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La Corte europea dei diritti dell’uomo rigetta il ricorso dell’Italia: in base alla sentenza emessa lo scorso 8 gennaio dai giudici di Strasburgo, divenuta oggi definitiva, l’Italia ha un anno di tempo per trovare una soluzione al sovraffollamento carcerario e introdurre una procedura per risarcire i detenuti che ne sono stati vittime. Secondo la Corte europea, l’Italia avrebbe violato i diritti dei detenuti tenendoli in celle dove hanno a disposizione meno di tre metri quadrati. La condanna è per trattamento inumano e degradante di sette  detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza. Il nostro Paese dovrà pagare loro un ammontare totale di 100 mila euro per danni morali. Non è la prima volta che l’Italia viene condannata per aver tenuto i reclusi in celle troppo piccole. La prima condanna risale al luglio del 2009 e riguardava un detenuto nel carcere di Rebibbia di Roma. Dopo questa prima sentenza l’Italia ha messo a punto il “piano carceri” che prevede la costruzione di nuovi penitenziari e l’ampliamento di quelli esistenti oltre che il ricorso a pene alternative. La situazione nei penitenziari è disastrosa non solo per i detenuti, ma anche per la polizia penitenziaria. Costretta a dover vigilare su un numero enorme di carcerati. Nel provvedimento i giudici sottolineano che spetta al governo italiano trovare le soluzioni più adatte a risolvere la questione. Tuttavia sollevano dubbi sulle misure prese sin dal 2010, in particolare con il piano carceri, e invitano le autorità italiane a mettere in atto misure alternative al carcere e a ridurre al minimo il ricorso al carcere preventivo. Se l’Italia non dovesse riuscire a risolvere la questione entro un anno la Corte di Strasburgo ha intenzione di esaminare le centinaia di ricorsi per sovraffollamento già arrivati e a multare l’Italia per il non rispetto dei diritti dei detenuti. E fonti sottolineano che da quel 8 gennaio la Corte riceve in media 10-15 richieste di informazioni sulle procedure per fare ricorso provenienti da tutti i carceri italiani.

Una lotta intrapresa da tempo, ed oggi dopo circa un anno da sentenza sopra citata le cose non sono cambiate, a tal proposito interviene l’Avv.Igino Nuzzo : “ la situazione delle carceri italiane è degradante , da sempre sono vicino alle battaglie messe in essere da chiunque riesca a risolvere il problema”.

 

 

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