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RiformeRai,un giorno.

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Ieri sera,ospite dell’apposito Fabio Fazio,il Presidente del Consiglio era a suo agio ed ha potuto fare sfoggio della suo consueto eloquio,inanelando il solito pistolotto riassumibile nell’hashtag #italiariparte.Fra un rassicurante annuncio e l’altro però,speriamo non sia sfuggito ai più il solenne e orgoglioso annuncio del Ri-Formatore Fiorentino.Ebbene il Nostro si è appuntato al petto una medaglia,l’ennesima che consiste nell’aver fatto si che sui canali di intrattenimento per bambini e quelli di cultura (uno,Rai YoYo,gli altri non abbiamo potuto verificare ancora data la genericità dell’annuncio e ci riserviamo di farlo vista la tradizione dell’attuale esecutivo di annunciare l’approvazione di leggi nemmeno presentate ancora al Parlamento) la pubblicità è scomparsa. Un annuncio di per sé che deve incontrare senz’altro il nostro favore,poiché se almeno i bambini sono esentati dalla tortura della pubblicità non possiamo che essere felici.Il problema è un altro:in un panorama televisivo in cui vi è il servizio pubblico che avrà un limite di raccolta pubblicitaria ancora più restrittivo dopo che il canone sarà stato inserito in bolletta (salvo ulteriori pronunciamenti in senso contrario dagli organi di garanzia) e dopo che è stata privato della pubblicità un canale seppur dai non grandi ascolti come Rai YoYo,chi gioverà di questa fetta di mercato lasciata libera?Un ingenuo in buona fede risponderà :”ma ai privati,è ovvio”,ma per grandezza l’unico privato che potrà giovarsene è il solito,Mediaset. Ed ecco che una civile misura di tutela dei minori diventa un regalino per chi,sottobanco,sta “lasciando” andar via un mucchio di senatori per tenere in piedi il governo “delle grandi riforme”.Speriamo vivamente di essere smentiti,perché sarebbe un copione visto tante volte.

 

 

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Il ritorno alla giovinezza di Silvio B.

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Si sa,quando si invecchia si cerca di apparire il meno possibile attempati quando non è possibile continuare a fare ciò che si faceva in gioventù.Nel caso di Silvio B. la cosa sta diventando molto più facile del previsto date le circostanze:anni passati a violentarsi il viso con lifting che gli facevano arrivare le orecchie quasi dietro alla nuca,trapianti di capelli con risultati che lo facevano confondere con Mao Zedong e via discorrendo. Fino a quando nel novembre 2011 il nostro,costretto dalla finanza internazionale e dalla sua credibilità ormai finita sotto i suoi alti tacchi,fu costretto a sloggiare da Palazzo Chigi e a iniziare un silenzioso insabbiamento della sua figura politica,rimanendo sempre fedele alla sua ”mission” di tutelare i gioielli di famiglia.Il teatrino di Roma di questi giorni dovrebbe (chi vuole,si intende) convincere coloro che hanno ancora dubbi sul movente delle mosse dell’ex-Cav. La ”Edilnord Centri Residenziali” prima,la ”Fininvest” e la ”Mediaset” poi sono sempre state aziende estranee al libero mercato e alla concorrenza,monopoliste ed in quanto tali dipendenti dal potere politico toto corde,senza alcuna soluzione di continuità.E in questo senso vanno lette le mosse di colui che,da sempre estraneo al mantenimento di un potere politico fine a se stesso ma sempre in relazione al mantenimento della condizione di monopolio delle sue aziende,sta portando avanti.Il soggetto non ha mai avuto limite nel contrattare prebende e favori con qualunque (diciamo qualunque a ragion veduta) forza politica.E’ superfluo infatti citare episodi storici a suffragio di tale tesi,si potrebbe citare  l’appoggio (in tutti i sensi) della scissione del Msi nel 1976 che diede vita a ”Democrazia Nazionale”,pattuglia parlamentare atta a rinforzare la maggioranza del governo Andreotti;oppure l’accordo con la televisione sovietica (si signori,sovietica) del 1987 con la quale la Fininvest si assicurava il monopolio della pubblicità delle aziende europee nella decadente URSS. Orbene,all’alba degli 80 anni,la tessera P2 1816 torna a fare ciò che ha fatto in gioventù o,se volete,non ha mai smesso di fare.

 

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“The show must go on”

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“The show must go on” è il titolo ideale per questa splendida settimana che ha avuto come protagonisti i giovani.

