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equilibrista
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Da cinico antisportivo qual è, il Premier si è per tempo tratto fuori da quella che si è rivelata una partita perdente per lui e per il suo cerchio magico. Si, perché citare il Pd come compagine al seguito del Sole Toscano è imprecisa come affermazione. Il  copione è semplice e si ripete ad ogni scadenza politico-elettorale: se va bene è merito di Renzi, se va male è colpa del partito che non lo segue; un copione pressappochista ma efficace in un panorama dove per governare servono sempre meno i voti e sempre più non avere la puzza al naso. Mentre scriviamo arriva la parziale ammissione di sconfitta del Premier che afferma bontà sua che ”il Pd ha un problema a Napoli e a Roma è già tanto essere arrivati al ballottaggio”.Al di là degli arzigogoli e delle arrampicate sugli specchi che contraddistinguono chiunque abbia avuto  una performance elettorale non brillante, occorre riflettere a mente fredda su ciò che ci aspetterà nelle prossime due settimane.Il M5S esce forte dal primo turno oggettivamente ma altrettanto oggettivamente dovrà fronteggiare una sorta di grande ammucchiata del sistema che,comprensibilmente,farà con alterne sfumature fronte comune contro la forza arrembante. E poi facciamo anche notare che,come un arbitro-giocatore che decide quale gol sia valido e quale no,il Premier ha già fatto sapere che la Sua Battaglia è quella di Ottobre e che se solo perderà quella andrà via (ma visti i precedenti ci permettiamo di dubitare anche di questo).Una battaglia che forse salverà la sua carriera politica ma che mette in dubbio la separazione dei poteri nel nostro ordinamento democratico.

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