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FolkloreSanta Maria a Vico

Tutto in nome di San Nicola

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Intensa attività pastorale a Santa Maria a Vico
TUTTO IN NOME DI SAN NICOLA 
Nella parrocchia intitolata al santo di Mira la conclusione
dell’ anno giubilare per i 250 anni della chiesa parrocchiale

SANTA MARIA A VICO – Intensa l’attività pastorale nella Parrocchia di San Nicola Magno, in Santa Maria a Vico. Tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre si sono felicemente intrecciati diversi eventi, che hanno ravvivato la vita di fede della comunità tanto devota al Santo di Mira. Anzitutto la Cresima di 25 giovani, la sera di sabato 23 novembre, ha rappresentato l’occasione del primo incontro con il nuovo vescovo di  Acerra monsignor Antonio Di Donna.

Esso è stato il primo del nuovo presule a parrocchie della Diocesi recentemente a lui assegnata. Un incontro improntato alla semplicità ed alla fiducia reciproca. “E’ stato come l’incontro con un vecchio amico, con una persona che si conosce e si stima da tanto tempo ”, ci ha detto un fedele, manifestando la sua soddisfazione. E in verità tutti erano soddisfatti, al termine della cerimonia, alla quale hanno partecipato non solo i cresimandi ed i loro familiari, ma anche moltissimi fedeli, desiderosi di  salutare il nuovo pastore, esprimergli la loro devozione, augurargli buon lavoro, ricco di frutti soprattutto spirituali, assicurarlo della loro collaborazione per la realizzazione del Progetto salvifico del Signore. La parola del pastore è stata chiara e concreta: occorre restar fedeli alla scelta di Dio e renderla operante con gesti ed azioni che rappresenteranno una spinta modificatrice, nella direzione del Vangelo, del modello egoistico oggi prevalente.

In  ideale continuità il pellegrinaggio a Bari, alla tomba di San Nicola. Possiamo dire che esso è ormai quasi una tradizione, da quando il parroco don Carmine Pirozzi ha indicato la visita al santuario barese come un momento forte della devozione al taumaturgo che dà nome alla parrocchia più antica del paese (la sua fondazione, in Arienzo, città madre  dei comuni del comprensorio, risale addirittura all’ Alto Medioevo ) ed è anche il santo  patrono di Santa Maria a Vico.
Martedì 26 novembre numerosi pellegrini, sfidando l’inclemenza del clima, hanno avuto la gioia di partecipare alla Santa Messa celebrata dal Parroco, per gentile concessione dei Benedettini che officiano il culto nel santuario di Bari, sulla tomba di San Nicola. Si è riannodato così il legame, quasi un ideale gemellaggio, con il capoluogo pugliese, città indissolubilmente legata al santo di Mira, già stretto nel 2011.
Una reliquia preziosa, rappresentata dalla manna del santo, fu data allora dai fratelli baresi alla parrocchia santamariana ed è oggetto di particolare devozione. Essa è esposta in forma solenne  alla venerazione dei fedeli durante i giorni degli annuali festeggiamenti: il Triduo (3 – 5 dicembre) e poi il dì della festa liturgica, il 6. Don Carmine, dal 2011, ha voluto aggiungere, il giorno 8, festa dell’ Immacolata Concezione di Maria,  una solenne processione, che offre all’ affetto  orante della popolazione, le statue della gloriosa Vergine e del Patrono. La ricorrenza ha una valenza anche civile ed infatti è stata patrocinata dal Comune di Santa Maria a Vico e la presenza del  sindaco Alfonso Piscitelli e di qualificati rappresentanti della compagine amministrativa locale ha ben evidenziato questo legame.
Momenti forti, in questo contesto gioioso, la concelebrazione della Santa Messa, la sera del 6, e poi, nel pomeriggio di domenica 8, la processione.
Il Sacrificio Eucaristico, presieduto dal vescovo, è stato officiato secondo il rituale dell’indimenticabile arcivescovo di Bari monsignor Magrassi e ad esso hanno partecipato, concelebrando, tutti i sacerdoti della forania ed un grandissimo numero di fedeli.  Ancora un’occasione di incontro  di  monsignor Di Donna non solo con  la comunità santamariana, ma anche con il sindaco e l’ Amministrazione comunale.
Il primo cittadino, nel salutare il nuovo pastore della Diocesi acerrana, ha espresso, tra l’altro, la volontà di collaborare con la Chiesa per il bene comune della collettività, una collaborazione – ha precisato – che appare tanto più necessaria in un periodo come questo, nel quale, in alcuni momenti, pare che tutti stiano contro tutti e la crisi ecologica  sembra presentare scenari inquietanti.
Il vescovo, nella sua apprezzata omelia, ha sottolineato soprattutto la necessità di vivere oggi ecumenicamente, superando ogni chiuso nazionalismo e pregiudizio religioso o razziale, proprio sulla scia di San Nicola, che è  punto di riferimento assai significativo per il dialogo tra Oriente ed Occidente, lui che, originario dell’ Asia minore ed ivi operante come Vescovo e apostolo della fede cristiana, è assai venerato non solo in Oriente, ma anche in Occidente.
Monsignor Di Donna ha avuto anche parole di vivo elogio nei confronti del Parroco per l’organizzazione di pellegrinaggi che rinsaldano – ha detto – il legame con il Santo Patrono e ne ravvivano la venerazione.
Il vescovo stesso ed il parroco hanno sottolineato anche un altro senso della festa, quello di felice chiusura dell’anno “giubilare” per i 250 anni della chiesa parrocchiale. Fu S. Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo di S. Agata de’ Goti, Diocesi alla quale, all’epoca, Santa Maria a Vico apparteneva, a porre, nel 1763,  la prima pietra della nuova sede parrocchiale, che veniva a sostituire quella vetusta e fatiscente intitolata a Santa Maria della Nova, oltre che al taumaturgo di Mira. La nuova chiesa, progettata dai due “regi ingegneri” Pietro e Salvatore Cimafonte, amici di S. Alfonso, fu oggetto di costante e personale interessamento del Santo e resta uno dei più forti segni della sua presenza in S. Maria a Vico. La ricorrenza è stata celebrata, nel corso dell’ anno 2013, con una serie di iniziative che hanno avuto inizio con la festa di San Nicola 2012 ed hanno avuto termine dopo un anno.
La processione ha visto la partecipazione delle autorità civili e militari e di molti filiani della parrocchia di San Nicola Magno. Due ali di folla hanno fiancheggiato con devozione il corteo religioso, che si è snodato per le principali vie del territorio parrocchiale, con canti e preghiere diretti dal Parroco, mentre la banda musicale animava il tutto con scelti brani d’ Autore. Nell’ultima parte del tragitto ai partecipanti sono stati forniti flambeaux e, nello scenario della serena serata autunnale, queste luci in lento movimento, con il sottofondo dell’ Ave Maria di Lourdes, hanno creato un effetto di indimenticabile suggestione.
Per finire ricchi fuochi d’artificio policromi, il ringraziamento commosso di don Carmine a tutti e, in particolare, agli affaticati accollatori dei due simulacri, ed un gradito rinfresco in una sala della canonica.
L’auspicio è di rinnovata vita spirituale, nel solco tracciato fortemente da San Nicola da Mira.
di Paolo De Nicola
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San Felice a CancelloScuola

