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Il presidente Anpi Agostino Morgillo a Casa don Diana per il premio Don Peppe Diana.

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“Ieri sera, a Casa don Diana, Casal di Principe, è stato consegnato ad Enzo Avitabile il Premio nazionale don Peppe Diana ‘Per amore del mio popolo’. – lo comunica il presidente Anpi, Agostino Morgillo – Il maestro sassofonista, compositore e cantautore sempre aperto a nuove contaminazioni e già vincitore di due premi Tenco, due David di Donatello, due Nastri d’argento, un Globo d’oro e un Ciak d’oro, ha ritirato il Premio nazionale don Diana con questa motivazione:

“Perché la sua musica sa “parlare” e raccontare luoghi, storie e persone di realtà difficili. Una musica che sa dare voce agli “ultimi”, al dramma di una terra avvelenata dai rifiuti fino a quello di chi combatte una guerra impregnata di sacrificio per camminare a testa alta. Con la magia del suo sound e l’intensità delle parole, denuncia e canta la speranza, afferma la dignità ed il “coraggio di ogni giorno”, trasforma le periferie in centro del mondo, dove non esistono né muri né confini”.

Il Premio Nazionale don Diana- Per amore del mio popolo, giunto alla settima edizione, è stato istituito dal Comitato don Diana, Libera Caserta e dalla famiglia di don Giuseppe Diana ucciso a Casal di Principe, il 19 marzo del 1994.

Il Premio nazionale è assegnato a personalità che hanno saputo meglio incarnare, nel campo artistico, sociale, religioso, politico, economico, delle professioni, il messaggio di Don Diana contribuendo alla denuncia, alla resistenza e alla costruzione di comunità libere alternative alle mafie.

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I COMMERCIALISTI PER IL SOCIALE L’ORDINE SOSTIENE L’EVENTO “MATRICOLA ZERO ZERO UNO” IN SCENA IL LIBRO DEL MAGISTRATO NICOLA GRAZIANO GIOVEDI’ 13 SETTEMBRE ORE 20,30 ANFITEATRO CAMPANO DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

Foto mostra – Nicola Graziano1

 

 

 

 

«Abbiamo voluto sostenere l’iniziativa perché il tema è molto vicino all’interesse della nostra categoria ed è necessario dare spazio ad argomenti di tale genere per lungo tempo accantonati». Così il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Caserta Luigi Fabozzi in occasione della conferenza stampa di presentazione dello spettacolo «Matricola Zero Zero Uno», tratto dal libro del magistrato Nicola Graziano. La rappresentazione andrà in scena giovedì 13 alle ore 20,30 nell’area antistante l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere.
All’incontro con il presidente Fabozzi e il magistrato Nicola Graziano, sono intervenuti anche il regista Antonio Iavazzo e il fotografo Nicola Baldieri, Edgardo Olimpo per l’associazione Articolo 11, Patrizia Cianni per il Consiglio dell’Ordine di Santa Maria Capua Vetere. Per il Comune di Santa Maria Capua Vetere il consigliere Davide Fumante. Quindi, Enrico Amico di Amico Bio Spartacus Arena, la struttura per la ristorazione che fa anche da contenitore per eventi, collocata in modo suggestivo proprio nel sito archeologico sammaritano. In esposizione le foto realizzate da Nicola Baldieri all’interno dell’Opg. La rappresentazione teatrale costituirà uno degli appuntamenti della quarta edizione del festival della letteratura nel segno del mito «I am Spartacus. La memoria degli elefanti, eroi, valori e valorosi».
Il testo di Nicola Graziano è nato dopo tre giorni trascorsi da internato nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. «Il messaggio che voglio lanciare – ha sottolineato il magistrato – è quello di superare quel confine tra il pregiudizio di un carcere e la gente comune convinta che la malattia mentale non le appartenga. Io sono emozionato già da ora e sono convinto che questo posto che ci ospita contribuirà a creare quell’emozione unica per un tema così delicato come quello della malattia mentale».
Nel merito dello spettacolo è entrato il regista Iavazzo: «Abbiamo debuttato al Teatro Lendi di Sant’Arpino nella ventesima edizione della prestigiosa rassegna nazionale PulciNellaMente. Il criterio che ho seguito per la messa in scena teatrale è che la cronaca non va rappresentata, è troppo poco, va trasfigurata con un linguaggio diverso, simbolico e poetico».

 

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“Aviat” promuove la realizzazione di una scuola di sartoria in Togo

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SCUOLA DI SARTORIA IN TOGO, AVIAT PROMUOVE IL PROGETTO DI COSTRUZIONE DI UN LABORATORIO E DI UN CORSO DI FORMAZIONE PER LE DONNE DI AGOÈ, QUARTIERE DELLA CAPITALE LOMÈ

Anche la delegazione campana guidata dal dott. Antonio Carusone in campo per consentire l’attuazione dell’iniziativa con la congregazione religiosa delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante. 

Formare le donne del Togo e dare loro l’opportunità di apprendere i segreti di un mestiere storicamente appannaggio del gentil sesso così da consentirne l’autonomia sociale ed economica in una realtà davvero difficile.  È l’ambizioso progetto promosso da AVIAT (Associazione Volontari Italiani Amici Togo) che, dal 2005, è presente in Togo, uno degli Stati più poveri dell’Africa Occidentale Sub Sahariana, con i propri volontari per mettere in campo azioni umanitarie e sanitarie e, contestualmente, proporre interventi e progetti in grado di creare opportunità di lavoro e autosostentamento per la popolazione locale.  Tra queste, si inserisce il progetto di costruzione di un laboratorio e di allestimento di una scuola di sartoria per le donne di Agoé, uno dei quartieri di Lomé, capitale del Togo. “Il nostro obiettivo è di valorizzare la capacità imprenditoriale delle donne africane, capacità che può essere supportata con la fornitura di strumenti adeguati che permettano loro di portare avanti una impresa, anche piccola, mediante cui poter garantire un guadagno per il sostentamento della famiglia”, dichiara Antonio Carusone, medico di Pontelatone che, da anni, partecipa alle diverse missioni umanitarie e sanitarie che Aviat organizza in Togo. L’idea è nata dall’incontro proprio dei volontari AVIAT con la realtà delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante, una congregazione religiosa con base principale in Italia a Lugo di Romagna, che hanno alcune sedi in Togo, precisamente a Lomé e ad Aktapamé.  “Ad Agoè, quartiere periferico della capitale Lomé, le suore avevano iniziato la costruzione di un laboratorio di sartoria nel quale iniziare una scuola professionale rivolta inizialmente a una decina di donne. Un corso della durata di 3 anni tenuto da insegnanti abilitate e riconosciuto dallo Stato. Al termine del corso, AVIAT sta valutando di fornire alle donne un microcredito non restituibile per l’acquisto di una macchina da cucire e, quindi, poter lavorare autonomamente presso la propria abitazione; oppure, creare fra le donne stesse una cooperativa, che richiederà un investimento ulteriore di risorse e la creazione di una filiera di vendita dei manufatti realizzati”, dichiara il Gian Franco Mirri, vicepresidente di AVIAT e responsabile delle missioni in Togo. “L’associazione ha messo in campo l’ennesima iniziativa a favore di donne e bambini disagiati, così da proseguire nella politica secondo il principio “aiutiamoli a casa loro”, tutto questo grazie ai tanti amici che con generosità, altruismo e solidarietà rendono possibili questi progetti”, conclude Antonio Carusone, componente del consiglio direttivo di AVIAT e delegato per la regione Campania. Un proverbio cinese recita: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”.

 

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