo ci saranno le poesie di Giuseppe Amato, ed una performance di ballo della scuola Trilogy. Saranno coinvolti anche i ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Infatti- conclude il sindaco- venerdì sera saranno premiati i dieci studenti vincitori del concorso: “ Viaggi di memoria”, lanciato dall’assessore alla Pubblica istruzione, Michela Capoluongo. Un concorso rivolto agli studenti delle classi terze, finalizzato al ricordo e alla memoria di eventi storici che hanno segnato il cammino dell’umanità. Ai giovani vincitori saranno consegnate delle borse di studio. L’invito alla partecipazione è esteso a tutti i cittadini che, mi auguro accoreranno numerosi.”

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CasertaLibri

“Chiedi la luna” libro di Giovanna Paolino alla Sala Moscati – Chiesa del Buon Pastore di Caserta

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Chiedi la lunaCASERTA – Mercoledì 10 giugno ore 18.30, presentazione del libro “Chiedi la luna” di Giovanna Paolino Sala Moscati – Chiesa del Buon Pastore piazza Pitesti 1. “Sono tante le ragioni per cui si decide di scrivere: per passione, per amore della verità, per denaro o per potere. Ognuno ha le sue motivazioni perché ognuno ha la sua coscienza . L’importante è scrivere la verità in piena autonomia”. Questo uno dei passaggi di “Chiedi la luna”, racconto fantastico di un mondo reale scritto da Giovanna Paolino, corrispondente della Nuova Gazzetta di Caserta e docente presso Isiss Nicola Stefanelli di Mondragone, e pubblicato da Giuseppe Vozza Editore di Casolla che sarà presentato mercoledì 10 giugno, a partire dalle ore 18.30 presso la Sala Moscati della Chiesa del Buon Pastore. L’incontro sarà moderato da Emilio Di Cioccio, direttore della Julienews Tv e avrà come relatori il Ds Adele Vairo -Liceo Manzoni di Caserta- e Marco Lugni giornalista e docente presso Isiss Terra di Lavoro di Caserta. Il libro si avvale della collaborazione del Prof Francesco Laratta – Isiss Nicola Stefanelli- che ha curato la realizzazione della copertina esterna, e di Giovanni Luberto, che ha provveduto alla impaginazione e alla rielaborazione del libro. Reading a cura di Teresa Rinaldi di Mondragone e di Maria Domenica Salemme di Caserta. L’organizzazione dell’evento è stata curata dal gruppo Informazione, Cultura e Spettacolo guidato dal promoter Paolo Russo. L’autrice racconta diversi spaccati sociali di una città immaginaria, chiamata Belvedere, cucendoli ed intrecciandoli con filo resistente capace di collegare personaggi diversi e contrapposti tra di loro, che alla fine si collocano come pezzi di un unico mosaico sociale e civile spesso asfittico e soffocante. “Non è un vero proprio libro -spiega Giovanna Paolino- ma piuttosto un quaderno di appunti che offre spunti di riflessione su vari aspetti, politici, sociali, culturali, economici, di una qualunque città del Sud nella quale ognuno può perfettamente riconoscersi”. “Si tratta -spiega l’editore Giuseppe Vozza- di un racconto di fantasia. I personaggi, i fatti, i luoghi sono puramente inventati. Pertanto, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale”. Il libro analizza con velocità repentina il mondo della comunicazione -giornalismo e scuola- ma anche quello della politica e dell’impegno civile con punti di vista contrapposti che cercano una sintesi nel senso di responsabilità di ogni cittadino. “L’ autrice -conclude Giuseppe Vozza- esalta alcune figure positive come quella della giornalista, che insieme con i colleghi della sua redazione e con estrema caparbietà, riesce a scoprire i tanti misfatti per dare una speranza di onestà e di libertà alla sua città”.

www.vozzaeditore.it

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CasertaLibri

Il Meridione raccontato da Francesco de Core, presentazione del libro al Centro Sant’Agostino di Caserta