Raffaele Palmieri prende a sciabolate la stampa

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SAN FELICE A CANCELLO
RAFFAELE PALMIERI PRENDE A SCIABOLATE LA STAMPA
“C’è sinergia tra il Comune a la scuola Aldo Moro. Attenzione ai vili”
SAN FELICE A CANCELLO – Vergognose le accuse effettuate all’Amministrazione e ai presidi delle scuole, da parte di qualche oppositore che trova enorme soddisfazione nel nascondersi in modo vile, dietro dichiarazioni fasulle di finti personaggi accompagnati da nome e cognome punteggiati.
Nominato in maniera spudorata e illegittima il preside della frazione di Cancello Scalo, il professore Raffaele Palmieri che smentisce categoricamente le accuse inventate e riportate sulla stampa sia cartacea che online, infatti lo stesso tiene a ringraziare l’Amministrazione e il sindaco Pasquale De Lucia per la vicinanza, la collaborazione e la tempestività di ogni e qualsiasi intervento ed in merito dichiara: “L’articolo pubblicato sulla Gazzetta di Caserta è stato scritto e pubblicato senza alcun contatto da parte di nessuno, mi sono state attribuite dichiarazioni mai fatte e pertanto si invitano i giornalisti ad esercitare con serietà e sincerità il loro lavoro, l’Istituto comprensivo Aldo Moro si sta prodigando tanto per il territorio e sta lavorando sempre di più in sinergia con tutti gli enti territoriali, in primis con il Comune di San Felice a Cancello, ma ciò evidentemente sta dando fastidio a qualcuno che strumentalizza spesso gli eventi per chissà quali scopi”.

Va inoltre ricordato a chi fa dell’odio fazioso politico l’unica ragione di vita e motivazione imprescindibile per avere un tantino di visibilità, che tranne in qualche sfortunato episodio degli impianti fotovoltaici sul tetto delle scuole, il territorio di San Felice a Cancello ha superato a pieni voti l’esame sicurezza grazie al lavoro effettuato nei giorni scorsi delle zone più a rischio, essendo stato attraversato da una vera e propria tempesta con devastanti folate di vento che hanno sfiorato i 100 km/h e nel mentre altri paesi dell’intera provincia calcolano danni sostanziosi e si ritrovano letteralmente in ginocchio, l’attenzione prestata dall’amministrazione alla manutenzione costante del territorio ha fatto in modo che tutto sia andato per il verso giusto.
Per ovvi motivi nonostante il maltempo De Lucia ha preteso che i lavori continuassero per il bene dell’intera comunità, infatti la messa in sicurezza continua tuttora con la pulizia degli alvei, sia quello Carmignano e quello Arena e nella fattispecie nella zona che va dalla torna a Cancello e così anche in località Falde.
Riguardo la palestra di Cancello si è intervenuti prontamente per renderla agibile così come si è provveduto al ripristino del riscaldamento e della linea telefonica laddove il maltempo aveva causato danni. Ricordiamo, infine, che le nostre scuole sono state ristrutturate dalla nostra amministrazione nei mesi scorsi , in quanto abbandonate ai danni che procura il tempo e versavano dunque in uno stato pietoso, sia in termini funzionali che estetici.
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