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Santa Maria Capua Vetere- Il PD apre una interrogazione su se stesso

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A firma di due componenti del consiglio comunale, tali Umberto “TG” Pappadia e Francesco Rosario Di Nardo, è stata aperta una interrogazione sul perché il comune non ha ancora iniziato i lavori per il carcere e la rispettiva rete idrica.

“Dopo che la Regione Campania ha messo a disposizione i fondi per realizzare l’opera, il Comune avrebbe dovuto, in tempi brevi, assicurare tutti gli adempimenti per l’avvio dei lavori: ebbene, dopo aver impiegato ben 4 mesi per approvare il bando di gara per la progettazione, non è riuscita, nei successivi 6 mesi, nemmeno ad aggiudicare la progettazione. I tempi per realizzare l’opera finanziata si preannunciano, pertanto, biblici: la responsabilità è dunque tutta del Sindaco e della sua giunta, che si dimostra non in grado di utilizzare le somme messe a disposizione dalla Regione Campania!”

Questa è la dichiarazione che si unisce alla precedente dell’ On. Sgambato, parlamentare in quota PD.

Ora sorgono alcune domande chiave che proponiamo all’onorevole direttamente, in quanto ubi maior minor cessat:

  • il vostro partito nelle ultime tre giunte aveva il governo cittadino, dato che ha dichiarato che i fondi ci sono da un anno e mezzo, come mai lei non ha fatto nulla al riguardo?
  • Come mai se è una parlamentare della forza di governo, a livello nazionale è stata incapace di farci soffiare il tribunale, l’agenzia delle entrate e far morire la nostra città?
  • La sostanziale arroganza sua, e della sua famiglia, e anche della sua squadra politica ( che è comunque la sua famiglia, in quanto in città il PD è di sua proprietà) deriva da quali meriti in particolare? (la risposta è nessuno, le suggerisco)
  • con la città invasa da schifosi scarafaggi, per i quali la giunta si sta muovendo e mettendo in atto delle disinfestazioni, perché tiene solo al carcere e non ai cittadini onesti? ( ha forse paura che i suoi compagni di partito, quello più indagato del paese, non trovino acqua?)
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Emergenza idrica al carcere di Santa Maria Capua Vetere, di chi è la colpa?

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Negli ultimi giorni vi è stata una vera e propria polemica da parte dell’onorevole Sgambato nei confronti della giunta capitanata dal sindaco Mirra, riguardo dei fondi, i quali sono bloccati da un’anno  e mezzo al Comune. Per onore della cronaca, bisognerebbe dire che un anno e mezzo fa, non c’era ancora Mirra, se no si rischia di ripetere la storiella del lupo e l’agnello.

di chi è la colpa dell'emergenza idrica al carcere?

Grazie per aver votato

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Cosa pensi dell’operato sinora svolto dalla giunta e dal Sindaco di Santa Maria Capua Vetere?

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Come valuti l'operato del Sindaco e della giunta di Santaa Maria Capua Vetere?
  • Cattivo 60%, 6 votes
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  • Non è passato abbastanza tempo per valutare 30%, 3 votes
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  • Buono 10%, 1 vote
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Total Votes: 10
30 settembre 2016 - 10 ottobre 2016
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Presentazione del programma della lista “Leoni d’Italia” del candidato sindaco Pasquale Merola

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imageRiceviamo e pubblichiamo

Si è svolta ieri la manifestazione per la presentazione della lista “Leoni d’Italia” presso il locale Voglie Matte, alle ore 18 del 14 maggio. Il locale era strapieno nonostante la pioggia e le avverse condizioni climatiche, che hanno reso difficile il raggiungimento della sede dell’incontro. Tra gli interventi più significativi dobbiamo annotare l’On. Taradash che ha augurato a tutti un significativo auguri e in bocca al lupo a tutti i candidati presenti per l’occasione. Sono intervenuti anche il Presidente Antonio Lombardi e il cav. Raffaele di Chiara. La risposta della cittadinanza è stata netta, molto partecipativa e accalorata, si è discusso di tutte le problematiche e delle risposte che la lista vuole dare.

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Alla scoperta di Tommaso Primo: un viaggio tra “Fate, sirene e samurai”

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Di Rosa Meola

Un sorriso timido e una presa sicura sulla chitarra, inseparabile e fedele compagna: così il giovane cantautore Tommaso Primo accoglie fan e curiosi alla presentazione del suo ultimo lavoro discografico, svoltasi il 22 aprile scorso presso la libreria Spartaco di Santa Maria Capua Vetere all’interno del ciclo di eventi “Note a piè di pagina”.
A presentare la serata c’è Raffaele Calvanese, speaker radiofonico di Radio Prima Rete nonché scopritore di talenti emergenti nel panorama della locale musica indipendente.

Un delicato e costante sottofondo musicale di chitarra e voce riempie l’aria, trasformando il piccolo salotto della libreria in un mondo ovattato e magico fatto di “Fate, sirene e samurai”, da cui viene anche il nome dell’album.
Il progetto – prodotto dalle etichette partenopee Full Heads e AreaLive con la partecipazione di Trail Music Lab, e distribuito da iCompany- nasce dalla collaborazione del cantautore con Dario Sansone, leader dei Foja, ma vede anche la partecipazione di altri artisti quali Denise e Fede‘n’Marlen.

