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Maddaloni

Maddaloni, l’amministrazione comunale celebra ” La giornata del ricordo”

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Maddaloni . L’ Amministrazione Comunale , guidata dal Sindaco Andrea De Filippo patrocina le celebrazioni in ricordo degli italiani vittime delle foibe in occasione della “Giornata del Ricordo” che cade, come da Legge istitutiva, il 10 Febbraio di ogni anno. Tali manifestazioni sono organizzate da due istituti scolastici maddalonesi.
La tragedia delle foibe riguarda centinaia di migliaia di italiani che dal 1943 fino ad oltre la conclusione del secondo conflitto mondiale, nelle Terre italiane di Istria , Fiume e Dalmatia, furono perseguitati ed anche trucidati e gettati vivi in cavità solo perché rei di “essere italiani” e nel quadro di un macabro disegno di “slavizzazione” dell’ Italia. Tale tragedia vede poi un cammino lungo per farla emergere nella sua interezza e portarla alla conoscenza di tutti con l’ approvazione della Legge istitutiva della “Giornata del Ricordo”.
A tal proposito , a Maddaloni, due Istituti Scolastici celebreranno tale “Giornata del Ricordo” Martedi 12 Febbraio e vale a dire l’ Istituto Scolastico Comprensivo Maddaloni 2 – presso l Istituto Enrico De Nicola e l’ Istituto Scolastico Comprensivo “Settembrini” di via Brecciame. Entrambi vedranno la partecipazione dell’ On.le Roberto Menia primo firmatario della Legge Istitutiva della “Giornata del Ricordo” del 30 Marzo del 2004 n 92. Gli incontri partiranno dalle ore 09 00 press l’ Istituto De Nicola dove ci saranno i saluti del Preside Rosa Suppa, del Sindaco della Città di Maddaloni Andrea De Filippo e la partecipazione del Vice Sindaco Luigi Bove e dell’ Assessore alla Pubblica Istruzione Imma Calabrò. Interverranno inoltre la nota giornalista Francesca Nardi e l ‘ On.le Menia. E seguiranno interventi e domande da parte degli studenti e dei docenti . Mentre alle ore 11.30 presso l’ Istituto Comprensivo Luigi Settembrini di via Brecciame, vi saranno interventi di accoglienza da parte degli allievi dell’ Orchestra musicale dell’ Istituto e gli studenti del Laboratorio Artistico. Poi seguiranno i saluti del Preside Prof.ssa Tiziana d’ Errico, quelli istituzionali del Sindaco Andrea De Filippo e degli esponenti dell’ Amministrazione Comunale e un confronto tra il promotore della Legge istitutiva della “Giornata del Ricordo” e il prof. Clemente Sparaco docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico “Nino Cortese” di Maddaloni. Entrambe le tavole rotonde saranno moderate da Luca Ugo Tramontano.

 

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Che “ex-macello” questa caserma…

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A cura di Attivisti in movimento cinque stelle Caiazzo

 Caiazzo – Un milione e 40mila euro: questa la somma necessaria per convertire l’ex Macello comunale di Caiazzo in sede idonea ad ospitare la nuova Caserma dei Carabinieri provvista anche di alloggi di nuova costruzione per i militari. A questa cifra vanno aggiunti i canoni di locazione per la sede attuale, che l’amministrazione si è impegnata a versare fino al termine dei lavori, e la consegna dello stabile stesso.

Le opere, però, dopo la realizzazione di un primo lotto si “arrestano” (per usare un termine consono alla narrazione giudiziaria) e lo spettro di un trasferimento temporaneo presso il vicino Borgo di Ruviano diventa sempre più concreto.

A voler risolvere o complicare la vicenda, secondo i punti di vista, l’amministrazione di Ruviano mette a disposizione uno stabile pubblico che sembrava rispondere ai titoli richiesti dalla Legione Carabinieri della Campania. A scongiurare il trasferimento questa volta è un cavillo burocratico visto che l’edificio comunale ruvianese era stato ristrutturato e reso funzionale tramite fondi comunitari su cui gravava l’onere di destinazione d’uso scolastico. La regolar tenzone dopo più di quattro anni si sposta dagli uffici prefettizi a quelli giudiziari.