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Santa Maria a VicoSpettacolo

Pirozzi premia Tornacco, il ballerino di Santa Maria a Vico primo al Mondial Cup nella gara di Latino americano

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Premiazione TornaccoSANTA MARIA A VICO – Luca Tornacco primo premiato dal sindaco di Santa Maria a Vico, Andrea Pirozzi, gli è stata consegnata, infatti, una targa durante i festeggiamenti per la vittoria elettorale, che si sono svolti in Piazza Aragona. Il riconoscimento dell’Amministrazione è una ulteriore soddisfazione per il giovane ballerino santamariano che ha conquistato il primo posto al Mondial Cup, nella gara di Latino americano sincronizzato Under 18 che si è svolta a Napoli. Una competizione a livello Mondiale, hanno partecipato 12 Nazioni i cui componenti hanno gareggiato in modalità “battle” (uno contro uno, eliminazione diretta). Il pass ai mondiali lo ha conquistato con la vittoria, l’anno scorso, del master class italiano. “Rappresentare l’Italia in questa competizione sarà certamente motivo di orgoglio per Luca ed è per me motivo di soddisfazione iniziare il mio mandato premiando un’eccellenza del nostro territorio. Mi auguro che siano tanti i giovani, che si impegnano nei vari settori, a portare sempre in alto il nome della nostra comunità”. Lo ha dichiarato il sindaco Andrea Pirozzi che ha ricordato i trofei internazionali di Alfredo Tocco, campione europeo di Karate e i successi televisivi del ballerino Pasquale Di Nuzzo. Luca Tornacco, che in questi giorni è alla prese con gli esami di maturità, ha condiviso il premio con la sua insegnante la maestra Maria Rosaria Lampognana.

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L’Abbandono workshop, diretto da Sara Sole Notarbartolo, al Teatro Civico 14 di Caserta dal 19 giugno 2015

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locandina rasoleCASERTA – Al Teatro Civico 14 di Caserta, dal 19/06/2015 al 21/06/2015 L’Abbandono workshop diretto da Sara Sole Notarbartolo. Tema del laboratorio è l’Abbandono, inteso sia come il sentimento vertiginoso dell’essere lasciati soli, sia come affidamento totale. In assoluto l’abbandono, come forma positiva di caduta consapevole, è una delle chiavi con cui l’attore può avvicinarsi al personaggio per renderlo brillante, pulsante di una vitalità evidente quanto la propria. Autore di riferimento è Pier Vittorio Tondelli. Ai partecipanti selezionati saranno inviati dei brani tratti dai suoi racconti, romanzi, articoli che saranno il fulcro letterario del laboratorio. Centro del workshop è sempre il corpo dell’attore: il lavoro fisico, il lavoro sullo sguardo e sulle intenzioni sarà parte fondante dell’esercizio e della narrazione. Al termine della tre giorni sarà presentata una prova aperta al pubblico.

Durata venerdì / sabato / domenica orari il laboratorio avrà una durata di 6 ore giornaliere per un totale di 18 ore venerdì e sabato 11-14, pausa di un’ora e ripresa 15-18 domenica 11-14, pausa di un’ora e ripresa 15-18 con disponibilità a restare fino alle 19.30 ed oltre per una prova aperta del lavoro realizzato

A chi è rivolto. Il workshop è rivolto ad attori o studenti di teatro, musicisti, artisti visivi. Le richieste di partecipazione vanno mandate via mail a tavernaest@yahoo.it e a info@teatrocivico14.it Alla richiesta di partecipazione è necessario allegare: una breve biografia, una foto, una lettera di motivazione e un file musicale (mp3 o link a youtube) di un brano che il partecipante collega in qualsiasi modo alla propria idea di abbandono

Sara Sole Notarbartolo, drammaturga, regista e formatrice teatrale, lavora sul territorio nazionale ed internazionale dal ’94. Tra i premi e i riconoscimenti agli spettacoli di cui è regista e autrice: “Premio Generazione Scenario”, selezione “Premio Ustica” (2005) per lo spettacolo “‘O mare”; “Premio Nuove Creatività” con il sostegno dell’ETI (2009), per lo spettacolo “La Tentazione”; Selezione Face à Face, autori d’Italia per le scene di Francia, presso il Theatre de la Ville di Parigi (2012) per lo spettacolo “Santa Lucia della bella Speranza”; Selezione Kilowatt Festival (2014) per lo spettacolo “La danse des amants”; Selezione “Italia-Svezia 2-2” per lo spettacolo “Sueño #4” (2015).