Tre anime, tre sonorità: le fate ci catapultano fino al Brasile, le sirene ci riportano a Napoli, mentre i samurai ricordano i cartoni giapponesi che hanno influenzato la cultura nonché il modo di essere di Tommaso, fermamente convinto che un giorno diventerà un super saiyan pronto a salvare il mondo.
Nel frattempo, però, si diverte a raccontare storie: dieci piccole fiabe – o dieci piccoli “figli”, come lui stesso ama definire le sue canzoni- compongono l’ultimo lavoro del cantastorie napoletano.
Storie cantate e raccontate attraverso la lingua del suo paese – il napoletano appunto- , l’unica lingua con cui riesce ad esprimere immediatamente la sua poesia e a mettere in musica le sue emozioni.
Un filo conduttore lega ogni brano: la modernità che si cela dietro la fiaba, la tradizione napoletana che racconta un’attualità spesso drammatica, la gioia che infonde speranza al dolore.
La stessa “Gioia” – cantata con l’artista senegalese Ismael nell’Ep Posillipo Interno 3– che ha reso Tommaso Primo uno dei principali esponenti di una napoletanità nuova, fresca, delicata e mai banale.

Ogni fiaba ha una sua storia, la quale trae ispirazione dalla vita reale che spesso supera l’immaginazione, da una realtà fatta di amore ma anche di guerre, immigrazione e prostituzione.
I primi protagonisti di “Fate, sirene e samurai” sono “Flavia e il samurai”: il brano – ci spiega Tommaso- è dedicato alla sua ragazza, anche se lei non lo sa. Nel senso che non sa proprio che sono fidanzati.
(Piccoli)dettagli.
C’è poi “Viola” – brano attualmente in rotazione in diverse radio locali e non, di cui a breve vedremo il video- che esprime la profonda crisi dei valori del nostro tempo.
“Caramella” racconta la morte di un infante; “Bumba Meu Boi” (feat. Dario Sansone) è dedicata a Tommaso Cestrone, eroe di Carditello e della Terra dei Fuochi; in “Stella” e “Prayer for Kumbaya” si parla di immigrazione.
Storie forti e tematiche importanti per il giovane cantautore che già a 13 anni si cimentava nella scrittura di testi come “Canzone a Carmela”, in cui si parla di suicidio.

Eppure, come ogni favola che si rispetti, anche quelle raccontate in “Fate, sirene samurai” si concludono con una morale e un lieto fine, delicatamente tratteggiati da un lessico che veste di favola anche la più cruda realtà e accompagnati da sonorità vivaci e gioiose (arrangiate dal produttore artistico Enzo Foniciello, in arte Phonix) che infondono un profondo senso di pace.
La stessa pace che Tommaso ha trovato riascoltando e rivalutando uno dei suoi brani più noti, “Prayer for Kumbaya”, pezzo di cui non era pienamente convinto finché non ha capito che la vera rivoluzione non è fatta solo dai samurai, dai super eroi o dai super saiyan ma è una conquista che sa di genuinità, disincanto e speranza.
Elementi che rappresentano il mood più vero dell’artista, insieme al suo innato e autentico amore per il cibo e una “piccola” dose di ipocondria. Perché -si sa- la vita vera chiama e dalle favole, ogni tanto, si deve pur uscire fuori.

 

Per saperne di più:
https://www.facebook.com/tommasoprimo/?fref=ts

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[esclusiva Latribuna] Funerali SMCV del Ten.Col. Gaudioso parla Domenico Leggiero dell’Osservatorio Militare

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In seguito al funerale del Tenente Colonnello Michele Gaudioso, abbiamo intervistato il dottor Domenico Leggiero, dell’Osservatorio Militare sulla questione dell’uranio impoverito.

<<Oggi siamo stati spettatori del funerale di un nostro concittadino, il tenente colonnello Gaudisi, a caldo cosa si sente di dichiarare?>>

“Ennesimo funerale di stato, ennesimo caso legato all’uranio impoverito, ennesimo caso per il quale per aver giustizia bisogna rivolgersi alla magistratura”

<<Quindi l’uranio impoverito è un argomento tutt’altro che inattuale, solo nell’ultimo anno quante morti o problematiche, secondo lei, sono correlabili a questa problematica?>>

Siamo da quindici anni a combattere con questa questione e siamo a tremila settecento sessantadue casi, con oggi il trecento ventiseiesimo funerale, solo portati dall’ Osservatorio, di sicuro i dati reali sono sicuramente maggiori”

<<La partita contro l’uranio non è ancora chiusa, ma perché viene ancora adoperato? Perché non si fa nulla al riguardo?>>

“Non dipende dagli Italiani, che non lo hanno in dotazione, ma gli altri eserciti, come gli Stati Uniti, lo utilizzano, il problema non è l’utilizzo, il problema è la tutela dei militari in zone nevragliche. Tutela che doveva essere fatta prima che il pericolo venisse a manifestarsi. Prevenzione che poteva essere effettuata in quanto il rischio c’era e si conosceva”

<<Non volendo far passare il problema umano in un secondo piano ma per analizzare a pieno la problematica, qual è il carico giudiziario della faccenda?>>

Assolutamente si, fintanto non si ammetterà la colpa, sono circa quaranta le sentenze a favore ottenute dall’avvocato Tartaglia, dell’Osservatorio. Oltre il danno economico vi è il danno d’immagine in quanto si dimostra una forza armata incapace di tutelare la salute dei propri uomini. 

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