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libriCASERTA – Presentazione del libro del giornalista casertano Francesco De Core, in programma oggi giovedì 4 giugno alle ore 17,30 presso il Centro culturale Sant’Agostino di via Mazzini, Caserta. Conversazione con Titti MARRONE, Introduce Enzo BATTARRA, Letture: Lucia FERILLO. Sarà presente l’Autore. Il libro. Il Meridione raccontato da Francesco de Core è amore e tormento, incisione profonda nella carne di un territorio dell’anima che poteva essere e non è, di una patria con troppe bandiere, un eterno purgatorio di attese tradite. È un cammino della speranza, repressa dagli occhi e voluta con il cuore. In buona, ottima compagnia di scrittori e artisti, apolidi e icone di un’Europa smarrita, anacoreti alla ricerca di un loro deserto dove vivere e pregare, poeti che amano parole e colori. Niente acquerelli, eppure non solo fotografie in bianco e nero, ma nitide tracce di un giornalista che oltre alla penna porta in valigia un’accetta affilata. Attento e curioso, ama aggirarsi tra le mura sbrecciate di Casertavecchia, come Pier Paolo Pasolini. Assieme ad Albert Camus si lascia abbagliare dai resti maestosi ed eterni di Paestum. Schiuma di rabbia con Giuseppe Berto sul suolo calabro violato e si ferma con pudore accanto a Leonardo Sciascia all’ingresso della Certosa di Serra San Bruno. Poi si tuffa nei versi di Alfonso Gatto, il coriaceo amante di Salerno e della divina costiera. A Marcianise, sulle orme di Roberto Saviano, sale sul ring nella fabbrica di campioni del maestro Domenico Brillantino: qui respira sudore e grinta, disciplina e sacrificio. Sembra soffocare nel corpo dilaniato di Napoli, con le lacrime di cenere di Giuseppe Montesano e i richiami a Elena Ferrante, Nicola Pugliese e Luigi Compagnone. Sullo sfondo il profilo rigoroso di un esule, Gustaw Herling. L’autore. Francesco de Core (Caserta 1965), giornalista, è redattore capo del quotidiano “Il Mattino”.

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LibriMaddaloniScuola

Al Convitto di Maddaloni la magistrata Caterina Chinnici autrice del libro “È così lieve il tuo bacio sulla fronte”

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rettore-vigliotti-webMADDALONI – Questa mattina sono ufficialmente terminate le riprese del film “Camminando nel cielo” di Angelo Antonucci presso il Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni e già si lavora alla programmazione dei nuovi eventi, in particolare segnaliamo – comunicano dal Convitto nazionale “Giordano Bruno” – quello  del 23 maggio 2015.  Alle ore ore 10,30, arriverà al Convitto per parlare gli studenti la dottoressa Caterina Chinnici, magistrata, europarlamentare e autrice del libro “È così lieve il tuo bacio sulla fronte”. Questo evento sarà introdotto dal saluto del rettore, professore Michele Vigliotti, a seguire interverrà la presidente della Ta.co.ci.s.u. (Tavola per la convivenza civile e lo sviluppo umano Provincia di Caserta), che patrocina e coorganizza l’evento, professoressa Elisa d’Andria. Coordinerà la mattinata la giornalista professoressa Nadia Verdile. Relazionerà oltre alla dottoressa Caterina Chinnici anche il dottore Antonio d’Andria già ambasciatore d’Italia. Nel corso della mattinata Chinnici discuterà dell’opera “È così lieve il tuo bacio sulla fronte” con gli studenti che hanno già provveduto alla lettura e approfondimento del testo.

http://www.cngb.it

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“La grande menzogna”, a cura di Valerio Gigante, Luca Kocci, Sergio Tanzarella, alla Biblioteca del Seminario di Caserta

Copertina libro
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Copertina libroCASERTA – Martedì 19 maggio alle ore 17,30, presso la Biblioteca del Seminario in via Redentore a Caserta, sarà presentato il libro “La grande menzogna” a cura di Valerio Gigante, Luca Kocci, Sergio Tanzarella, editore Dissensi (Viareggio). A distanza di 100 anni dall’ingresso dell’Italia nella I guerra mondiale mentre il Ministero dell’Istruzione si appresta a celebrare festosamente il 24 maggio; Sergio Tanzarella presenta il libro scritto insieme a due colleghi “La grande menzogna” in cui racconta la verità storica dell’infame scelta compiuta dal presidente Salandra di trascinare gli italiani in guerra. Nel 1915 una minoranza interventista composta da industriali, letterati e generali sanguinari trascinò in guerra un intero popolo. Cinque milioni di italiani furono condotti al macello, 650.000 morirono tra i campi di battaglia e la prigionia. La guerra fu combattuta per ottenere ciò che l’Austria avrebbe ceduto gratuitamente (Trentino e Trieste). Ma la guerra andava fatta ad ogni costo.

