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San Felice a CancelloScuola

Telecamere ultramoderne per difende scuole e studenti

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Telecamere ultramoderne per difende scuole e studenti
L’istituto comprensivo “Aldo Moro” nel mirino dei vandali
SAN FELICE A CANCELLO – A seguito degli episodi di violenza verificatisi presso l’istituto comprensivo “Aldo Moro” della frazione di Cancello Scalo, ove sono state danneggiate  le auto di due insegnanti, causa atti di vandalismo e bullismo, l’Amministrazione comunale ha deciso in tempi brevissimi di risolvere tale incivile problematica, affidandosi all’installazione di due telecamere di ultima generazione, per la videosorveglianza esterna degli edifici scolastici e capaci di immagazzinare informazioni non solo nella fase diurna della giornata ma anche in quella notturna.
Da premettere che altri istituti scolastici sul territorio già sono dotati di sistemi di videosorveglianza, si è disposto tale adeguamento per la sicurezza degli alunni della frazione di Cancello Scalo. Delegato dal sindaco Pasquale De Lucia, il componente dell’ufficio staff Christian Magliulo, in tema di sicurezza e protezione civile dichiara: “Siamo riusciti a ovviare a questo problema in tempi rapidissimi, le telecamere installate sono già pienamente operative, per fine anno altri saranno i progetti sulla sicurezza che questa amministrazione realizzerà”. Soddisfatto anche il dirigente scolastico professore Raffaele Palmieri che ringrazia la celerità dell’Amministrazione guidata da De Lucia.
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Igino CamerotaLibriSanta Maria a Vico

“Il bacio del pane” dello scrittore Carmine Abate

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Voglia di vita con mare, baci di fuoco e corse in motorino
Nel libro “Il bacio del pane” dello scrittore Carmine Abate
SANTA MARIA A VICO – «Ero un bambino, il nonno non mi aveva mai punito prima di allora, eppure non avevo pianto, non piangevo se capivo di avere sbagliato. Avevo ripreso il panino e, soffiata via la polvere, lo avevo baciato […]». Una storia gustosa, insaporita dei sapori e degli odori della cucina mediterranea e in cui la voglia di vita si esprime attraverso mare, baci di fuoco e corse sfrenate in motorino. Due ragazzi distesi all’ombra; vento in faccia e, negli occhi, i paesaggi di Calabria, regione unica per bellezza e problematicità.

Delicato come una canzone di Lucio Battisti, leggero come una ballata della Banadabardò. “Il bacio del pane” (Mondadori) è l’ultimo importante tassello della già brillante produzione letteraria di Carmine Abate: un libro – che arriva dopo “La collina del vento”, Premio Campiello 2012 – in cui attraverso il racconto dell’indimenticabile estate di una comitiva di giovani amici emerge un ritratto dignitoso della Calabria («Meglio pane nivuro, che nivuro pane») sullo sfondo di un paese, l’Italia, flagellato dalla prepotenza di uomini che si dedicano con professionalità alla rovina di altre esistenze. I romanzi di Abate parlano di viaggi tra i luoghi dell’anima e di questo mondo. Nato a Carfizzi, paese arbereshe della provincia di Crotone. Giovane e laureato si trasferisce ad Amburgo e racconta i «germanesi», cioè gli italiani emigrati in terra tedesca. Oggi vive in Trentino «per addizione»: la sua scrittura è sintesi del suo essere calabrese, meridionale, italiano, trentino, europeo e tante altre cose. Tutte insieme.

Titolo: Il bacio del pane
Autore: Abate Carmine
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 176
Editore: Mondadori  (collana Libellule)
di Igino Camerota
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