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Al Teatro Civico 14 di Caserta il ritorno del pittore, regista, attore e autore Alfondo Benadduce

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OLYMPUS DIGITAL CAMERACASERTA – Ritorna al Teatro Civico 14 di Caserta il pittore, regista, attore e autore, Alfondo Benadduce le cui performance fondono linguaggi artistici di diversa natura in una forma-spettacolo innovativa di respiro contemporaneo. Sabato 30 maggio (ore 21) e domenica 31 maggio (ore 19) il noto performer calcherà nuovamente le scene del teatro di vicolo della Ratta con Passo Oscuro n°2, spettacolo che continua, sulla scia del I quadro proposto al pubblico casertano lo scorso dicembre, a fondere silenzio e musica ispirandosi alla Sinfonia n. 9 in re minore di Anton Bruckner, composizione candida e fervida come la dedica che l’accompagna, “Dem lieben Gott”, “Al buon Dio”. Benadduce continua a rendere visibile un sorprendente corpo a corpo tra fisicità scenica e incorporeità della musica: sullo sfondo la sinfonia rimasta incompiuta nel finale, ovvero mancante del quarto movimento, a causa della morte dell’autore. «Il passo oscuro» afferma l’artista «è di qualcuno che entra senza sapere dove. Quando Cassandra, la grande non creduta, scende dal carro, lascia sul campo tutto il suo vedere e resta azzerata nella sua potenza. Ed è lì che noi entriamo a occhi chiusi, arresi al non sapere, così come la Nona di Bruckner non sa niente di sé».
Con la partecipazione di Francesco Domenico D’Auria e Mauro Milanese, Benadduce continua il suo percorso teatrale realizzando un’opera attraversata dalla tessitura musicale della composizione sinfonica, semplice e complessa al tempo stesso, emblematica della scrittura orchestrale di Bruckner. Il compositore, pur appartenendo a un periodo ricchissimo di innovazioni, sembra sperimentare, nel linguaggio della nona, una propria dimensione quasi fuori dal tempo. Da questa ricerca della dimensione temporale emerge il lavoro di Benadduce, i cui evocativi costumi portano la firma di Katiuscia Magliarisi, mentre il suono è curato da Roberta Arcangeli e Dario Troisi. Lo spettacolo di Alfonso Benadduce chiude la stagione teatrale 2014/2015 del Teatro Civico 14 di Caserta.
Alfonso Benadduce (1974) artista poliedrico, vive e lavora a Roma. A partire dal 1998 ha messo in scena per importanti teatri e rassegne numerose regie di testi dei quali è autore e protagonista, tra cui Tragedia al di là di Prometeo – Teatro Nuovo, Napoli 2000, La morte del giovane principe, performance ideata per il Festival di Volterra 2001, il povero Riccardo III Museo Archelogico Campano, Capua 2005, Paradiso Perduto – danzodramma da John Milton, Leuciane Festival 2006,Studio in presenza di Amleto per il Mercadante Teatro Stabile di Napoli 2010, L’innominabile di Samuel Beckett, Festival Settembre al Borgo 2010. Su invito del critico d’arte Achille Bonito Oliva ha realizzato, per le mostre internazionali di arte contemporanea Le opere e i giorni (2003) e Fresco Bosco (2006), gli eventi teatrali: Estasi – monomanie su Diana e Atteone – immagini da Pierre Klossowski, e Agogno la gogna, da un suo testo pubblicato e a partire dal quale ha girato il suo primo film sperimentale, finalista nel 2008 al premio Riccione TTV Performing Arts sullo schermo. Con Libercolo dell’onta, sua prima opera in prosa, è stato finalista al Premio Viareggio 2006. Nel frattempo continua a mettere in scena Sempre perdendosi poema tragico che la poetessa Silvia Bre ha scritto per il suo teatro e a lui dedicato. Ha esposto i suoi quadri nelle mostre personali: Spazio R\R, Roma (2004), KunstFoerderVerein, Weinheim (2010), Casa delle letterature, Roma (2013).
Date: Sabato 30 maggio 2015 ore 21 Domenica 31 maggio 2015 ore 19

www.teatrocivico14.it

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Al Teatro Civico 14 di Caserta la compagnia Sonenalé presenta Neo dove l’ombra s’addensa e Spirito di conservazione