Il libro offre una quantità di notizie che molti italiani ignorano ancora tra cui l’abbandono nel quale furono lasciati dal governo 600.000 prigionieri di cui 100.000 morirono tra stenti, freddo e malattie; i soldati che impazzirono a causa della vita di trincea; lo scandalo delle forniture militari con armi mai consegnate ma regolarmente pagate, merci varie pagate due volte, indumenti fatti di filati scadentissimi, cibi avariati: un vero sollazzo economico per gli industriali dell’epoca tra cui Ansaldo, Ilva, Fiat. Ne “La grande menzogna” si parla anche degli “scemi di guerra”, cioè di coloro che sono impazziti tra le trincee e poi abbandonati negli ospedali psichiatrici e dimenticati-
E poi ancora l’impegno del frate francescano Agostino Gemelli a mandare i fanti a morire rassegnati o addirittura contenti. E poi ancora canzoni di guerra e film di guerra. Un libro che distrugge molti miti e che si prevede provocherà reazioni violente da parte di coloro che ancora agitano patriottismo, medaglie ed eroismo in quella che fu definita da Benedetto XV l’ “inutile strage”. La “Grande menzogna” dimostra che la I guerra mondiale fu un inutile macello di 9 milioni di soldati e che oggi non è più permesso né celebrarla né continuare ad ingannare i giovani.

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Al Liceo “Manzoni” di Caserta arriva “Gramigna. Vita di un ragazzo in fuga dalla camorra”, presenti Luigi Di Cicco e Michele Cucuzza

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locandina gramignaCASERTA – Al Liceo Manzoni il 13 maggio ore 11 “Gramigna. Vita di un ragazzo in fuga dalla camorra”. E’ possibile fuggire dalla camorra, per avere una vita da uomo onesto pur essendo figlio di un boss? Nascere in terra di Gomorra è una condanna a vita? Con coraggio ci si può ribellare. Con coraggio “Si può fare”. Sarà direttamente il protagonista di questa incredibile storia, Luigi Di Cicco, insieme al giornalista Michele Cucuzza, a testimoniare dal vivo agli studenti del liceo ‘Manzoni’ di Caserta, il prossimo 13 maggio, alle ore 11, di come scegliere una vita migliore non solo è possibile ma è anche la via più semplice per sfuggire ad una esistenza fatta di fuga, carcere e sangue. Storia incredibile che giunge dritta da Lusciano, paese dell’hinterland aversano, dove Luigi è nato e cresciuto, messa nero su bianco in “Gramigna. Vita di un ragazzo in fuga dalla camorra”, il volume edito da Piemme, scritto a quattro mani da Di Cicco e Michele Cucuzza. Alla presentazione del libro, che si terrà dell’aula magna del ‘Manzoni’, promotore dell’iniziativa insieme all’associazione “Si può fare”, coniata dai due autori, interverranno anche il registra Sebastiano Rizzo (che ha deciso di mettere in pellicola la storia di Luigi Di Cicco); Ornella Riccio, magistrato di Sorveglianza del Tribunale dei Minori di Napoli; Paolo Miggiano della Fondazione Polis. I lavori saranno moderati dalla giornalista Teresa Gentile. A fare gli onori di casa e ad introdurre i lavori, sarà la preside Adele Vairo che tenacemente porta avanti da anni un percorso di educazione alla legalità, così come testimoniano le numerose iniziative tra cui la realizzazione del cd “Radio camorra”, approdato anche presso la Presidenza della Repubblica. Ma chi è Luigi Di Cicco? Luigi è figlio d’arte. Suo padre è un boss della camorra, un pezzo grosso, uno di quelli che contano nell’aversano. Dalle sue parti, con quelle credenziali, potrebbe essere padrone incontrastato. Ma lui non ne vuole sapere. Troppo vivo e amaro il ricordo degli anni di infanzia, con il padre sempre in galera e la geografia imparata andando in visita nelle carceri di massima sicurezza in tutta Italia, con i Natali a toni smorzati, solo con donne e cugini, perché tutti gli uomini della famiglia o erano latitanti o in prigione. Quando le irruzioni all’alba della polizia o i parenti morti in agguati non li vedi sullo schermo ma li hai in casa, puoi crescere senza poterne fare a meno, o cercare di starne lontano il più possibile. Luigi ha scelto la seconda strada, dicendo tanti no, poi qualche sì, poi ancora no no no, fino a costruirsi una vita pulita e dignitosa. Questo vuole dire ai figli di Scampia e a tutti gli altri, una vita diversa è possibile, ed è molto più bella.

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