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Molte associazioni di Caserta dicono NO al gay pride

Desfile del orgullo gay en Madrid, 2013.

Abbiamo appreso da organi di informazione e dall’apposito sito on line, che talune sigle dell’associazionismo gay hanno organizzato una “kermesse” nella città di Caserta, denominata “Caserta Campania Pride” che, iniziata il 21 giugno scorso con una serie di eventi, si concluderà domenica prossima. Ciò che desta preoccupazione da parte delle associazioni che sono impegnate sul fronte della difesa e valorizzazione dei minori, della famiglia e di una visione antropologica razionale e fondata sulle leggi naturali, è il corteo che sabato prossimo 25 giugno avrà luogo in piazza Vanvitelli. Purtroppo le numerose similari esperienze del passato anche nazionali hanno dimostrato come nel corso di simili pubbliche manifestazioni non ci si limiti a manifestare civilmente il proprio pensiero, bensì ci si lasci anche andare da parte di taluni e nelle pubbliche vie, ad esternazione di atti volgari, osceni o anche (in taluni casi) di vilipendio della religione,

laddove oltretutto è palese un concreto rischio di esposizione dei minori a scene in non pochi casi davvero disgustose e comunque tali da ledere la pubblica moralità se non addirittura costituire in qualche caso fatto penalmente rilevante. Pertanto al Sig. Questore di Caserta si chiede di valutare la reale portata della manifestazione, per la quale verosimilmente sarà intervenuta la prescritta comunicazione di cui al T.U.L.P.S. R.D. 18 giugno 1931, n. 773. da parte delle sigle LGBT, che intendono realizzare il corteo e di conseguenza impedire che, nel corso della manifestazione di sabato, possa in alcun modo essere violato l’ordine pubblico o la moralità pubblica (in ossequio al disposto dell’art. 18 T.U.L.P.S.) e prevenire in ogni caso anche l’astratta possibilità che taluno, foss’anche isolatamente, possa realizzare atti penalmente rilevanti. Al Presidente della Regione Campania e al Presidente della Provincia di Caserta si chiede il ritiro immediato dei patrocini concessi. In particolare ci si chiede se la Provincia di Caserta, con la firma apposta dal Presidente Di Costanzo e con la presenza dell’assessore Stefano Giaquinto alla conferenza stampa promossa dall’associazionismo gay e tenutasi nella sala della Giunta provinciale, sia cosciente di assumersi la responsabilità di una scelta di campo così pericolosa, patrocinando una manifestazione espressione della “teoria del gender” finanziata dalle lobby omosessualiste, e perciò schierandosi esplicitamente contro le famiglie e i bambini casertani. Sulla scia dei numerosi interventi di Papa Francesco (prima di lui Benedetto XVI) sui gravissimi pericoli dell’ideologia “gender”, che si vuole inculcare da parte di potenti gruppi di potere, ci rivolgiamo per la loro fondamentale Missione e competenza, con filiale devozione, ai nostri Pastori. Tra i tanti esempi citiamo solo alcune delle chiare profetiche parole del Sommo Pontefice: “(…) Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo con un’idea che non ha niente a che fare col popolo; con gruppi del popolo sì, ma non col popolo, e colonizzano il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. (…) Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai “Balilla”, pensate alla Gioventù Hitleriana… Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza!» (cfr. Udienza generale del mercoledì, 15 settembre 2015). Ai Vescovi delle Diocesi casertane dunque chiediamo con la presente di esprimere un’accorata e confortante Parola di Verità, a tutela dell’uomo e della famiglia, nonché dei minori, manifestando in tal guisa che pur in questo contesto di deriva antropologica, determinata dall’avanzare dell’ideologia “gender”, la Chiesa cammina con l’uomo, cammina con la famiglia (cfr. Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II per l’incontro con le famiglie, 20 ottobre 2001). Anche il nostro amato attuale Papa lo ribadisce: “ popoli, nella storia degli uomini e delle donne, dei padri e delle madri, dei figli e delle figlie: questa è la storia che conta per il Signore ….” (Papa Francesco, udienza generale del 9 La Chiesa cammina in mezzo ai settembre 2015). Pertanto non possiamo tacere, come cittadini, come genitori, di fronte al potere disumano di quelle lobby che vogliono imporre alle giovani generazioni la cultura omosessualista e più ancora un grave stravolgimento antropologico: «Contro i “centri di potere” ideologici, finanziari e politici, riponiamo le nostre speranze in questi centri dell’amore evangelizzatori, ricchi di calore umano, basati sulla solidarietà e la partecipazione» (Papa Francesco, udienza 15 settembre 2015, cit.).

Ai Vescovi domandiamo con spirito di fiducia di chiedere a tutte le parrocchie e alle svariate realtà ecclesiali di organizzare per i giorni di sabato e a seguire momenti di preghiera in riparazione di quanto si sta pubblicamente propagando con la suddetta “kermesse” casertana. Certi che la presente non sarà vana. Fondazione Cenacolo di Maria Sig. Pantaleo Castriota Comitato Difendiamo i Nostri Figli – sez. Caserta Avv. Fabio Candalino Alleanza Cattolica – sez. provinciale di Caserta Sig. Roberto Pugno Movimento e Centro per la Vita “S.Gianna Beretta Molla” – Piedimonte Matese Dott.ssa Angela Zoccolillo Associazione “No194” – Caserta Prof. Paolo Mesolella Associazione Giuristi per la Vita – sez. Caserta Avv. Filippo Martini

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