Neo dove l’ombra s’addensa
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Neo dove l'ombra s'addensaCASERTA – Domenica 17 maggio 2015, ore 19, Teatro Civico 14, Vicolo F. della Ratta n° 14, Caserta, Sonenalé presenta Neo dove l’ombra s’addensa, creazione, interpretazione e regia Agostino Riola e Spirito di conservazione coreografa e interpretazione Riccardo Fusiello. In occasione della residenza al Teatro Civico 14, la compagnia Sonenalé presenta in anteprima due nuove produzioni: Neo | dove l’ombra s’addensa e Spirito di conservazione. Gli spettacoli andranno in scena domenica 17 maggio alle ore 19.00. Inoltre, sabato 16 maggio dalle 10.00 alle 17.00, durante la settimana di residenza che fa parte del progetto NUOVEVISIONI del Teatro Civico 14, la compagnia terrà anche un laboratorio di avvicinamento al teatrodanza aperto ad attori, danzatori e a tutti coloro che sono interessati al lavoro sul corpo e il suo movimento.

Le produzioni della compagnia si interrogano sullo studio del corpo e del suo movimento. Neo | dove l’ombra s’addensa si concentra sulle parti nascoste del corpo. Quelle zone d’ombra che per anatomia, per paura, per vergogna, per viltà tentiamo di nascondere agli sguardi altrui e a noi stessi. La necessità di viverle, onorarle, integrarle, mangiarle.

Spirito di conservazione parte da una domanda e ci scava dentro: tenere tutto sotto controllo, ogni gesto, ogni sguardo, ogni respiro, perché tutto sia misurato, comodo, giusto… per quanto ancora riuscirai a farlo?

Il laboratorio di teatrodanza a cura di Sonenalè, che si terrà sabato 16 maggio dalle 10.00 alle 17.00 è aperto ad attori, danzatori e a tutti coloro che sono interessati al lavoro sul corpo e il suo movimento. Il corpo è uno degli strumenti più importanti che abbiamo per comunicare: conoscere la grammatica del corpo può permetterci di lasciarlo esprimere al meglio. Il lavoro sarà un approccio al metodo del teatrodanza. Dopo un riscaldamento fisico secondo i principi della danza contemporanea, il lavoro verterà sulle possibilità di espressione del nostro corpo attraverso il metodo dell’improvvisazione e successivamente sulla rielaborazione e costruzione del materiale proposto dai partecipanti.

La giornata di laboratorio si inserisce nel percorso di residenza che Sonenalè tiene presso il Teatro Civico 14 dall’11 al 17 maggio. La compagnia incontrerà gli allievi del laboratorio teatrale permanente del Teatro Civico 14 e utilizzerà lo spazio per finalizzare il lavoro su due assoli di teatrodanza che saranno presentati in anteprima domenica 17 maggio. La residenza è parte del progetto NUOVEVISIONI del Teatro Civico 14.

SONENALÉ nasce per volontà di Riccardo Fusiello, danzatore e coreografo, e Agostino Riola, performer e regista. La loro ricerca artistica ha come fulcro l’indagine sul corpo, in tutte le sue espressioni. La collaborazione tra i due inizia nel 2008 per lo spettacolo Il Signor P, prodotto dal Festival Castel dei Mondi di Andria. Nel 2010 ideano Your Happy Sad Songs, un progetto liberamente ispirato alla figura di Federico García Lorca che si sviluppa in tre parti. La prima, I WANNA (2010), viene selezionata e promossa da Anticorpi XL – network giovane danza d’autore. La seconda, Play (2012), vince il bando di residenza ‘ Presenta tu proyecto’ del Centro Danza Canal di Madrid e ottiene il sostegno del progetto DE. MO. / Movin’Up 2011 e di Mosaico Danza (Torino). La terza e ultima, forEVER, debutta nel giugno 2013 all’ E45 Napoli Fringe Festival che ha coprodotto tutto il progetto Your Happy Sad Songs. Nel 2012, assieme a Marianna Musella, fondano a Milano l’Associazione Culturale Sonenalé.

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Satyrika’- Raccontare per non morire, gli studenti del liceo “Manzoni” di Caserta conquistano il “Maccus”

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image1CASERTA – Il liceo Manzoni conquista il “Maccus” per il miglior spettacolo. Fa bella figura di sé nella bacheca del Manzoni la statuina del “Maccus”, consegnata dalla giuria del Festival di “Pulcinellamente 2015” al Laboratorio “Teatro Classico”. Il “Maccus, riproduzione della famosa maschera atellana, a testimoniare le storiche origini della terra di S. Arpino che ospita la manifestazione. Il “Maccus”, è stato consegnato esclusivamente ai tre vincitori nella rispettiva categoria scolastica. Ed il “Maccus” per il migliore spettacolo, tra quelli proposti dalle scuole superiori in concorso, riposa coccolato e gelosamente custodito tra le braccia degli allievi del Laboratorio del Manzoni. Lo spettacolo che ha ricevuto unanimi consensi per l’originalità della proposta e della messinscena è SATYRIKA’ – RACCONTARE PER NON MORIRE, già salutato con encomio dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, sotto la cui egida lavora il Laboratorio del Manzoni, – da quest’anno impreziosito dall’Accademia intitolata al compianto Franco Carmelo Greco – ed oggi finalmente riconosciuto quale vincitore nel più importante concorso teatrale del nostro territorio.

