Incontro sul clima alle Nazioni Unite – La Tribuna Online
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Ambiente

Incontro sul clima alle Nazioni Unite

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Nei giorni scorsi a New York si è tenuto un incontro straordinario sul cambiamento climatico organizzato dalle Nazioni Unite. L’incontro non ha portato a grandi risultati né a impegni concreti da parte dei paesi più industrializzati: la Cina e il Brasile non hanno fatto nessuna nuova promessa, mentre gli Stati Uniti non hanno fornito nessuna dichiarazione ufficiale, confermando il sostanziale disinteresse da parte del governo Trump, un po’ come era accaduto già nel 2017 quando il presidente americano aveva annunciato che gli Stati Uniti non avrebbero mantenuto gli impegni previsti nell’Accordo di Parigi del 2015. Altri paesi, come la Russia (il quarto paese più inquinante al mondo), hanno annunciato qualche impegno aggiuntivo per la riduzione delle emissioni, ma nulla di veramente concreto.

 

Cambiamento climatico

La produzione di anidride carbonica, derivante dalle attività industriali e dal consumo di combustibili fossili, ha comportato un aumento dell’effetto serra oltre quello naturale, impedendo alla Terra di disperdere parte del calore accumulato dalla radiazione solare. Le più recenti ricerche scientifiche e gli stessi rapporti delle Nazioni Unite, mostrano che la temperatura media della Terra sta aumentando velocemente, con ripercussioni sempre più evidenti: eventi meteorologici più intensi ed estremi, come tempeste e uragani, ondate di calore anomale, scioglimenti dei ghiacci ai Poli e sulle catene montuose, innalzamento del livello dei mari.

Gli ultimi cinque anni (2015-2019) sono stati i più caldi mai registrati, con un aumento della temperatura globale di circa 1,1 °C rispetto alla metà del secolo scorso. Se non si invertirà questo andamento, dicono le ricerche, entro la fine del secolo la temperatura media globale sarà di 3 °C superiore rispetto al secolo scorso, con conseguenze disastrose.

La comunità scientifica concorda sul fatto che le attività umane abbiano contribuito sensibilmente al riscaldamento globale.

 

Una speranza

«Settantasette Paesi, molti nel mondo industrializzato, si sono impegnati a ridurre le emissioni nette di carbonio entro il 2050. Settanta paesi hanno annunciato che aumenteranno i loro contributi nazionali determinati entro il 2020. Oltre 100 leader del settore privato si sono impegnati ad accelerare il loro passaggio alla green economy» ha affermato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres in chiusura del Summit.

 

L’attivista Thunberg 

Il Summit è la ragione principale per cui Greta Thunberg, l’attivista svedese sedicenne che ha ispirato le proteste mondiali sul clima, si è recata negli Stati Uniti, attraversando l’Atlantico in barca a vela.

Nel corso del suo intervento, Thunberg ha ricordato ai leader presenti che: “Gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi. Se deciderete di non fare nulla, non vi perdoneremo mai”.

Francesco Piscitelli