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Giustizia

Luigi Di Maio al convegno delle associazioni forensi sulla Carta dei diritti dei Professionisti il racconto di un “addetto ai lavori”

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Alle 10,30 comincia a formarsi un cordone di poliziotti fuori l’ingresso di Piazza Porzio (uno dei tre ingressi al Palazzo di Giustizia).
Verso le 10, 45 arrivano dimostranti vari (precari vari e LSU).
Alle 11,15 il Ministro Di Maio, sorridente, entra al Tribunale e saluta tutti, cordialmente.
Alle ore 12 comincia il Convegno in Sala Arengario.
Il convegno è organizzato dall’Unione Giovani Penalisti di Napoli, che presentano la Carta dei diritti dei Professionisti, in cui propongono semplificazioni per i giovani avvocati. Sono presenti 24 associazioni forensi più il Consiglio dell’Ordine di Torre Annunziata e Nola.
Il moderatore è l’Avvocato Gennaro Demetro Paipaio. Si alternano varie figure.
Inizia il Presidente della Corte di appello, dott. De Carolis di Prossedi, parlando di unione d’intenti tra i dipendenti della Giustizia.
Segue il Procuratore generale, dott. Luigi Riello, con un bel discorso sui rapporti tra gli avvocati ed i giudici, che sono e devono essere improntati al reciproco rispetto, Solo così si può assicurare al cittadino un “processo degno dello stato di diritto” e cita Calamandrei: “ laddove gli avvocati sono indipendenti, i giudici sono indipendenti”.
Quindi prende la parola il Presidente del tribunale, dott. Dario Raffone: auspica una riforma della Giustizia che tenga conto di 3 categorie (parla di “tavolo a 3 gambe”): Giudici, Avvocati e Personale Amministrativo. Sottolinea le difficoltà oggettive del Tribunale di Napoli: personale che manca e poche risorse economiche.
Il Procuratore dott. Giovanni Melillo parla delle innovazioni tecnologiche: il processo telematico “modifica le gerarchie”, dando spazi maggiori ai giovani avvocati. Parla di necessità di modificare le figure della Giustizia: oggi si entra in Magistratura troppo tardi.
Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, dott. Maurizio Bianco, sottolinea che a Napoli si è creato un laboratorio fondato sul dialogo, al fine di raggiungere il benessere del cittadino, senza trascurarne i diritti.
Il Presidente del Comitato pari Opportunità, dott.sa Fabrizia Krogh sottolinea la necessità della realizzazione di spazi per giovani avvocati, ad esempio asili nido, in Campania meno del 6%e parla del mancato rispetto del Protocollo di Intesa sulla genitorialità.
Il Professor Sandro Staiano, Direttore del Dipartimento Giurisprudenza Federico II, parla dei problemi in cui incappano i giovani avvocati:
• Doppia tassazione;
• Problema equo compenso;
• Gratuito patrocinio;
• Mancato obbligo di rimborso spese ai praticanti;
• Processo telematico.
Il PM dott. Giulio Vanacore sottolinea il suo passato da Avvocato e parla delle differenze della carriera in Germania.
L’avvocato Papais consegna quindi la Carta al Ministro Di Maio, sottolineando l’aspetto economico.
Il Ministro Di Maio si mostra molto disponibile e afferma che, in assenza di diritti minimi garantiti, non si può parlare di professionisti ma “sfruttati e nuovi schiavi”. Oggi si accetta di lavorare pur senza salario, “e questo sta diventando un disastro culturale delle nuove generazioni”. Senza salario non c’è lavoro, non si può parlare di lavoro. Il Ministro afferma di stare affrontando il problema del rimborso spese in tutte le professioni e sottolinea le difficoltà economiche odierne. Parla poi dell’importanza dell’avvento delle nuove tecnologie nel mondo giudiziario e sottolinea l’importanza degli studi giudiziari e umanistici. Assicura cooperazione per tutto il 2019 nella redazione della riforma della Giustizia, da basare su dialogo e confronto.

Anna Rita Canone

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