Il lavoro è tutto frutto della passione e delle competenze di allievi e docenti. Gli allievi, capaci di attraversare uno svariato campionario di codici espressivi, nel rispetto delle consegne letterarie del testo, che, come appunto recita il titolo, si ispira al Satyrikon di Petronio. Grottesco e circense, metastorico ed onirico il quadro sulla disputa dell’eloquenza che, insieme ad una paradossale rappresentazione della Coena Trimalchionis , si snoda nella prima parte dell’opera; pirotecnica, la riproduzione della storia del Guarracino, recitato, cantato, suonato e ballato dai 29 allievi presenti sul palco – con le coreografie di una delle allieve, Angelica Greco – , senza una benché minima sbavatura ritmica, nonostante le difficoltà acustiche incontrate durante la rappresentazione; e per finire la piece in cui gli allievi danno sempre e da anni il meglio di sé: un coro di naufraghi, come da un modello tragico greco, inscena la rappresentazione del naufragio, ispirato all’opera petroniana ma arricchito da contaminazioni di lirici greci e conclusosi con il ricordo dei tanti e drammatici naufraghi dei nostri giorni. E a queste creature disperate, che i marosi continuano quotidianamente a privare di presente passato e futuro, il Laboratorio ha consegnato un nome da raccontare: perché, RACCONTARE PER NON MORIRE è il fine dello spettacolo. I docenti: dall’ideazione dell’opera, dal profondo sapore filologico e con le innovative contaminazioni, a cura di Almerinda Della Selva, autrice insieme ad Elisabetta Fusco delle rielaborazioni dei testi, allo sfavillante caleidoscopio dei costumi creati da Titti Farina e da Maria De Stefano; dalle suggestive scenografie immaginate e realizzate da Carmine Posillipo, alla sagacia tecnica di Eduardo Del Prete e alla tutelare presenza di Emilio Colucci, autentico ideatore del Laboratorio. E per finire, le musiche originali e la regia di Massimo Santoro.
Tutta questa squadra, supportata da collaboratori e personale non docente –e tra questi l’insostituibile signora Assunta Puoti – forma un sodalizio unico e alla cui testa si pone l’entusiasmo della preside Adele Vairo, autentico motore dell’iniziativa. Ed il “Maccus”, anche lui beffardo e “satirico”, guarda chi lo guarda…

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Al Teatro Civico 14 di Caserta “Concerto Blu”, omaggio a Modugno, con Lalla Esposito

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CONCERTO BLUCASERTA – Al Teatro Civico 14 di Caserta “Concerto Blu”, omaggio a Modugno, con Lalla Esposito. Dal 9 al 10 maggio 2015, una produzione Eventi Mediterranei. Nelle parole e nella vita di uno dei cantautori italiani più famosi al mondo. A dare voce e vita a Domenico Modugno sarà l’attrice e cantante Lalla Esposito che dello spettacolo ha curato anche la partitura drammaturgica, con le musiche eseguite dal vivo dal maestro Antonio Ottaviano. “Concerto blu” si costruisce su delicati contrappunti di musica e parole. La vita, le canzoni, i successi, le passioni, la malattia e l’arte si snodano in sei passaggi recitati, tratti dai diari dell’autore che raccontano la parabola esistenziale di un uomo in cui vita e arte si rincorrono sulla via del successo: da quello insperato di “Nel blu dipinto di blu” fino al mortale lavoro in Fininvest. Lo spettacolo sarà un viaggio fra la poetica e la musica innovativa del grande Domenico Modugno, l’artista a tutto tondo che ha cambiato la musica italiana. Solare, tempestoso, irruento, Modugno diede prova di eccellente capacità artistica anche a teatro, fino alla malattia che lo penalizzò fisicamente. Come tutti i personaggi così propulsivi Modugno celava una nota malinconica che forse era anche la molla del suo talento e della sua esuberanza. Lo spettacolo alternerà musica, teatro, canzoni a pagine del suo diario.

