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RB Lipsia: Non chiamatela “nuova Leicester”

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Il Red Bull Lipsia. La squadra più odiata di Germania. La squadra ancora imbattuta in Bundesliga, e che adesso guarda tutti dall’alto, persino il Bayern Monaco ed il Borussia Dortmund. Primo posto che subito porta alla memoria il Leicester di Ranieri, manco fosse passato già un anno, che proprio la scorsa edizione della Premier League ha vinto il campionato con stupore di tutti, addirittura dei tifosi stessi. La domanda però è: perché non definire il Red Bull Lipsia la “nuova Leicester”?

  1. Il Red Bull Lipsia ha lo sponsor della Red Bull che si occupa della gestione amministrativa, finanziaria gestendo anche del mercato grazie anche al ds sportivo, ex Salisburgo, Ralf Rangnick.
  2. Il Red Bull Lipsia è una delle quattro squadre della famosa bevanda energetica. Fanno parte anche il New York Red Bulls negli Stati Uniti, il Red Bull Salzsburg in Austria ed il Red Bull Brasil in Brasile. E proprio a discapito della squadra austriaca che il Lipsia, o meglio, la Red Bull preleva i giocatori per portarli nella città posizionata ad Est della Germani, tra cui: Naby Keita, Stefan Ilsanker e Marcel Sabitzer, anche se quest’ultimo ha giocato in prestito nella Red Bull Salzsburg.
  3. Non chiamarla la “nuova Leicester” perché non c’è un Vardy di turno, o un Ranieri di turno, o quei giocatori sottovalutati prima e vincenti poi con le Foxes, ma un gruppo di giovani di belle speranze, talentuosi ed affiatati che, per alcune invidie, forse, si beccano tutto l’odio tedesco possibile ed un allenatore giovane ed ancora con poca esperienza in Bundesliga.
  4. Non chiamatela “nuova Leicester” perché in Germania sono piuttosto abituati alle soprese; tra tutte il Kaiserslautern che nell’anno del 1997-1998 vinse il quarto titolo, e ultimo per ora, non riuscendo a ripetere più le gesta di quell’incredibile anno.
  5. Non chiamatela “nuova Leicester” perché, come sarà riportato in seguito, è stato programmato che la squadra raggiungesse questi livelli dopo pochi anni dalla fondazione del club, mentre per il Leicester la vittoria è stata del tutto inaspettata.
  6. Non chiamatela “nuova Leicester” perché la città inglese ha sempre avuto una buona situazione economica ed un certo risalto in Inghilterra, invece la città di Lipsia, essendo parte della Germania dell’Est, non ha mai vissuto una buona situazione economica, solo dopo la riunificazione della Germania.

Ma come nasce il Red Bull Lipsia? La Red Bull GmbH, multinazionale austriaca, dopo un club statunitense, austriaco e brasiliano, decise di mettere le proprie basi in Germania, in un campionato con maggiori ascolti ed ovviamente con più visibilità. Il club è stato fondato nel 2009 per l’assunzione mediante della licenza sportiva del SSV Markranstädt, all’epoca militante nella quinta divisione tedesca e club dell’omonima città limitrofa, ma soprattuto la Red Bull , all’atto della fondazione, ha previsto circa 100 milioni di euro in dieci anni per portare ai vertici il club e permettegli di disputare le coppe europee e di essere una delle candidate alla vittoria della Bundesliga.

MOMENTO DELLA SCELTA: STORICA E POLITICA

Dopo la riunificazione della Germania, il calcio tedesco dell’Est era rimasto profondamento indebolito. I migliori giocatori andavano a giocare nella parte ovest, mentre i club dell’est militavano dalla terza divisione calcistica tedesca in giù. Furono effettuate alcuni sondaggi su quale città puntare per favorirne la crescita sportiva, dopo un’analisi sulla Dynamo Dresda, scartata per la tifoseria violenta, una mala gestione amministrativa e per un stadio non adatto ad ospitare un grande numero di persone, gli occhi caddero sulla città di Lipsia, che stava attraversando un buon momento economico e possedeva uno stadio, uno degli stadi del Mondiale di Germania 2006, capace di contenere numerosi spettatori. La scelta venne rivolta anche a Lipsia soprattutto per sue ideologie moderate e apolitiche, al contrario di alcune squadre concittadine come Chemie e Lokomotive Lipsia che esprimono ideologie neonaziste e di estrema destra.

FAVOLA E ODIO

Ancora imbattuta il Red Bull Lipsia sta vivendo sicuramente uno dei momenti più belli dalla propria fondazione. Già qualcosa lo si sarà pensato quando militando nella Zweite Liga, seconda serie tedesca, iniziò a prendere forma una realtà così piccola e giovane. Le otto vittorie ed i tre pareggi con nessuna sconfitta stanno facendo sognare i tifosi di questo club. L’ultima vittoria alla Bay/Arena ottenuta contro il Bayer Leverkusen con un risultato di 2-3.

Eppure questa squadra gioca con un classico 4-4-2, ha un allenatore sconosciuto, l’ex calciatore austriaco Ralph Hasenhüttl, ex allenatore dell’Ingolstadt 04, con cui ottenne una vittoria incredibile contro il Magonza alla prima del campionato nel 2015, all’esordio storico in Bundesliga. Quasi un predestinato. Ha dei giocatori “sconosciuti”, o meglio, conosciuti bene lì in Germania, poco conosciuti da altre parti. Ragazzini terribili che stanno distruggendo i sogni di gloria delle big in Germania, e mettendo in secondo piano anche le ottime prestazioni dell’Hoffenheim, quinto in classifica.

L’odio, invece, nasce dal motivo in cui il Red Bull Lipsia non venga considerata una vera e propria società di calcio, ma una squadra che sopravvive grazie ad una multinazionale. Probabilmente da quelle parti avrebbero preferito vedere squadre con più storia avere un privilegio del genere come ad esempio l’Amburgo, attualmente fanalino di cosa. Se però analizzassimo alcune circostanze del perché quest’odio sia fondamentalente esagerato, ci potremmo accorgere di una cosa: il club sì è ricco per mano di una multinazionale, ma questo club non spende, almeno per adesso, come i presidenti di club importanti e d’élite inglesi, o come il Real Madrid o PSG, convincendo i migliori giocatori a venire nei rispettivei club per cifre esageratamente esagerate. Questa è una squadra che si sta evolvendo piano piano, sta facendo le cose con calma, senza nessuna fretta. Sta portando una filosofia di lanciare ed acquistare giovani interessanti e di farli giocare, senza nessuna pressione, si sta ponendo degli obiettivi chiari con lo scopo di raggiungerli, ma soprattutto in un futuro non molto lontano potrà rendere la Bundesliga più combattuta e più interessante, magari candidarsi come l’ennesima anti-Bayern Monaco. Dalla NOFV-Oberliga, quinta divisione del calcio tedesco, nel 2009, alla Bundesliga nel 2016.

A cura di Simmaco Munno

 

 

Tags : BundesligaGermaniaRed Bull LIpsia
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