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rats_locandina
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Il titolo del post potrebbe essere forviante in quanto questo cult del cinema dell’orrore e della fantascienza non è, come molti dei lettori sanno, un film del 2015, ma bensì un film del 1984, ma è ambientato in questo anno più recente.
In seguito a un evento disastroso, una guerra basata su ordigni nucleari, il mondo è devastato e i pochi esseri umani rimasti si contendono le poche risorse rimaste. Così un piccolo gruppo di superstiti, dei selvaggi, trovano per caso un villaggio sopravvissuto all’epopea nucleare, vi si insediano e ne traggono quindi beneficio, in quanto esso contiene un serbatoio di acqua potabile e delle serre. Si scoprirà che questa piccola tribù è incappata nel territorio di un gruppo, presumibilmente definibile branco, di topi.
Il tutto condito naturalmente di qualche scena lievemente osé qui e qualche scena schifosa là. Insomma al giorno d’oggi e con gli effetti speciali ai quali siamo abituati oggi questo film ci sembra assolutamente ridicolo ma comunque è un bel film testimonianza che negli anni ottanta vi era ancora qualche regista italiano che aveva qualche buona idea.
Bruno Mattei che poi è anche Vincent Down del film “Virus” è stato un produttore e un regista spesso non compreso, i suoi film non erano di bassa lega bensì delle feroci critiche alla società.
Critiche che possono ancora essere mosse in quanto la minaccia di un disastro nucleare non si è mai allontanata da noi. Ma anche il risultato di un’eventuale scomparsa della società che porterebbe a nuove “razze” ad avere la meglio sulle precedenti.
Una buona visione

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