Forse lo scontro burocratico poteva essere risolto con il raggiungimento di accordo di buonsenso dato il carattere temporaneo del trasferimento e l’esigua distanza che separa i due comuni, ma si è preferito adire le vie legali con un procedimento amministrativo lungo e dagli esiti per nulla scontati.

Intanto i lavori per la realizzazione della struttura presso l’ex Macello restano fermi, forse anche loro in attesa di sviluppi mentre per l’attuale sede in una ripida e stretta traversa di via Cattabeni si continua a pagare il canone di locazione. E poiché entrambe sono a carico dei contribuenti, non si è voluto certo lesinare sull’ulteriore aggravio delle spese legali.

Il prestigio e il maggior senso di sicurezza nell’ospitare la “benemerita” sede sembrano avere un costo altissimo per i cittadini e forse al danno potrebbe aggiungersi la beffa: nell’ipotesi in cui la giustizia amministrativa ritenesse fondati i motivi del ricorso e dichiarasse non idonea la struttura di Ruviano, e nel frattempo si prorogassero ulteriormente i tempi di consegna di quella di Caiazzo, il braccio di ferro potrebbe vedere perdenti entrambi gli antagonisti.

Le lungaggini giudiziarie e edilizie potrebbero aprire lo scenario di una soluzione alternativa o un accorpamento in un comune magari più lontano con buona pace delle “benemerite intenzioni”.

 

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Piante da abbattere e alberi “suicidi”

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di Claudio Guarino

 

Caserta – E’ un curioso e sinistro cimitero di fusti sparsi sulle pendici tagliate dalla strada tortuosa che porta da Mezzano fino su a Caserta Vecchia. Il paesaggio è dantesco, desolato e desolante come un girone infernale, sarà anche la giornata di pioggia. Decine di pini giacciono a terra rovesciati, mostrando nudi grappoli di radici secche all’aria, a cui rimane attaccato disperatamente un groviglio di terreno e pietra scalzato dal suolo. Alberi scuri, lunghi e spogli, a volte isolati, a volte accoppiati, qualcuno tagliato, qualcuno spezzato forse nella caduta. Molti tuttora sono ancora eretti e allineati, parecchi al margine delle scarpate, con radici a vista che ancora mordono quel poco di terreno attorno. Scuri anch’essi, sottili e alti, sembrano in buona parte sofferenti e non promettono niente di buono quando soffia forte il vento.

Correva metà agosto del 2017 e un incendio possente e indomabile bruciava le colline attorno a Caserta. Ma, l’incendio era troppo esteso e virulento per spiegarsi con semplici cause naturali. Si capì da subito che c’entrava la mano dell’uomo: in maniera diretta e indiretta. Diretta perché fu trovata traccia di “inneschi” inequivocabili che parlavano il linguaggio chiaro dei piromani, della “scientifica” distribuzione dei focolai che non lasciano scampo. Cinque squadre di vigili del fuoco, la richiesta di Canadair poi ripiegata su due elicotteri che facevano spola anche sulla cascata della Reggia di Caserta e il Volturno nei pressi del Palamaggiò (oggi PalaDecò). Le fiamme lambirono i caseggiati, di certo resero per giorni l’aria irrespirabile attorno alle colline, fino a minacciare il Bosco di San Silvestro e la sua oasi WWF.

