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13275431_10206284148051262_57089883_oDunque, martedì 7 giugno a Ballarò Giannini ha intervistato Concita De Gregorio ed Emma Bonino per commentare l’ennesimo orrendo femminicidio: quello ormai noto della 22enne Sara Di Pietrantonio da parte dell’ex fidanzato Vincenzo Paduano.

I dettagli di questa vicenda rendono ancora una volta evidente perché si sia sentito il bisogno di istituire un’aggravante di femminicidio al semplice reato di omicidio: secondo i dati raccolti dalla Polizia di Stato e pubblicati sul sito del Ministero degli Interni (*), se da un lato le donne vittime di omicidi e violenze “in generale” sono meno delle vittime maschili, dall’altro lato diventano una maggioranza schiacciante quando si tratta di violenze/omicidi consumati in famiglia, di stupri o di stalking, arrivando a punte del 90%.

È chiaro allora che ci sia una “questione femminile” in Italia, Paese in cui l’uguaglianza completa tra uomo e donna davanti alla legge è una conquista recente, iniziata 70anni fa con il diritto di voto e di essere elette, e che ha continuato fino ad oggi, basti pensare che solo da un paio d’anni si è iniziato a discutere di poter dare ai neonati anche il cognome della madre. È chiaro che il femminicidio è un fenomeno che riguarda tanti uomini italiani che nel 2016 considerano le donne un “qualcosa” e non un “qualcuno” con cui avere una relazione.

Detto questo, torniamo a Ballarò.

-PERMESSA : Giannini, coda di paglia, dopo aver artificiosamente dopato la presenza mediatica di Salvini e DiBattista, sente il fiato della neo-direttrice di Rai3 Daria Bignardi (vicina al PD da Giannini ostracizzato) sul collo, e quindi cerca di ridare smalto alla trasmissione dandole un tono più generalista: meno politici beceri che urlano, più contenuti. Come il femminicidio.

Le due signore non sono state invitate a caso: Emma Bonino più di ogni altro si è battuta per consentire pari diritti alle donne in Italia, mentre De Gregorio… beh, è un’intellettuale di Sinistra, quindi questo deve essere bastato a dare all’intervista quel tocco di radical chic che piace tanto a Rai3 .

E cosa dicono i nostri tre paladini?

Beh, Emma Bonino afferma candidamente che le violenze domestiche contro gli uomini siano rare; Giannini, pieno di quel bisogno tipico degli uomini di Sinistra di mostrarsi più femminista di una hippie anni ’70, dice “no, le violenze perpetrate da donne contro gli uomini NON ESISTONO PROPRIO!” e la Bonino “no, esistono, ma sono rare”.

Peccato che, secondo i dati della Polizia che ho citato, gli uomini vittime di omicidio entro le mura domestiche sono un terzo del totale; troppo poco, onorevole Bonino?

Ma il bello arriva con De Gregorio:

“Vorrei che la violenza sulle donne fosse considerato un problema degli uomini, perché il problema sono gli uomini” ; prego? Il problema “sono gli uomini” che vorrebbe dire? Che quelli che uccidono le donne non sono degli stronzi, o dei malati, ma sarebbero “la norma”? Che tutti gli uomini sono potenzialmente degli assassini? Che tutte le donne devono vivere nel terrore che un uomo a loro vicino le ammazzi?

Siamo tutti d’accordo nel dire che oggi in Italia c’è una visione un po’ arretrata del ruolo della donna all’interno della famiglia (pensate al Family Day ), ma da qui a dire che tutti gli uomini siano potenziali stupratori-assassini mi sembra che sia una violenta discriminazione nei confronti di un intero sesso.

Ma lei va avanti: “Gli uomini pensano che ogni avanzamento nella carriera di una donna sia una concessione da parte loro”. Ma vogliamo scherzare? Che vorrebbe dire questa frase? Che nessun uomo – nessuno! – sarebbe in grado di lavorare per un capo donna? Che gli uomini, in quanto possessori di cromosoma Y, non sono capaci di riconoscere il merito ad una donna? Che una donna dovrebbe far carriera non “per merito” ma “perché donna”? Tipico ragionamento marxista di chi non crede nel libero mercato e quindi neanche nella meritocrazia.

Il punto è che il movimento femminista occidentale della “Seconda Ondata” ,di ispirazione marxista radicale, come Kate Millet e Anne Koedt, si è sviluppato sull’idea che il nemico da combattere non sia una disuguaglianza legislativa o una cultura che obblighi la donna ad essere “angelo del focolare” (battaglie giustissime: chiedete alle donne saudite), ma sia “il maschio”: gli uomini sarebbero “aggressivi” e misogini “in quanto uomini”; tutto ciò che i maschi producono è sbagliato perché va contestualizzato all’epoca storica in cui è stato prodotto, e che sicuramente è un’epoca in cui le donne sono oppresse; Anne Koedt arriva a dire che la sessualità maschile eterosessuale sia “sbagliata”, Carol Hanisch (fondatrice della Seconda Ondata) arriva a dire persino che gli omosessuali maschi siano oppressori maschilisti “perché rifiutano le donne”: se le ultime due vi sembrano incoerenti tra loro, allora non avete compreso che il comune denominatore delle femministe marxiste è la misandria.

La De Gregorio sarà consapevole di ciò? E chi lo sa! Di certo rientra perfettamente nello stereotipo dell’intellettuale comunista che ha la verità in tasca, e poco importa che diffondendo la misandria alimenterà la diffidenza verso tanti operatori sociali che VERAMENTE combattono ogni giorno la violenza sulle donne (mi riferisco agli assistenti sociali, alla Scuola, alla Polizia, al Sistema Sanitario) ; tanto nella peggiore delle ipotesi, potrà distorcere la realtà dei fatti al grido “ho ragione io! Io!”

Esiste una parola in italiano: Sessismo. Indica la discriminazione attuata verso un sesso, identità di genere o orientamento sessuale nel momento in cui uno di questi viene considerato “inferiore” – INDIPENDENTEMENTE da quale sia.

Io credo che in Italia abbiamo bisogno di meno femministe e di più antisessisti.

(*) http://www.interno.gov.it/it/sala-stampa/dati-e-statistiche/i-dati-statistici-polizia-criminale-omicidi-volontari-consumati-italia

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