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Politica

L’Italia o il paese del razzismo al contrario

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Ovvero come in Italia vi sia una forma becera di razzismo nei confronti di chi abita il nostro paese.

Il razzismo è inteso come la discriminazione verso coloro i quali non appartengano per origine al proprio ceppo razziale o usando termini moderni, etnico.

Quindi quello adoperato dallo stato italiano è un razzismo verso il proprio popolo. Rende improprio il termine ma de facto è utile per esplicare il concetto. O forse, realmente, alcuni politici si considerano di una razza differente dal resto di noi comuni pagatori di tasse. Questa particolare razza non guarda in faccia a nessuno e crea tra gli autoctoni e i disperati che approdano ai nostri lidi, una guerra di risorse che mano a mano stanno iniziando a scarseggiare. L’opulenza dei bei tempi andati con stati sociali in grado di sostentare la popolazione e i suoi bisogni è finita da un po’ e le fasce più sensibili iniziano ad accusare il colpo. Alcuni punti chiave che è possibile evincere sono:

Caduta della popolazione : L’Italia non fa più figli, è sotto gli occhi di tutti, molti, troppi anziani, pochi giovani.

Immigrazione di massa: Abbiamo una larga parte di persone che sta entrando nel nostro paese per cercare fortuna, soldi e possibilità

La politica : vi è un accordo tripartisan per far in modo che questo cambiamento nella popolazione avvenga nella maniera più cruenta e ingiusta possibile. Con la scusa della tolleranza si sta permettendo ogni genere di sopruso verso e da parte dei migranti.

Soprusi dei migranti giustificati : lo scontro di culture determina anche un diverbio tra la popolazione residente e quella che si introduce. Questo scontro può assumere dei connotati differenti a seconda del grado culturale della popolazione ( in Italia scarso sia quello entrante che quello residente) ma giustificare o tacere degli scontri per fare il contentino di certa feccia politica è veramente ipocrita.

Soprusi verso i migranti: in Italia vi sono soprattutto verso queste popolazioni delle vere e proprie truffe chiamate centri di accoglienza che di accogliente e di funzionale non hanno proprio nulla. Questi disperati dopo aver attraversato l’oceano vengono chiuso in baracconi e hotel dove vengono tenuti fermi e sequestrati a tempo indeterminato nella eventuale ricerca di un movente per farli rimanere o cacciare.

Polemiche si, ma anche proposte

Invece che di andare  a mobilitare l’opinione pubblica verso questo pietismo un po’ fuori luogo in quanto una fascia consistente di popolazione vive sulla soglia della povertà, lo stato dovrebbe darsi una mossa e facilitare l’entrata nel mondo del lavoro dei giovani sfruttando a meglio le energie di questi che arrivano mettendoli in un sistema che li formi e l’informi e agevolando da parte degli italiani allentando la cravatta delle tasse che ormai strozza tutti e blocca tutte le imprese.

Perché lo stato non lo fa? 

Lo stato non muove un dito in questa direzione per via di alcuni fattori: alcuni partiti storici potrebbero perdere consensi nell’eventualità di una politica intelligente dell’immigrazione, sia a destra (tipo la Lega) ma anche a sinistra ( la sinistra sta alle imprese come il caffè sta all’orzo); Inoltre i partiti pensano a rendere più ignorante il popolo, basti guardare al taglio dell’istruzione, avendo distrutto di fatto il sistema Gentile, con la devoluzione della cultura che renderà ancora meno competitivo il nostro paese, un popolo che ignora, ignora chi vota.

Lo stato invece si occupa piuttosto di fare melodrammatiche sceneggiate verso un solo caso che ha suscitato scandalo lasciando nella disperazione altri milioni di persone che siano italiani o nigeriani.

Tags : politica
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