Le fiamme altre furono visibili anche di notte, mentre l’aria acre si spandeva tra Mezzano, Puccianiello fino ad arrivare all’abitato Casertano. Ma c’erano anche colpe indirette, e antiche. Certamente c’erano arbusti, sterpaglie e rifiuti vari che permettevano all’incendio di progredire con continuità, e cioè la mancanza di un “piano” antincendio, di lingue tagliafuoco, la pulizia e l’eliminazione del “carburante” a disposizione delle fiamme. E se avevano trovato nei piromani, la loro causa primaria scorgevano di certo nell’impreparazione e nell’indifferenza il loro secondario e non meno importante alimento. Eppure per una volta dobbiamo dire che la politica si mosse e corse ai ripari, perché con l’arrivo della neo-assessore all’Urbanistica Stefania Caiazzo partì immediatamente il piano d’istituzione di un “catasto delle aree percorse dal fuoco”, con l’intento di censire e individuare le aree soggette a incendi, sia dolosi sia naturali. Come spiegò al tempo il sindaco Marino: “Il Catasto incendi ha una funzione importantissima sotto il profilo della deterrenza, scoraggiando pesantemente quei delinquenti che ogni anno appiccano i fuochi nella speranza di riutilizzare a fini speculativi i suoli… “  E difatti il piano, recependo anche una legge nazionale 353/2000, vietava per dieci anni la realizzazione, su quei suoli, di edifici per abitazioni e impianti produttivi se non già concessionate, come per cinque anni le opere di rimboschimento o sistemazione idrogeologica o di stabilizzazione naturalistica con soldi pubblici, ed ancora dieci per caccia e pascolo. Insomma chiunque avesse concepito dolosamente quei roghi o ne concepisse per il futuro era avvisato pesantemente.

Quel che resta a oggi però è uno sterminato patrimonio di alberi anneriti, stanchi e ormai morti da quel dì, che cadono ineluttabilmente a turno lambendo le strade in salita verso il borgo. Una caduta inarrestabile e tetra, cui ci sembra l’amministrazione assista impotente e indifferente.

Ed è perfino buffo e ironico contraltare la recente disposizione del Sindaco all’abbattimento di alberi cittadini perfino in Corso Trieste, poi provvidamente rivista, per “questioni di sicurezza”, mentre decine di alberi si “suicidano” nel silenzio del bosco e nell’indifferenza dei più.

 

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Decreto sicurezza di Salvini: la possibilità di rivendere ai privati i beni confiscati, con il pericolo che ritornino nelle mani della camorra.

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Il Decreto Sicurezza – sponsorizzato da Salvini – è certamente conosciuto al grande pubblico con alcuni slogan: per le modifiche sull’immigrazione e sicurezza pubblica; per la nuova organizzazione generale dello stesso ministero dell’Interno, per la materia sui permessi di soggiorno (abolizioni di alcune tutele umanitarie), centri di permanenza, protezione internazionale, e per l’aumento del numero di vigili del fuoco. Uno dei punti meno conosciuti al grande pubblico, ma che in realtà desta più preoccupazione ai tecnici del settore, riguarda proprio quello del reimpiego dei beni sequestrati alle organizzazioni mafiose. Il decreto infatti, pur provvedendo ad un ampliamento e rafforzamento dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, prevede la possibilità di reimpiegare tali beni a privati (Articolo 37), rischiando però che, senza controlli idonei e serrati, tali beni possano ritornare ai mafiosi. Negli ultimi decenni le organizzazioni criminali hanno imparato a mimetizzarsi sempre meglio, riciclando denaro in maniera sofisticata, tramite ristorazione o aziende apparentemente legali. Il livello di inquinamento nell’economia legale ormai è altissimo, con una capacità penetrativa da parte delle mafie sempre più estenuante. Enzo Ciconte- tra i più grandi studiosi della criminalità organizzata- spiega: “Chi conosce le dinamiche mafiose sa che questa novità introdotta dal Decreto sicurezza del ministro dell’interno Matteo Salvini, è un dato pericoloso, in quanto mettere in vendita quei beni sequestrati, comporterebbe la ricostruzione di una concreta possibilità per i mafiosi, di riacquistarli”. Speculatori potrebbero utilizzare imprese sorrette da capitale mafioso, per comprare codesto patrimonio. Anche l’associazione “Libera – associazione numeri e nomi contro le mafie,” ha segnalato, dopo l’approvazione del decreto, l’alto rischio che si corre, sostenendo: “questa scelta vede lo Stato sconfitto, in quanto verrebbe meno l’effettivo riutilizzo sociale dei beni, come previsto dalla legge. Il ritorno dei beni ai clan, sbiadirebbe il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, regalando poca credibilità alle istituzioni”. Un rovinoso passo avanti verso le mafie e i corrotti che sottrarrebbe i beni alla collettività, facendo vincere ancora una volta la mafia.
Sara Di Mattia

