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Esteri

Che cosa farà Trump? Ecco il programma dei primi 100 giorni

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«Vi lascerò nella suspense», diceva durante la campagna, «rivogliamo indietro i nostri sogni», ha detto ieri sera. Donald Trump è dunque il cambiamento che volevano sei americani su dieci secondo il primo exit poll di Cnn diffuso nella notte del voto. Lì si è iniziato a capire che cosa stava per accadere: se il 38% di americani chiede al nuovo presidente un cambiamento e soltanto il 22% giudica come primo requisito la «giusta esperienza» vuol dire prima di tutto che gli otto anni e il «change» di Barack Obama non sono bastati.

Più difficile però è individuare che cosa sarà davvero il cambiamento di Trump perché Donald ha detto tutto e il suo contrario. Quindi bisognerà vedere se manterrà queste promesse elettorali.

1) Trattaticommerciali e clima
La nuova Casa Bianca in carica da gennaio 2017 potrebbe rinegoziare il Trattato di libero scambio nordamericano (Nafta) con Messico e Canada, e annunciare il definitivo ritiro degli Stati Uniti dall’intesa con i paesi del Pacifico (Tpp) e dai negoziati con l’Unione europea (Ttip). Trump ha anche minacciato di voler imporre una tariffa del 45% sui prodotti made in China.

Contro tutte le evidenze scientifiche e le ammissioni politiche, The Donald non crede ai cambiamenti climatici, ha detto che revocherà le restrizioni alla produzione di energie fossili, rilancerà il progetto dell’oleodotto Keystone XL a cui il presidente Obama ha messo il veto nel febbraio 2015. Soprattutto annullerà i contributi di miliardi di dollari promessi alle Nazioni Unite per i programmi di lotta ai cambiamenti climatici.

2) Immigrazione e visti per il lavoro
Trump ha scioccato la multietnica società americana con la proposta di vietare l’ingresso ai musulmani e la promessa del muro al confine col Messico. Nella pratica potrebbe diventare più difficile per chiunque ottenere il visto per lavorare e vivere in America.

Il neopresidente ha promesso di espellere «oltre 2 milioni di migranti criminali e a annullare i visti di Paesi stranieri che non li raccoglieranno».

Ha anche detto che chiuderà le frontiere agli immigrati che provengono «dalle regioni inclini al terrorismo», e attiverà «controlli estremi alle frontiere». Prigione di minimo due anni per i clandestini espulsi che tornano negli Stati Uniti. Le misure fanno parte del «contratto rivoluzionario» che dice d’aver stipulato con gli elettori.

3) Lotta alla corruzione e occupazione
Che cosa farà Donald contro il famigerato establishment di Washington che accusa di corruzione? Vuole limitare il numero dei mandati di deputati e senatori al Congresso, congelare le assunzioni dei funzionari federali e vietare per cinque anni ai dipendenti ed eletti di Casa Bianca e Congresso di diventare lobbisti.

Nonostante le tensioni con il suo partito, che ha ora la maggioranza di Camera e Senato, Trump promette di lavorare con il Congresso per un piano economico che crei 25 milioni di posti di lavoro in dieci anni, tramite sostanziali tagli alle tasse per classe media e imprese. Obiettivo: una crescita del 4% l’anno.

4) Obamacare e investimenti
Vuole abolire in tempi più rapidi possibile l’Obamacare, la legge su una minima assicurazione sanitaria obbligatoria universale che porta il nome del presidente uscente. Incurante del debito pubblico, Trump promette tagli alle tasse ma anche mille miliardi di dollari di investimenti nelle infrastrutture in dieci anni grazie a partenariati pubblico-privati e investimenti privati incoraggiati da sgravi fiscali.

5) Politica estera
Nel discorso di Gettysburg Trump si è fermato alle frontiere degli Stati Uniti, non ha detto nulla su che cosa vuole fare con il mondo. Ha sempre ripetuto «America First», gli interessi americani prima di tutto (e gli altri pagano, dicono i critici), nessuna spinta umanitaria, nessun apparente interesse per i disordini in Medio Oriente o la minaccia di una disgregazione dell’Ue.

Molta simpatia invece con il presidente russo Putin che gli esperti indicano come la vera minaccia strategica per gli Stati Uniti. Trump ha sinora evitato i dettagli ma molti addetti ai lavori temono adesso per il trattato nucleare con l’Iran siglato l’estate scorsa e orgogli odella diplomazia di Obama. Bisognerà vedere anche come e chi approfitterà del suo apparente disinteresse per il mondo che finora è stato definito come classico «isolazionismo».

6) L’Incognita
Non è un punto del programma Trump ma ne è inevitabile corollario perché su questi temi il vincitore di oggi ha costruito la sua narrativa. Quali saranno le prime ripercussioni sociali dell’elezione di The Donald? Dopo aver stupito l’America e il mondo con le sue frasi offensive verso tutte le minoranze, come reagiranno afroamericani, ispanici e tutti coloro che si sentono in pericolo e offesi da questo presidente? Resisterà l’invenzione America basata sul melting pot? Trump che non è più il fenomeno ma il commander in chief continuerà a dire le stesse cose? La destra estrema, razzista e xenofoba che lo ha appoggiato rialzerà la testa? È l’inizio di una stagione di tensioni? O The Donald cambierà subito pelle una volta che siederà alla scrivania dello Studio Ovale? Hillary sente che questa è la prima risposta da dare a chi l’ha votata e sostenuta e durante il concession speech dice «nel sogno americano c’è posto per tutti».

 

 

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