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attualità

Oggi Giornata internazionale della Donna è un uomo a chiedere pari opportunità.

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Una storia particolare in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna: il rovescio della medaglia, burocratico e non, di Remigio De Matteis, papà separato.
Portavoce del gruppo Pa-dri Separati, Remigio racconta l’ennesimo disservizio che ha dovuto fronteggiare: portando la figlia in PS, dopo febbre che durava ormai da giorni, si è visto diagnosticare problematiche che richiedono ulteriori accertamenti e cure. Avendo informato l’ex coniuge, che lo ha raggiunto in PS, ha assistito, impotente, alle dimissioni della minore, di cui avevano consigliato il ricovero, con la sola firma della mamma, mentre da sentenza ne sarebbe stato il tutore per quel giorno. Che si fa in questi casi? Remigio è ritornato stamattina presso l’ospedale e, dopo aver raccontato l’episodio al Direttore Sanitario, ha riportato nero su bianco l’accaduto, da cui partiranno accertamenti interni.
Ironia della sorte: in attesa di essere ricevuto, ha visto sfilare una serie di camici bianchi… donne: perché questo dettaglio? Perché Remigio racconta la diffidenza con cui è guardato dal personale femminile medico, scolastico e giudiziario. Remigio non è un sessista maschilista, non è un talebano filoterrorista, lui non auspica la condizione femminile sotto il peggiore integralismo islamico, no: lui vuole che gli siano riconosciuti i suoi diritti di GENITORE. La sua lotta parte dalla scuola, dove spesso e volentieri si scontra con docenti donne che lo guardano con sospetto… solo perché uomo; in realtà ha portato anche nella scuola le problematiche relative ai padri separati.
Nel corso degli anni è riuscito a far istituire vari registri alla bigenitorialità sul territorio nazionale, ma la strada è ancora lunga. Remigio, che di suo è testardo e volitivo, non è solo: a parte i tanti papà del gruppo, con il Monsignor Di Donna, Vescovo di Acerra, è riuscito a coinvolgere la Chiesa e organizzare una manifestazione. Il prossimo passo è l’organizzazione di un convegno sull’argomento, visti convegni precedenti che hanno comunque sortito effetto, mobilitando l’opinione pubblica e non solo. Oggi, 8 marzo, in realtà si è creato un precedente: in casi come quello citato, l’ospedale ha il dovere di consultare l’altro genitore per un parere e per la firma.
Perché raccontare questa storia proprio oggi? Perché esiste comunque un sottobosco di diritti violati anche per gli uomini. E se fa sorridere, proprio oggi, il caso del 65enne miliardario morto per intervento per rinforzare la sua virilità (si potrebbe sogghignare pensando “se l’è cercata”), tendenzialmente solo in Italia, in caso di separazione, vengono maggiormente tutelate le donne.
Seguiranno aggiornamenti.
Anna Rita Canone