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“Un Caso Cromosomico”, scritto, diretto e interpretato da Irene Vecchia, al Teatro Civico 14 di Caserta per la Rassegna Sciapò

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cromosomico-9CASERTA – Al Teatro Civico 14, vicolo F. della Ratta n°14, Caserta, si tiene la Rassegna di Teatro a cappello Sciapò, direzione artistica Domenica Santo, organizzazione Laura Belloni, domenica 26 aprile 2015 ore 19 Un Caso Cromosomico. Scritto, diretto e interpretato da Irene Vecchia, collaborazione artistica di Gyula Molnàr. Per la rassegna di Teatro a cappello Sciapò andrà in scena al Teatro Civico 14 di Caserta, domenica 26 aprile 2015 alle ore 19.00, lo spettacolo Un caso cromosomico, scritto, diretto e interpretato da Irene Vecchia, con la collaborazione artistica di Gyula Molnàr. Lo spettacolo è vincitore del Primo Premio del progetto CantiereIncanti – Rassegna Internazionale di Teatro di Figura nell’ambito dell’iniziativa “Grimmland. Märchenhaft. Da favola!” del Goethe-Institut.

La narrazione epica, proprio come un’eredità genetica, si tramanda attraverso l’unicità degli individui, generando delle evoluzioni a spirale. Un caso cromosomico è una storia che tratta di eredità genetica, un’indagine sul destino o un racconto su come il destino si possa modificare.
La vicenda è quella di una giovane donna, alla quale susseguirà un’altra giovane donna, proprio come nelle spirali della narrazione epica o della genetica. La storia di una famiglia non è altro che la somma e la moltiplicazione di nonni, genitori e figli, con divisioni e sottrazioni di segreti, cose non dette e non fatte, scelte mancate. Se è vero che quello che si semina si raccoglie, sapendo cosa c’è stato prima si può decidere cosa ci sarà dopo? Nessuno è responsabile per le carte ricevute, tutto dipende da come si sceglie di giocare la partita. Così un errore congenito che si ripete ostinatamente, a volte per errore può anche correggersi. C’è qualcosa di brutale e senza pietà nel libero arbitrio, o meglio c’è una speranza nella predeterminazione.
E poi ci sono favole che si sono sempre raccontate, per insegnare, per divertire, per spaventare; certe favole ci piacciono tanto anche se non sappiamo perché, altre non ci sono mai piaciute. Certe favole si comprendono subito, altre tardi, altri mai.
Un caso cromosomico è la storia di una favola capita tardi e di come a volte il vecchio detto “meglio tardi che mai” racchiuda una grande verità.

Cos’è Sciapò

Sciapò è una rassegna di teatro a cappello nata nel 2011 da un’idea di Domenico Santo per il Teatro Civico 14 di Caserta. Oggi, Domenico Santo e Laura Belloni, hanno portato Sciapò in 3 regioni e in numerosissimi teatri.
Fare cappello significa non pagare prima, ma dopo, e solo in base al gradimento dello spettacolo.
Il cappello è nato nel 1500, con la COMMEDIA DELL’ARTE, quando per la prima volta nella storia dell’umanità, fare l’artista divenne un mestiere, con i cui guadagni era possibile vivere. Questa fu una vera e propria rivoluzione, sia artistica che socioeconomica: socioeconomica perché per la prima volta i commedianti non erano più chiamati a rispondere a un signore, ma dovevano farsi imprenditori diretti del proprio lavoro; artistica, per la strettissima interrelazione fra i guadagni e quello che si faceva in scena. Ogni attore sapeva che se avesse sbagliato una battuta sarebbe stato multato dalla compagnia, perché il cappello sarebbe stato più magro; ogni capocomico sapeva che se uno spettacolo non avesse fatto un buon cappello, quella sera sarebbe stato messo a morte e non sarebbe stato replicato mai più. Il pubblico, grazie al democraticissimo cappello, era fruitore, giudice e produttore dello spettacolo, e tutta la compagnia lavorava esclusivamente per lui.
Oggi, proprio come nel XVI secolo, le compagnie sono sempre più spesso chiamate a diventare imprenditrici della propria arte: quale strumento migliore del cappello?
Sciapò vuole riportare il cappello nel teatro, per ridare alle compagnie la visibilità che hanno perso, grazie alla creazione di teatri, e per ridare al pubblico il potere di scegliere e il piacere di tornare a teatro.

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