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Scienze

Modello- realtà – L’incidenza dell’ambiente esterno sul DNA

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Di AZ

Abbiamo avuto modo di parlare numerose volte con Alberto Lori, esperto di comunicazione, giornalista e scrittore, di una scienza che, ancora confinata in convegni di pochi eletti, cerca di farsi strada a forza di gomiti per ottenere quella patente di scientificità a tutti gli effetti nonostante i detrattori, i soloni dell’ortodossia, gli integralisti della fisica classica, strettamente legati ai paradigmi tradizionali sia per una paura effettiva del cambiamento, sia per un asservimento sempre maggiore alle lobby dei poteri forti e alle case farmaceutiche che nonostante i contrasti, i dinieghi, continua a somministrarci composti chimici sintetici da somministrare un tanto all’etto non con lo scopo di guarire ma solo di arricchirsi. Sto parlando di una speculazione filosofica che affonda le sue radici nella psicologia e nella meccanica quantistica con particolare riferimento alle energie e alle forze di attrazione regolanti l’ambiente circostante, la vita, lo stato d’animo delle persone e le loro relazioni. Riportiamo qui un estratto delle numerose lezioni che Alberto Lori tiene, oltre alle numerose pubblicazioni consultabili al sito: www.comunicazionequantica.com . Il fulcro dello studio sta in queste parole : “Ciò che mi accade non ha alcuna rilevanza. Per me è importante ciò che penso di ciò che è accaduto, quale significato gli ho dato. A me interessa l’informazione che ne ho ricavato, non ciò che mi è accaduto. Non sono il risultato dell’ambiente, sono piuttosto il prodotto del modello e del DNA perché l’ambiente è unico, ma il vissuto è individuale. L’interpretazione soggettiva della realtà è la sua elaborazione. L’elaborazione modifica l’evento stesso, quindi come lo interpreto. Potremmo ricevere la stessa informazione da parte dell’ambiente, ma controlleremmo in maniera diversa le forze che agiscono alla base di quell’informazione a causa della presenza di certi filtri cerebrali. Sono i filtri che controllano quelle forze e, selezionano le informazioni che entrano e quelle che non entrano. La mia autoconsapevolezza mi fa dire che io sono quello di ieri, quello di oggi e quello di domani, ma né fisicamente né tanto meno sul piano conscio e comportamentale io sono uguale a vent’anni fa, a cinque anni fa, a un anno fa, a sei mesi fa, a una settimana fa, a ieri e domani sarò ancora diverso. Cos’è cambiato allora? L’informazione, in tutti i sensi. Ciò significa che qualunque esperimento effettuato su di me non è replicabile. Non posso ottenere gli stessi risultati di ieri, poiché io, tu, tutti, cambiamo ogni giorno, ogni istante. Questo perché il cervello non elabora le informazioni ogni tanto, ma di continuo. In fondo, possiamo definire il cervello un elaboratore di informazioni e nell’atto di processare informazioni ogni istante, cambia le informazioni stesse” .In definitiva il significato di queste parole è: abbiamo un modello, ma non siamo il modello. 

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