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FDI CONDANNA L’ EPISODIO ACCADUTO IERI SERA A SMAV E CHIEDE AL PREFETTO UN FORTE INTERVENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE

Iadaresta Pasquale

Purtroppo é un paese allo sbando dove la criminalità senza controlli la fa da padrone -con queste parole inizia il suo intervento Raffaele Crisci, dirigente provinciale di FDI – i fatti accaduti ieri sera in S.Maria a Vico ( ce). Chiediamo un forte intervento delle autorità- rincara la dose l’Ing Giovanni Carfora, ormai vicepresidente in pectore della Sezione locale di FDI. Ieri sera con dinamiche ancora poco chiare vi é stato un attentato dinamitardo in Via Nazionale presso un palazzo ancora in costruzione. La nostra attenzione é massima, staremo sempre li a denunciare questi brutti episodi – ha affermato il dirigente nazionale del Partito, Avv. Igino Nuzzo. FDI sarà sempre in prima linea per combattere episodi del genere e siamo vicini all’imprenditore colpito da questo vile attacco. Conclude la candidata alla Camera Ing.Valentina Carangelo che afferma ” il primo rimedio é educare alla legalitá. Oggigiorno unico rimedio é stare vicino ai giovani per fare in modo che questi episodi non accadano piu”.

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Maddaloni

Maddaloni.Arrestato per spaccio di stupefacenti un algerino di 64 anni

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In Maddaloni, alla via Nazionale Appia, decorsa notte, i Carabinieri dell’aliquota radiomobile del locale Comando Compagnia, nell’ambito di servizi di controllo del territorio finalizzati alla recrudescenza dei reati in materia di stupefacenti, hanno tratto in arresto, in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente,BENGHALLAB Messaoud, cl. 64, algerino.

L’uomo, che viaggiava a bordo di una Fiat 600, dopo essere stato fermato dalla pattuglia dell’Arma per un controllo, sottoposto a perquisizione personale e veicolare, è stato trovato in possesso di un panetto di hashish del peso complessivo di gr. 110, intenzionalmente nascosto sotto il tappetino lato passeggero del veicolo. L’arrestato, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

 

 

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FDI CONDANNA IL GRAVE COMUNICATO DELLA SEZIONE DEL PD DI ARIENZO

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Si é conclusa da poco la riunione della Sezione Di Valle di Suessola. All’ unanimita si é votato un comunicato che condanna fortemente la posizione del pd di Arienzo di non dedicare una strada a Giorgio Almirante, definito integralista fascista. Siamo lontani dalla storia ed é anacronistica una posizione che non é più tempo di sollevare. La riunione era stata  indetta per decidere la posizione politica per le prossime comunali a San Felice a Cancello, ormai prossima al voto. Ma subito veniva sottoposta all’assemblea ciò che era stato pubblicato dai social in merito alla scelta da dedicare al politico Giorgio Almirante. Siamo stanchi- ha affermato Gennaro Sgambati- che ancora si prendano queste posizioni che alteranoni rapporti politici di unità nazionale.speriamo che questa sia una posizione localistica- incalza Pasquale Loffredo- e dovuta ai rapporti di forza tra le parti interne alla maggioranza. Alla fine della riunioni tutti sono stati d’accordo nel condannare la scelta dem e di portare l’argomento sul tavolo provinciale del Partito. Si é parlato anche delle imminenti elezioni europee e su quest’argomento – ha affermato l’Ing. Canfora- siamo tutti d’accordo di seguire la linea della Federazione provinciale.

