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Mancia Pd: assunzioni a pioggia nei Comuni

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Le pressioni di Confedilizia e dei contribuenti per ridurre la pressione fiscale sugli immobili, esplosa dal 2011, non hanno avuto effetto. Anzi, il governo ha confermato la possibilità per i comuni di mantenere al massimo le addizionali. Ma una cosa potrebbe cambiare: il nome dell’imposta. Una proposta firmata da 23 deputati democratici alla legge di Bilancio ha proposto di sostituire la l’Imposta municipale unica (Imu) e il tributo per i servizi indivisibili (Tasi) con l’Imi, l’imposta municipale sugli immobili.

Un accorpamento che nelle intenzioni di chi lo propone serve a semplificare, ma che non fa che confermare la natura di entrambi i tributi: una tassa patrimoniale.

L’iter della legge di bilancio potrebbe essere rallentato dal fatto che il decreto fiscale è senza coperture e dovrà tornare alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. A sollevare rilievi è stata la Ragioneria generale dello Stato che si è concentrata su due aspetti non centrali della legge: l’ingiunzione di pagamento ai fini della riscossione coattiva e la deroga per i professionisti che non possono accedere al regime dei minimi. Non hanno la copertura e il relatore ha chiesto il ritorno alla Commissione. «O si trova la copertura o si mettono le norme nella legge di bilancio», ha detto Boccia che ha comunque escluso slittamenti.

Il relatore di minoranza Pietro Laffranco ha bocciato il provvedimento la cui trama è «impiantare una pseudo riforma della riscossione, accanto ad una sorta di rottamazione delle cartelle esattoriali, con l’unico scopo di fare cassa».

Il decreto fiscale potrebbe finire nella legge di Bilancio vera e propria. Ieri il Partito democratico ha annunciato un emendamento che mira ad attivare un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato per i Comuni nel triennio 2017-2019. In sostanza un ulteriore deroga al blocco delle assunzioni, che viene incontro alle richieste fatte dall’Anci, l’associazione dei comuni, al governo. La settimana scorsa una delegazione dell’associazione era stata ricevuta a Palazzo Chigi e aveva incassato due risultati. Una disponibilità a rottamare le cartelle esattoriali non Equitalia. Obiettivo raggiunto. Poi un ulteriore sblocco del turn over, che i sindaci ora sembrano avere incassato per via politica, attraverso l’emendamento del Pd.

Sempre assunzioni pubbliche, sempre un emendamento democratico che propone l’istituzione di un fondo da 30 milioni di euro per un Piano straordinario di assunzioni all’Istituto superiore di sanità. Area popolare ha presentato una serie di emendamenti, tra questi uno che riguarda il Ponte sullo Stretto come «infrastruttura prioritaria per l’interesse del Paese». Poi un’altra proposta di modifica che stanzia 300 milioni di euro alle Province per la manutenzione straordinaria della rete viaria.

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