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UNA GRU DI DAMOCLE INCOMBE SULL’APPIA

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CASERTA – Pende minacciosa  come la famosa spada di Damocle sospesa a diverse decine di metri in alto sull’Appia appena dopo il nuovo Euro Spin di Centurano, in prossimità della rotonda d’accesso da Tredici alla variante SS7 Anas.

E’ un’imponente e snella Gru verdastra che fa parte del cantiere edile mai ultimato di quell’enorme struttura che si affaccia severa sulla variante all’altezza uscita Tredici-San Clemente che doveva ospitare una struttura alberghiera. Forse un intelligente investimento a corollario dell’insediamento del più famoso e interminabile Policlinico anch’esso destinato alla posterità e che si è trascinato con sé tanti fantasmi in attesa di un corpo.

Fatto sta che nel cantiere dell’albergo, peraltro quasi terminato in tutte le parti a vista, è ancora là da tempo considerevole tutta una serie d’impalcature e ponteggi con tanto di passerelle e protezioni, che mai sono state smontate. E soprattutto quell’alto traliccio con il suo braccio che proietta la sua ombra non sappiamo se minacciosa sulla strada. Perché di sicuro trattasi di una struttura in metallo calcolata e verificata per resistere al tempo. Nondimeno una serie di domande ci poniamo: non dovrebbe essere di notte segnalata al traffico aereo? Non dovrebbe essere sottoposta a verifiche periodiche quale macchina di cantiere? Non dovrebbe essere tutelata dagli eventi atmosferici e soprattutto dei fulmini che potrebbero fondere qualche cavo d’acciaio più sottile? Non dovrebbe essere posta con lo sbraccio entro l’area di cantiere? Ecco una serie di domande che rivolgiamo a chi è competente in materia, ma che ci sembrano già di loro abbastanza inquietanti.

Claudio Guarino

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Maddaloni

Gruppo della Protezione Civile di Maddaloni iscritto nell ‘ Elenco Territoriale del Volontariato di Protezione Civile della Campania delle Organizzazione di volontariato.

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Maddaloni. La Regione Campania, con Decreto Dirigenziale n 4 del 22 /01/2019 e a firma del Dirigente Regionale della Protezione Civile dott.ssa Claudia Campobasso, ha approvato l’ elenco territoriale del Volontariato di Protezione Civile della Campania. A tal proposito è stata approvata la domanda di iscrizione del Comune di Maddaloni. A darne notizia, oltre all’ ufficialità del Decreto, è l’ Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Andrea De Filippo. In modo particolare l’ assessore comunale alla Protezione Civile, Luigi Bove. L’ inserimento del Gruppo dei Volontari della Protezione Civile di Maddaloni nell’ elenco territoriale della Regione risponde ai criteri dalla Delibera di Giunta Regionale del 9 Marzo del 2015. Nel Decreto n 4 del 22 Gennaio 2019 si cita testualmente che i Comuni accreditati ed inseriti hanno presentato istanza in maniera “completa e rispondente ai criteri indicati dalle normative vigenti di riferimento”. L’ Assessore Bove dichiara “il nostro Comune, con l’ accreditamento in Regione, normalizza la posizione anche formale del Gruppo dei Volontari, che sta crescendo sempre di più e che sta affrontando un periodo di forte rilancio grazie innanzitutto alla straordinaria disponibilità dei Volontari e al fatto che il Sindaco De Filippo e l’ Amministrazione Comunale stanno ponendo il massimo dell’ attenzione sulla Protezione Civile”. La documentazione relativa alla pratica del Comune di Maddaloni è stata ufficialmente presentata in Regione il 27 Novembre 2018. A tal proposito l’ Amministrazione Comunale fa sapere che vi hanno lavorato i Volontari tutti e il Comandante della Polizia Locale Cap. Domenico Renga con il Cap. Nicola Della Peruta. Con il coordinamento del Referente dei Gruppi di Protezione Civile della Provincia di Caserta presso il Comitato Regionale, Pasquale Paciolla.

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